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23/10/2012 - Saluggia e Livorno - Cronaca

TORINO - "Colpo di coda", blitz dei Carabinieri contro la ’ndrangheta - A capo della costola vercellese, Pasquale Maiolo, 53 anni - Tra gli affiliati anche un livornese e un saluggese: Salvatore Cavallaro e Giuseppe Vincenzo Caglioti

Tra gli affiliati di Maiolo ci sarebbero: Salvatore Cavallaro di 50 anni residente a Livorno Ferraris e Vincenzo Caglioti di 44 anni residente a Saluggia



TORINO - "Colpo di coda", blitz dei Carabinieri contro la ’ndrangheta -  A capo della costola vercellese, Pasquale Maiolo, 53 anni - Tra gli affiliati anche un livornese e un saluggese: Salvatore Cavallaro  e Giuseppe Vincenzo Caglioti
Carabinieri



L'operazione ''Colpo di coda'' ha visto mettere le manette ai polsi di 22 persone tra Piemonte e Calabria. L'indagine e' “figlia” dell’Operazione Minotauro che nel 2011 aveva operato contro la 'ndrangheta in Piemonte. Con il “colpo di coda” appunto, si sono trovati ulteriori affiliati non solo a Chivasso, ma anche nella ''locale'' di Livorno Ferraris (Vercelli). I militari del Comando provinciale dei carabinieri di Torino, diretto dal Col.  Roberto Massi, hanno scoperto che a capo della costola vercellese ci sarebbe Pasquale Maiolo, 53 anni, già arrestato nell'operazione Minotauro e ora nel carcere di Opera.  Tra gli affiliati di Maiolo ci sarebbero: Salvatore Cavallaro di 50 anni residente a Livorno Ferraris; Ferdinando Cavallaro, 47 anni, di Chivasso; Mario Tonino Maiolo, di 21 anni, di Chivasso; Bruno Cavallaro, di 53 anni, di Vibo Valentia; Beniamino Gallone, ritenuto un  fiancheggiatore; Giuseppe Vincenzo Caglioti di 44 anni residente a Saluggia. Ci sono poi due collaboratori esterni di Chivasso: Marco Cuccu di 49 anni e Salvatore Di Maio di 57 anni.


Il giorno 23 ottobre 2012, La Compagnia Carabinieri di Chivasso (TO) ha dato esecuzione a 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal  G.I.P. del Tribunale di Torino a seguito di richiesta di emissione di misura cautelare presentata dalla D.D.A. della Procura della Repubblica di Torino a carico di 22 persone,  residenti in provincia di Torino, in provincia di Vibo Valentia e 3 in provincia di Vercelli, gravemente indiziate di fare parte di un’associazione per delinquere di stampo mafioso riconducibile alla ‘ndrangheta. Inoltre l’indagine ha permesso di accertare reati in materia di armi, stupefacenti, estorsione, reimpiego di capitali di provenienza illecita, intestazioni fittizie di beni.


Nel contesto sono state effettuate complessivamente circa 40 perquisizioni, nonché l’esecuzione di misure patrimoniali a carico di alcuni dei soggetti destinatari d’ordinanza, consistenti nel sequestro di beni mobili ed immobili stimati in alcuni milioni di euro.


In via generale, le indagini hanno fatto emergere l'esistenza, nella provincia di Torino, di un'associazione per delinquere di tipo mafioso, denominata 'ndrangheta, caratterizzata dai seguenti elementi tipici: struttura tendenzialmente verticistica, ordinata secondo una gerarchia di poteri e di funzioni ed una ripartizione dei ruoli degli associati; pratica di riti legati per lo più all’affiliazione dei suoi membri e ad assegnazioni di "doti" o "cariche";  comunanza di vita e di abitudini, scandita dall’applicazione di norme più o meno codificate, che ogni affiliato è tenuto ad osservare e che ne comportano la sottomissione ai capi;  forza di coesione, spesso basata su stretti vincoli di parentela o di affinità, che assicurano omertà e solidarietà nel momento del bisogno, ed in particolare sussidi economici agli affiliati arrestati ed ai loro familiari; impermeabilità verso l’esterno, ottenuta attraverso l'adozione di particolari precauzioni per impedire infiltrazioni, anche attraverso l'utilizzo di linguaggi convenzionali; disponibilità di armi.



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Aggiornamento ore 10.50 - L'operazione interesserebbe le province di Torino e Vercelli e la Calabria. Oltre alle accuse per associazione di tipo mafioso, anche quella per traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi, estorsione, ricettazione e altro. Il  procuratore aggiunto che se ne occupa è Sandro Ausiello, e pare che sia interessata soprattutto la zona di Chivasso. Oltre agli arresti, sono stati sequestrati beni mobili e immobili: si parla di diversi milioni di euro. L'operazione è stata denominata "Colpo di coda".


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(s.tre.) - Su ordine del gip di Torino sono state eseguite 22 ordinanze di custodia cautelare da parte dei Carabinieri. Un blitz contro la 'ndrangheta che interessa il Piemonte e la Calabria. I Carabinieri di Torino hanno portato a termine 40 perquisizioni e sequestri di beni. I soggetti interessati sarebbero affiliati alla 'ndrangheta “ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e altri reati”. I militari avrebbero agito anche a Chivasso, Bianzè e Livorno Ferraris. Al momento c’è il massimo riserbo da parte delle autorità competenti. Si attendono sviluppi.


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