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30/12/2015 - Vercelli Città - Mondi Vitali

SOLLIEVO PER I MENO FORTUNATI - E’ in arrivo l’Emporio Solidale - Risolto non solo il problema della spesa - Sarà anche centro di ascolto per i "nuovi poveri", che soffrono con dignità la perdita del lavoro

Registi dell’operazione Don Osvaldo Carlino e Mino Vittone



SOLLIEVO PER I MENO FORTUNATI - E’ in arrivo l’Emporio Solidale - Risolto non solo il problema della spesa - Sarà anche centro di ascolto per i "nuovi poveri", che soffrono con dignità la perdita del lavoro

Cos’è un “emporio solidale”?

È un negozio dove la roba non si vende, ma si regala.

Possibile?

Possibile.

Possibile quando il “sistema” dell’associazionismo sociale collabora con le Istituzioni, ricordando quanto Maria Eletta Martini (la Parlamentare scudocrociata che ha “inventato” il Volontariato moderno italiano o, quanto meno, ha dato a questo mondo precisi statuti morali e normativi) insegnava: il Volontariato non può e non deve sostituirsi alle Istituzioni, non le deve surrogare, ma deve esserne partner per estenderne l’area di influenza ed azione.

Per rendere più ricco e vitale il rapporto con le persone.

Che spesso sono le persone più bisognose di attenzioni, spesso conoscono solo il “lato oscuro della forza” istituzionale, senza poterne vedere l’emisfero invece illuminato dalla luce dell’amore, della carità.

Questo mondo a Vercelli vive soprattutto nella dimensione del Volontariato espressione di scelte religiose, ma non mancano significativi esempi anche di matrice laica.

E’ un mondo ricco di valori, di risorse umane capaci di mettere in campo anche significativi saperi, professionalità.

Perché è sempre vero che la bontà non sia e non possa essere virtù degli inesperti.

E’ sempre vero – insegnava ancora Maria Eletta Martini – che l’azione volontaria, per essere davvero tale e davvero utile, deve connotarsi di gratuità, continuità ed anche competenze.

Insomma, gli stessi requisiti di un lavoro vero, tranne che non è pagato.

E nemmeno “appagato” dall’apparire, mercede di matrice farisaica, più che laica, così cara a certi brand filantropici di gruppi o gruppuscoli politici, impegnati nella vendita di panettoni solidali e poi a consegnare assegnoni nel corso di conferenze stampa.

Ebbene, tutte le forze in campo per realizzare l’emporio solidale sono e saranno un esempio di volontariato vero, che darà davvero una mano a chi ha bisogno anche perché stanno mettendo in piedi un’organizzazione serie anche per i profili gestionali.

Si tratta di un “negozio” dove chi ha bisogno potrà trovare prima di tutto generi di prima necessità a costo zero.

Insomma, il problema della spesa è risolto.

Ma non solo: sarà un centro di ascolto, dove cercare insieme soluzioni utili – per chi può farcela – ad uscire dall’emergenza.

Emergenza per  chi ha perso il lavoro, per chi non riesce  e rientrare nel “giro” della domanda ed offerta di occupazione, che è il vero problema per molte famiglie.

E’ la vera maledizione per tanti che conoscono la tragedia di un bump down, del “declassamento”, della espulsione dalla società integrata, della caduta in quella marginale.

Sono nuovi poveri forse più difficili da aiutare di quelli tradizionali, perché occorre un supplemento d’anima capace di cogliere anche risonanze particolarmente sofferte, gemiti mai del tutto espressi da anime che – come ha ricordato nel proprio intervento il Sindaco – conservano una grande dignità, ma un’altrettanto grande sofferenza interiore.

Così, proprio alla vigilia di Natale, viene presentato questo progetto della Caritas diocesana che insieme al Meic ed all’associazionismo laico e confessionale è riuscito e mattere in rete Istituzioni (Comune, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio) per aprire questo “negozio”, questo emporio dove tutto sarà gratis e dove si potrà trovare anche un po’ di umanità.

I locali che saranno tra breve allestiti in Via Laviny, nel ristrutturando antico Macello pubblico, di fronte alla Madonna degli Infermi, potrebbero essere la più probabile sede dell'emporio. In condizionale  è d'obbligo perché l'assegnazione degli spazi è oggetto di una gara pubblica, preceduta da una "manifestazione di interesse"..

Registi dell’operazione don Osvaldo Carlino, direttore della Caritas e Mino Vittone, per il pool di Associazioni che concorrono a rendere possibile l’iniziativa.

 

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