VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
mercoledì 2 dicembre 2020 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




20/09/2015 - Santhiatese e Cavaglià - Pagine di Fede

SANTHIA’, SE AMARE VUOL DIRE SERVIRE, SONO PRONTO AD AMARTI - Don Stefano Bedello conquista subito il cuore della gente - Oggi l’ingresso del nuovo Parroco - Grande fiducia nel giovane Pastore - GALLERY DI 90 IMMAGINI

Sono le parole di Gesù che si condensano in tre verbi: accogliere, servire, amare. Un programma pastorale bell’e pronto.




SANTHIA’, SE AMARE VUOL DIRE SERVIRE, SONO PRONTO AD AMARTI - Don Stefano Bedello conquista subito il cuore della gente - Oggi l’ingresso del nuovo Parroco - Grande fiducia nel giovane Pastore - GALLERY DI 90 IMMAGINI

“Accogliete, servite, amate”.

Ci torna oggi in mente una mai dimenticata omelia dettata dal Mons. Albino Mensa tanti anni fa.

Era la S. Messa pre festiva in Duomo, quella che amava celebrare lui stesso.

Non c’era mai molta gente, si stava quasi come in famiglia a sentire le parole di un padre.

E una volta, mentre ricorreva qualche occasione nella quale la Chiesa prega in particolare per le vocazioni, lui se ne uscì con questa meditazione resa come sempre a braccio, guardando un po’ tutti negli occhi – con quei suoi indimenticabili occhi cerulei, sempre luminosi anche di una sfumatura dolcissima colorata di sapiente ironia – che suonava più o meno così.

Cosa deve fare – disse – il Prete?

Nessuno, ovviamente, rispose a quelle domanda, sicchè lui continuò:”Annunciare il Vangelo”, prima di tutto, soprattutto.

Ecco, un Prete deve annunciare il Vangelo.

Non sappiamo se Don Stefano Bedello abbia  conosciuto Mons. Mensa.

Il Presule lasciò la Diocesi quando il nuovo Parroco di Santhià aveva 17 anni o giù di lì.

Però possiamo dire che Don Stefano è prete come l’avrebbe voluto Don Albino.

Non solo perché è un conoscitore profondo della Parola e non solo perché la sa spiegare con grande efficacia comunicativa e sapienza.

Ma soprattutto perché – basta seguirlo nelle sue omelie per accorgersene – sa che deve “annunciare il Vangelo”.

Ce n’è così bisogno.

Glielo dicono chiaro e tondo oggi a Santhià i suoi nuovi parrocchiani.

Niente che rovini – intendiamoci – la festa.

Anzi.

Ma le parole di Giuseppe Ghigo, in rappresentanza del popolo di Dio che è in Santhià, sono garbate quanto eloquenti: c’è gente che attende una chiamata.

C’è gente che ha bisogno di Preti.

E lui, Don Stefano, non solo riprende, ma prende le parole della Parola, di quel Vangelo che deve annunciare, offerto nella Liturgia del giorno in uno scampolo così asciutto, essenziale, radicale come presenta San Marco.

Sono le parole di Gesù che si condensano in tre verbi: accogliere, servire, amare.

Un programma pastorale bell’e pronto.

Ci ha pensato tanto, poi, poco prima dell’alba, dopo una notte passata quasi in bianco e non certo per adesione all’idea di “notti bianche” di questi tempi così di moda, ma piuttosto perchè è stata una notte di vigilia e di veglia, i pensieri gli sono venuti alla mente ed ha completato di getto l’omelia.

Gli è venuta bene.

Come se non bastasse, la Provvidenza ha voluto mettere in questa liturgia un’altra Lettura tosta, come lo è un po’ tutta la Lettera di San Giacomo.

Che oggi parla di cosa succede quando in una comunità vi è “spirito di contesa”.

E, insomma, anche senza volere mettere la camicia delle nostre esigenze quotidiane al testo sacro (quando ci si prova, ne viene quasi sempre fuori una blusa goffa e inelegante), non è che ci voglia molta fantasia per tracciare qualche allusivo parallelismo, utile per cercare non già di piegare la Parola ai fatti nostri, bensì per cercare di consegnare le nostre miserie allo Spirito che Dio ci manda nella (forse illusoria) speranza (però insiste) che questo riesca a penetrare le nostre dure cervici.

***

E' on line il video di circa mezz’ora che abbiamo realizzato oggi a Santhià, in occasione dell’arrivo del nuovo Parroco, Don Stefano Bedello, in questa bella e impegnativa realtà.

La sua omelia è integrale, come è integrale il saluto di Ghigo. Non sono le parole di circostanza delle Autorità; sono il pensiero e le speranze della gente


http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2461


***

Gente che offre al nuovo Parroco un contributo sincero e totale e dichiaratamente bisognoso di un dialogo fecondo.

Non è tanto di oliare gli ingranaggi della macchina delle relazioni tra Trono e Altare che la città di Sant’ Ignazio ha bisogno, bensì di un Pastore che – secondo l’insegnamento del Santo Padre – condivida la vita del proprio gregge fino – l’immagine è eloquente e non equivoca – ad assorbirne l’odore.

In questo gregge ora ci sono anche quaranta migranti capitati a Santhià con “Mare Nostrum”.

Lo dice Don Stefano.

E’ la prima volta che si viene a conoscere con esattezza il numero di migranti presenti in città.

Non lo ha mai detto nessuno. Chissà perché.

Lo dice lui, perché sa che dovrà amare, accogliere, servire anche loro.

Anche la comunità civile attende dunque le cure del Parroco. E glielo vuole dimostrare in questo giorno in cui la Chiesa fa memoria di Sant'Ignazio da Santhià, ma la Storia ripropone l'anniversario di quella Breccia di Porta Pia che parve il punto più drammatico di una incomunicabilità, quella tra Stato e Chiesa.

***

Da domani, dunque, Don Stefano camminerà con il popolo di Dio che è in Santhià, e la strada, anche se e quando non facile, sarà certamente quella di un cammino bello e gioioso.

Oggi è il giorno della festa.

Per la comunità di Trino, città che diede i natali al nuovo Parroco.

Che aprì il cuore alla chiamata dopo un periodo di ricerca in cui – come tanti e come in fondo è anche giusto – aveva creduto che farsi prossimo volesse dire “farsi parte”, cioè prendere parte al confronto politico per concorrere nell’amministrazione della Cosa Pubblica alla realizzazione del “bene comune”.

Poi, la scelta di assecondare meglio quella vocazione.

I trinesi a Santhià oggi sono molti e sono contenti. Con loro i genitori del nuovo Parroco, la sua famiglia.

Sono tutti contenti. Come sono contenti i santhiatesi.

Un po’ meno contenti i vercellesi, che “perdono” un Sacerdote di grande levatura.

Ma, insomma, lasciamo che faccia qualcosa anche lo Spirito Santo.

Contenti soprattutto i ragazzi dell’Oratorio di Santhià ed i numerosi gruppi di volontariato, culturali, che animano la vita della città.

Si vede che hanno preparato con cura e amore questa accoglienza, per fare da subito sapere al Parroco che qui sarà di casa, che vogliono tutti dagli una mano.

E lui promette: Santhià, sei la mia prima sposa. Se amare significa servire, sono pronto per amarti.

E queste parole risuonano e si dilatano nel cuore della gente con echi e risonanze capaci di conquistare, come il suono di una parola sincera.

http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2461

VercelliOggi.it è e sarà sempre gratuito.

Puoi aiutarci a crescere effettuando una libera donazione nelle modalità seguenti,  illustrate cliccando questo link: http://www.vercellioggi.it/donazioni.asp
Commenta la notizia su
 https://www.facebook.com/groups/vercellioggi


Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it