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26/07/2011 - Saluggia e Livorno - La Posta

SCORIE NUCLEARI A SALUGGIA – La Cisl si schiera a favore del D2 – E secondo la Olivero sono così “svelati i pensieri dei loro cuori” – I cuori della Sogin

Ma la Consigliera del Pd è formale “non passeranno”






SCORIE NUCLEARI A SALUGGIA – La Cisl si schiera a favore del D2 – E secondo la Olivero sono così “svelati i pensieri dei loro cuori” – I cuori della Sogin
Tommaso Di Lauro

Secondo Tommaso Di Lauro, Segretario Generale Flaei-Cisl Vercelli, le manifestazioni contro la realizzazione del nuovo Deposito sarebbero controproducenti. La Flaei-Cisl di Vercelli invita a sostenere la realizzazione di questa e di altre infrastrutture all’avanguardia per la riduzione del “rischio nucleare”, e ne spiega i motivi in un comunicato che riportiamo.



La piscina Eurex del Sito di Saluggia che perdeva liquido contaminato, sarebbe oggi ancora piena se fossero state ascoltate le voci di chi osteggiava la “messa in sicurezza” del materiale in essa contenuto e il suo relativo svuotamento. Parimenti oggi. Di fronte alla necessità di migliorare questa situazione “ereditata dal passato”, invece di puntare a soluzioni condivise per la riduzione del rischio nucleare, alcuni detrattori continuano ad ostacolare i trasferimenti verso l’estero del pericoloso materiale da riprocessare e confermano altresì la loro opposizione alla costruzione del nuovo Deposito nucleare di Saluggia denominato D2. Occorre fare dunque chiarezza, e spiegare ai lavoratori Sorin e ai cittadini che, in attesa del nuovo Deposito Nazionale, quest’opera (come anche quella utile alla solidificazione dei rifiuti liquidi tramite il Cemex, o la costruzione della nuova Cabina Elettrica, ecc.) è funzionale ad una loro maggiore sicurezza, non il contrario! Come tutte le questioni che richiedono un approccio tecnico-scientifico, per essere comprese nella loro complessità ed affrontate, dobbiamo pretendere che ogni infrastruttura utile all’allontanamento dei materiali pericolosi, alla realizzazione “vera” del decommissioning del Sito nucleare di Saluggia, alla migliore messa in sicurezza di ciò che già esiste, abbia un riscontro severo e puntuale nei riguardi di tutti i soggetti coinvolti. Istituzioni, Aziende ed Amministrazioni pubbliche, saranno in futuro ancora chiamate a farsi carico di questa importante responsabilità, per poter rassicurare i cittadini e i lavoratori interessati. Un primo l’incontro è previsto in Prefettura a Vercelli mercoledì prossimo 27 luglio. Sono il segretario dell’organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa in Sogin. Le persone che rappresento sono dunque quelle incaricate ad eliminare “la presenza nucleare” da Saluggia. Scrivo affinché tutti possano comprendere che è controproducente opporsi alla soluzione prospettata da Sogin, in quanto essa risponde proprio alla richiesta di smantellamento del Sito di Saluggia auspicato e sollecitato dalla comunità “tutta”.


La gente desidera che i Siti nucleari vengano eliminati; questo è quanto di fatto sta facendo Sogin, rendendo questi Siti, il prima possibile, liberi da qualunque vincolo radiologico. Bisogna evitare che le persone e i lavoratori del comprensorio Sorin vengano spaventati ulteriormente, paventando il rischio che il Deposito possa causar loro, addirittura la perdita del posto di lavoro; casomai potrebbe essere vero il contrario se non si farà nulla per renderlo più sicuro.


 


Il parere di Paola Olivero, Capogruppo di Comunità Saluggese, però è ben diverso. Ne riportiamo il contenuto.


Grazie al comunicato di Sogin, ieri abbiamo saputo che saremo Deposito Definitivo (e che saremo Sito Nazionale nel 2015 quando la U.E. chiederà dov’è il Deposito Nazionale italiano), ma oggi, grazie al sindacalista Cisl, Tommaso di Lauro, abbiamo scoperto una cosa che Sogin non ha mai dichiarato: per essere certi dell’allontanamento definitivo al Deposito Nazionale deve essere realizzato il Waste Management Facility, una costruzione destinata al condizionamento e confezionamento, secondo le Direttive Europee, dei rifiuti solidi radioattivi di qualsiasi categoria per il loro trasporto al Deposito Nazionale. Del Wmf non esiste traccia nei progetti e nei cronoprogrammi tanto cari alla Sogin. Per la sua realizzazione sarebbero necessari, in regime ordinario come siamo oggi, visto che il periodo emergenziale è terminato, così come il Commissario Delegato, al 31 dicembre 2006,  di: autorizzazioni comunali (variante al Piano Regolatore), autorizzazione dell’Autorità Nazionale Ispra, autorizzazione Ministeriale e parere della Commissione Europea sul relativo Progetto Particolareggiato. E necessiterà del Decreto di valutazione di impatto ambientale. Il fatto che del Wmf non vi sia traccia significa una sola cosa: che Sogin e il Governo non hanno mai pensato di allontanare le scorie da Saluggia. Ed ecco perché il D2 non sara’ mai smantellato. Sogin ha scritto nel Bando 2010 del D2 che nel deposito saranno stoccati rifiuti di II e III categoria, (anche se per stoccare la III categoria, la cui radioattività permane per migliaia di anni, non hanno autorizzazioni e le Ordinanze del Gen. Jean non lo prevedevano). Ma anche se vi fosse un Deposito Nazionale, questo non potrebbe ospitare rifiuti di III categoria, quindi essi sono destinati a restare a Saluggia nel D2 per sempre!  Di conseguenza il D2 non sarà mai smantellato e resterà nel posto più pericoloso della terra, a minacciare l’intera pianura padana e gli Stati Membri dell Ue. A questo Sogin deve rispondere! Tecnicamente, e non attraverso le sue Pubbliche Relazioni.  Vorremmo sapere cosa ne pensa il Governatore del Veneto, Zaia, che ha detto chiaramente no al nucleare e che rischia di essere contaminato via fiume direttamente da qui, mentre il suo collega di partito Cota, Governatore del Piemonte, gioca a fare il pesce in barile. Infine, sono disponibile a un confronto pubblico con il sig. Di Lauro per verificare dove sta la cognizione di causa, beninteso ad un tavolo dove non possano arrivare le “veline” di Sogin, e si informi: il Deposito Nazionale non è un’invenzione di “detrattori”, era previsto entro il 2008 da una legge (368/2003) votata dal centro destra, suo riferimento politico. Nell’Ottobre 2008, nelle mani del Ministro Scaiola, fu consegnato un Decreto Ministeriale (della cosiddetta Commissione Bersani) in cui era scritto esattamente cosa si deve fare per avere un sito nazionale e mettere in sicurezza, per davvero, i siti nucleari. E diceva soprattutto una cosa: il Controllore non può essere anche il Controllato. Quindi non può essere la Sogin. Chiaro?


In quell’occasione potrebbe anche dire come mai, secondo lui, Arpa presentò a suo tempo  i dati di contaminazione del personale dal 2004 al 2010, mentre Sogin li presentò solo dal 2008 al 2010. Cosa avvenne negli anni precedenti?


Soprattutto sinora sul D2 ha parlato solo Sogin (a parte un sindaco agli sgoccioli del mandato e sempre più indebolito da “eventi diversi”). Attendiamo dunque, come prevedono le leggi Nazionale ed Europea, il parere di Ispra, l’autorizzazione Ministeriale, il parere della Commissione Europea. Poi la risposta al Ricorso al Capo dello Stato e quella all’Esposto alla Commissione Europea contro la proroga concessa dal Comune di Saluggia alla Sogin per “ultimazione” lavori (che Sogin non ha mai iniziato) e che scade fra un anno, non fra tre.


P.S.: Se si vuole avere causa, è meglio lavorare sulla cognizione.


P.P.S.: di qui Sogin non passerà.

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