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23/07/2019 - Santhiatese e Cavaglià - Economia

SFUMATO IL PROGETTO DELLA LETAMAIA A VERCELLI, IREN SI COMPRA L'IMPIANTO DI SANTHIÀ - Con tanto di lettera alla Provincia per bloccare quello di A2A a Cavaglià

Però a Santhià, almeno, non affliggono nessuno con la storia dei posti di lavoro -






SFUMATO IL PROGETTO DELLA LETAMAIA A VERCELLI, IREN SI COMPRA L'IMPIANTO DI SANTHIÀ - Con tanto di lettera alla Provincia per bloccare quello di A2A a Cavaglià

Rumors di mercato attendibili dicono che abbiano a lungo fatto la corte ad A2A, il competitor diretto di Iren.

Poi, visto che quelli non compravano – almeno alle condizioni proposte – si siano risolti a vendere proprio al colosso emiliano, ligure, piemontese guidato ora da Renato Boero.

Boero ha preso il posto di Paolo Peveraro (ex Assessore della Giunta Regionale di Mercedes Bresso, che i critici hanno sempre chiamato “l’Assessore dei Derivati”) per scadenza del mandato.

Ma andiamo con ordine.

***

Sappiamo che i disegni di Iren per realizzare a Vercelli la letamaia per tutta la frazione organica di rifiuti (la Forsu, nel gergo tecnico) che raccolgono nella Pianura Padana, si sono dissolti come, in caso di pioggia, un’effige di madonnaro.

Motivo: il turn over in Comune a Vercelli ha messo una pietra tombale sul progetto di realizzare in area Polioli in impianto di biogas e compost.

L’impianto vercellese avrebbe dovuto lavorare oltre 100 mila tonnellate l’anno di rifiuti organici raccolti da Iren in tutta la Pianura Padana.

Sono pochi, sono tanti?

Per farsi un’idea basti pensare che la provincia di Vercelli produce complessivamente non più di 20 mila tonnellate l’anno di Forsu.

Che è già lavorata da impianti locali ampiamente capienti.

Iren, dunque, si sarebbe messa il cuore in pace su Vercelli.

Per quanto riguarda la Forsu (in vernacolo: la sghinga).

***

 

UNA BREVE PARENTESI SUI TRUCIOLI ALLA FORMALDEIDE

Non si è ancora rassegnata per i trucioli alla formaldeide che vorrebbe lavorare nello stabilimento che, zitti zitti e quatti quatti, hanno progettato (con il concorso di Sandro Baraggioli, Peo Ranghino e Francesco Bavagnoli)  di costruire a Vercelli, in Via Libano, in Area Industriale, a due passi dalla Motorizzazione Civile.

Quelli di Iren sono così dolci che – questa volta - hanno avuto un’ idea in più.

Guardate, Signori cari – dicono – questo impianto ( quello che dai trucioli di legno ricava pallets e formaldeide da disperdere in atmosfera per disinfettare le vie respiratorie ) non lo facciamo come Iren.

Lo facciamo come Atena Asm.

Così il 40 per cento del capitale di rischio è del Comune di Vercelli.

Hanno un modo di volerci bene tutto loro.

Ma di questo argomento parleremo tra pochi giorni.

Ora non divaghiamo, caso mai si può leggere l’articolo linkato sopra, tra le notizie correlate.

Fine della parentesi.

***

Dunque dove mettere la loro sghinga?

Bisogna sapere che, da quasi due anni, c’era una Società che ha sede a Santhià, la “Territorio e Risorse srl”, in trattativa con A2A: come abbiamo visto, il colosso competitor diretto di Iren un po’ su tutto.

Ma A2A alla fine non ha comprato.

 

Proprio A2A ha rivolto alla Provincia di Biella la domanda per avere l’autorizzazione a realizzare un impianto analogo – sghinga per compost e biometano – a Cavaglià.

Una cosa da circa 50 mila tonnellate l’anno, che verrebbe come illustra il rendering qui sotto.

Sicchè non avrà più avuto bisogno di acquistare a Santhià.

Visto che il cavallo (A2A) non beveva, l’imprenditore di riferimento del Gruppo Entsorga, un player primario e qualificato del settore, proprietario della ditta di Santhià, Gian Francesco Galanzino, ha venduto ad Iren.

Come spiega il comunicato dell’astuto Roberto Bergandi, il comunicatore ufficiale del Gruppo Iren.

Ovviamente per Santhià si pensa ad ampliamenti.

Il comunicato è chiaro.

E forse qui deve trattarsi di una cosa seria, perché questa volta si risparmiano le volgari, ipocrite, emetiche e surrettizie tiritere sui posti di lavoro che – con regolarità ormai più che sintomatica – pongono a corollario quando, invece, cercano di piazzare iniziative “ingombranti”, come appunto la letamaia.

***

Dunque, pare che a Santhià – a sentire il Bergandi – non arrivino nuovi posti di lavoro.

Però l’affare si fa.

***

Torniamo quindi ai progetti di A2A per fare la loro letamaia a Cavaglià.



Come abbiamo visto, l’approvazione del progetto è rimessa alla Provincia di Biella, che sta esaminando la V.I.A., appunto la Valutazione di Impatto Ambientale.

Ma a questo punto sono stati quelli del gruppo Galanzino a prendere carta e penna e scrivere proprio alla Provincia qualcosa che suona così.

Signori Cari: non vi sembra che di questi stabilimenti qui nei paraggi ce ne siano già un po’ troppi?

Non si era detto di metterci un freno?

La lettera è protocollata, quindi non sarà difficile esaminarla nella sua effettiva stesura, ma pare proprio che il senso sia questo.

La domanda è d’obbligo: Iren è d’accordo a mettere i bastoni tra le ruote ad A2A che potrebbe essere una delle poche – se non l’unica – realtà interessata ad acquistare il 40 per cento delle Azioni di Atena Asm ancora in portafoglio al Comune di Vercelli, se un domani Palazzo Civico volesse vendere?

Ma ecco, di seguito, cosa dice il Bergandi.

***

 

IREN S.p.a. acquista Territorio e Risorse S.r.l. società proprietaria di un impianto di compostaggio e digestione aerobica nel Comune di Santhià (Vercelli)

 

Reggio Emilia, 23 luglio 2019 – Si rende noto che in data odierna il Gruppo Iren ha siglato un contratto preliminare con la società EntsorgaFin S.p.a. finalizzato all’acquisto del 100% del capitale sociale di Territorio e Risorse S.r.l., società che ha realizzato e gestisce un impianto di compostaggio e di digestione aerobica nel Comune di Santhià, in provincia di Vercelli.

L’impianto è attualmente autorizzato per il trattamento di rifiuti fino a 36.000 tonnellate annue di cui 26.000 tonnellate di FORSU e 10.000 di rifiuti vegetali. Territorio e Risorse S.r.l. è titolare dell’autorizzazione all’ampliamento dell’impianto esistente che prevede un aumento della potenzialità di trattamento a 50.000 tonnellate annue di cui 40.000 tonnellate di FORSU e 10.000 tonnellate di rifiuti vegetali.

 

Il corrispettivo totale dell’operazione sarà di circa 6,5 milioni di euro ivi incluso il debito e l’operazione è sottoposta a talune condizioni sospensive. L’ampliamento comporterà un investimento aggiuntivo di ca 10 milioni di euro e consentirà all’impianto di raggiungere un EBITDA di ca 2,5 milioni di euro (a partire dai circa 0,65 milioni di euro attuali) con una produzione di ca 2,6 milioni di mc di biometano.

 

“L’iniziativa industriale di acquisizione di Territorio e Risorse – ha dichiarato Renato Boero, Presidente del Gruppo IREN - si inserisce nel quadro delle scelte strategiche di valorizzazione e recupero della componente umida del rifiuto (la FORSU) con produzione di biometano in Piemonte, in continuità con analoghi investimenti in corso di realizzazione ed autorizzazione nei territori di riferimento”.

 

“L’operazione di acquisizione di TR si inquadra in un disegno di integrazione verticale dell’attuale attività del Gruppo Iren nel campo del recupero della frazione organica proveniente da raccolta differenziata domestica in modo compatibile con il fabbisogno impiantistico del Gruppo previsto all’interno del vigente Piano Industriale Iren 2019 – 2023” ha aggiunto Massimiliano Bianco, Amministratore Delegato del Gruppo IREN.


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