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05/02/2009 - Santhiatese e Cavaglià - Società e Costume

SANTHIA’, LA RICORRENZA DI SANT’AGATA DIVENTA OCCASIONE PER PROMUOVERE IL TERRITORIO - Numerose iniziative culturali e commerciali organizzate dal Comune e dall’Ascom




SANTHIA’, LA RICORRENZA DI SANT’AGATA DIVENTA OCCASIONE PER PROMUOVERE IL TERRITORIO - Numerose iniziative culturali e commerciali organizzate dal Comune e dall’Ascom
La statua di Sant’Agata, Martire del III Secolo - Per saperne di più sulla straordinaria figura della giovane siciliana, clicca il banner - Il Santo del Giorno - sotto la testata

«Le fiere saranno il punto di partenza per il rilancio del commercio santhiatese»: questa la convinzione del sindaco Gilberto Canova che, proprio attraverso le tradizionali manifestazioni cittadine legate al commercio, punta a far divenire il 2009 l’ “anno del commercio in piazza”. A confermare questo investimento sull’attività mercatale è l’imminente arrivo della kermesse fieristica che si svolgerà a Santhià domenica 8 febbraio a partire dalle nove del mattino fino al pomeriggio inoltrato lungo corso Sant’Ignazio, Corso Nuova Italia, Piazza Aldo Moro e Piazza Vittorio Veneto. La storica fiera di Sant’Agata, alla sua prima edizione targata Fiva Ascom, vedrà la partecipazione di circa trecento operatori su aree pubbliche provenienti da tutta Italia. “L’offerta commerciale non mancherà di soddisfare le più variegate esigenze dei consumatori: abbigliamento, pelletteria, calzature ma anche bigiotteria a artigianato locale, religioso ed etnico, tutti i settori di interesse saranno presenti a Santhià - spiega il presidente della Federazione Ambulanti di Vercelli, Paolo Tofi - e soddisferemo anche tutti i golosi, perché la fiera proporrà specialità enogastronomiche da tutta l’Italia: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Sicilia e ancora specialità calabresi, pugliesi, toscane e sarde”.Anche il primo cittadino esprime piena soddisfazione per questo restyling della fiera santhiatese e precisa: “Quest’anno l’Amministrazione ha scelto di rinnovare la fiera più importante della nostra città e per questo ha scelto la proposta di Fiva Ascom di Vercelli di puntare sulla qualità e sulla varietà dell’offerta merceologica. La Fiera storica di Sant’Agata - prosegue ancora Canova - avrà anche una connotazione carnevalesca grazie all’intervento dell’Antica Società Fagiuolesca che proietterà delle immagini delle passate edizioni mascherate nella città e del Corpo Pifferi e Tamburi della Città di Santhià. Infine, per i più piccoli un luna park dove potranno trascorrere qualche ora in allegria e spensieratezza”. Oltre all’aspetto fieristico, da non dimenticare la festa religiosa di Sant’Agata, la cui ricorrenza cade il 5 febbraio: a tal proposito risulta interessante analizzare il complesso religioso della cittadina santhiatese. Il nucleo originale della chiesa di Sant’Agata risalirebbe all’età carolingia, ma i resti più antichi sono costituiti dalla cripta romanica di Santo Stefano (XII secolo) mentre l’impianto a tre navate degli interni – diviso da due imponenti ordini di colonne - è successivo. La parrocchiale, dedicata alla santa del III secolo, ha quindi una storia che, come quella della città, si intreccia ai maggiori nomi della cristianità medievale. Alcuni secoli dopo la scomparsa della “testimone di sangue”, la ricca produzione di letteratura agiografica ne diffuse infatti il culto con rinnovata energia. Attraverso un linguaggio fatto di immagini, gli episodi legati alla vita della Santa, sono narrati nell’edificio sacro in un percorso di lunette monocrome che ne costituiscono le peculiari stazioni inserite tra quelle tradizionali della Via Crucis. Nella terza cappella sinistra è conservato il pregevole polittico cinquecentesco attribuito a Gerolamo Giovenone diviso in dieci tavole che rappresentano i santi titolari degli antichi canonicali e benefici parrocchiali: trafugata la tela con S. Caterina  si possono ammirare in alto S. Lucia, S. Stefano, S. Agata, S. Eusebio e nella parte inferiore S. Rocco, S. Michele Arcangelo, S. Giovanni Battista e S. Sebastiano che accompagnano il settore centrale con la deliziosa Madonna col Bambino. Si collocano nell’Ottocento le attuali forme neoclassiche date da Giuseppe Talucchi  e gli affreschi della facciata di Luigi Hartman che lavorò anche gli interni col Costa.  A ridosso dell’Unità d’Italia - 1861 circa - si collocano invece le pitture della volta di Carlo Morgari con la Gloria di Sant’Agata, l’elegante statua della martire siciliana - opera di Vincenzo Giani - e il grande organo dei fratelli Serassi di Bergamo. Non manca una cappella con dipinto e reliquiario dedicata a Sant’Ignazio di Santhià (1686-1770), uno straordinario frate cappuccino canonizzato nel 2002 da Giovanni Paolo II.

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