VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
11 Novembre 2019 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




04/11/2019 - Vercelli - Pagine di Fede

SE VUOI LA PACE PREPARA LA PACE - Nella Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, la certezza che il "più dolce tra i beni passeggeri della terra" sia un dono di Dio affidato agli uomini - L'augurio dell'Arcivescovo a Gianna

(In video, integrale, l’omelia di questa mattina, 4 novembre 2019, poi la benedizione, quindi qualche scampolo della Dritter Teil Der Klavierubung di Johan Sebastian Bach)





SE VUOI LA PACE PREPARA LA PACE - Nella Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, la certezza che il "più dolce tra i beni passeggeri della terra" sia un dono di Dio affidato agli uomini - L'augurio dell'Arcivescovo a Gianna

Se vuoi la pace, prepara la pace from Guido Gabotto on Vimeo.

Oggi bisogna dimostrare di essere allenati.

Allenati a seguirne l’omiletica sempre ricca di spunti e profonda nel rovistare, fino a svuotare, liberare, dai luoghi comuni e dalle ipocrisie, i nostri personali bagagli, culturali e non.

***

(In video, integrale, l’omelia di questa mattina, 4 novembre 2019, poi la benedizione, quindi qualche scampolo della Dritter Teil Der Klavierubung di Johan Sebastian Bach)

***

Mons. Marco Arnolfo, in questo 4 novembre 2019, celebrando l’Eucarestia per la Giornata Nazionale dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate, non manca di dispensare suggerimenti esigenti, ma capaci di unire tanti e diversi mondi.

Da quello laico a quello confessionale, ma senza dimenticare di cercare il fil rouge che può, in nome della centralità dell’uomo, tentare di mettere d’accordo e in “pace” chi sia di sentimenti ed idee differenti, anche dal punto di vista sociale.

***

In questo 2019, qui in S. Andrea a Vercelli, si affastellano i richiami del calendario, delle epoche, della Storia.

Quello ormai noto ed indimenticabile: gli 800 anni della Basilica amata.

E qui non è il caso di scomodare Mons. Arnolfo per lasciare correre un pensiero preso pari pari da Ornella Vanoni e Gino Paoli.

Quando raccontano della “loro” canzone, l’intramontabile “Senza Fine”, i due artisti devono ammettere: io credevo fosse mia, tu credevi fosse tua, ma… siamo noi che siamo suoi.

Così S. Andrea (si passi la licenza) per i vercellesi.

Siamo sempre stati convinti che fosse nostra, ma in questo 2019 il pensiero che… siamo noi che siamo suoi, inutile negarlo, ha fatto capolino.

Abbiamo, inoltre, capito davvero e con chiarezza che la grande Basilica amata è dell’Umanità, è della Storia, come un caleidoscopio di iridescenze, un susseguirsi di echi e risonanze che hanno avuto ed avranno durata, come il suono di una parola sincera.

Una Parola che risuona nel Tempio, per uscirne ed offrirsi al popolo, diventando patrimonio comune.

Così – abbiamo imparato meglio in questo 2019 – la monumentale semplicità delle austere eppure lievi architetture, si pone e propone come simbolo dell’unione tra culture, ricordandoci che lei è qui, perché un giorno si dovette – in un Paese lontano – incominciare a dire che un re è necessario, ma bisogna mettergli un freno.

Così incominciando a statuire che la politica può estirpare le ragioni della guerra, restituendo cittadinanza alla pace.

***

Anno propizio alla riflessione, sulla traccia dei ricordi e delle ricorrenze, si diceva.

La stessa giornata del 4 novembre fu istituita 100 anni, fa, all’indomani della Prima Guerra Mondiale e da allora in poi passò indenne, attraversando le temperie politiche ed i cambi d’epoca, giungendo fino a noi.

L’Italia è, dunque, una ed il messaggio che le Forze Armate oggi richiamano è quello di presidio della pace.

Ne sono concreta testimonianze le tante missioni all’Estero, sui teatri di crisi internazionale ancora oggi martoriati da violenze e sopraffazioni.

***

Sicchè l’omelia dell’Arcivescovo si apre con una citazione nientemeno che di Filippo Turati: citazione che subito fa drizzare le antenne, per come, in qualche modo, annuncia il “sommario”.

Si vis pacem, para bellum, diceva Vegezio.

Se vuoi la pace, prepara la guerra.

E’ il sistema delle deterrenze.

Nell’illusione che una guerra possa restare fredda senza, prima o poi, scaldarsi, in qualche parte del Mondo.

Idea che è ribaltata dall’altra: la pace si prepara con la pace.

Ci è arrivato per primo Filippo Turati, ma si può dire di essere tutti d’accordo.

***

Mons. Arnolfo prende le mosse proprio da qui, da Turati, poi il Presule si incammina idealmente sulla china ancor più impegnativa, quella già intrapresa da Giovanni Paolo II: la pace nasce da un cuore nuovo.

E’ una parola.

Non c’è pacemaker che aiuti.

La “conversione” non è un’inversione ad U nel cammino della vita.

Un tornare da qualche parte da cui si era partiti bene, poi qualcosa è andato storto.

La conversione è una mutazione genetica per riprenderci la natura pensata per noi dal Padre e che i fatti della vita (il peccato?) hanno snaturato.

Non è facile.

Ma se non si torna in pace con noi stessi, con i fratelli, presto o tardi l’onda lunga della separazione e dell’odio ha ragione non solo del sistema delle relazioni individuali, interpersonali, sociali, ma anche dei sistemi e dei confini delle Nazioni.

***

La pace, dunque, dono di Dio affidato agli uomini.

Quel dono che, secondo S.Agostino "è tra i beni passeggeri della terra il più dolce di cui si possa parlare, il più desiderabile che si possa bramare, il migliore che si possa trovare”.

***

Dunque, come orientare qualche passo, qualche azione, per fabbricarci un “cuore nuovo”?

Andiamo a cercarci cose sempre più difficili, perché Mons. Arnolfo altro non deve fare che richiamare una delle Letture di questa Liturgia, presa senza nessuno sconto, senza ammorbidire, senza edulcorare, senza in qualche modo rinviare a tempi migliori.

E’ la lettera di San Paolo ai Romani, Capitolo 12.

Che già parte battendo duro: “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio”.

Insiste:”dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione”.

Questo perché siamo tutti, dal piccolo al grande, membra diverse, ma di un unico corpo.

Non è una cosa così semplice da accettare.

Membra diverse di un unico corpo.

Sicchè poi non c’è da meravigliarsi se arriva il richiamo (ma, del resto, è di San Paolo, l’Arcivescovo non può farci niente) che sembra messo lì apposta per mandarti in crisi:” gareggiate nello stimarvi a vicenda”.

***

Allora: se vuoi la pace, prepara la pace.

La pace nasce da un cuore nuovo, è un dono di Dio affidato agli uomini.

Il cuore nuovo deve pulsare e mandare nelle vene, soprattutto una verità: siamo tutti membra di un unico corpo.

Perciò, invece di cercare le ragioni e le occasioni per divisioni e sopraffazioni – proprio come se fossimo Capi di Stato che dichiarano guerre ad altri Capi di Stato – concorriamo tutti alla vita vera di questo unico corpo.

Gareggiando nello stimarci a vicenda.

***

E se incominciassimo da quello che scriviamo o non scriviamo su Facebook?

Potrebbe essere un’idea.

Questo Mons. Arnolfo non lo dice.

Però magari – chissà - lo pensa. 

Merita, infine, dire ancora che l'Arcivescovo, aprendo la Celebrazione, ha voluto dedicare un pensiero ed invitare ad una preghiera per Gianna Baucero, in queste ore ricoverata al Nosocomio di Novara.


Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it