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27/09/2015 - Santhiatese e Cavaglià - Società e Costume

SANTHIA’ - Il Comune aderisce alla campagna di recupero degli oli alimentari domestici

I bidoni sono posizionati in prossimità delle casette dell’acqua (piazza A. Moro e piazzale Foro Boario) e nella zona dell’area del mercato



SANTHIA’ - Il Comune aderisce alla campagna di recupero degli oli alimentari domestici

Anche gli oli grassi di cucina possono essere recuperati salvaguardando così l’ambiente.
Il Comune di Santhià ha aderito infatti alla campagna di recupero degli oli alimentari domestici, come gli oli dei barattoli di cibi sottolio, gli oli derivanti da fritture o cotture in pentola, gli oli scaduti, burro o simili.
I bidoni sono posizionati in prossimità delle casette dell’acqua (piazza A. Moro e piazzale Foro Boario) e nella zona dell’area del mercato.
Personale qualificato provvederà periodicamente al loro ritiro, inviando il tutto all'impianto di trattamento per ottenere oli di recupero da utilizzare in molteplici lavorazioni industriali (Bio-diesel, corrente, generazione di calore, .. .)
Come raccogliere l’olio di scarto domestico?
Occorre lasciare raffreddare l'olio.
Poi si versa l'olio vegetale esausto in una qualsiasi bottiglia di plastica.
Quando è piena, la bottiglia di plastica va gettata all'interno del bidone di raccolta.
Quale olio raccogliere?
Introdurre solo olio per uso alimentare:
- l'olio usato in cucina per friggere
- l'olio di conservazione dei cibi in scatola (tonno, funghi, etc.)
Perchè recuperare?
Il recupero degli oli domestici è importante perché per ridurre i rifiuti a carico del sistema fognario comunale, per ridurre gli interventi (privati e comunali) necessari a causa della formazione di 'tamponi grassi’, per eliminare i grassi alimentari negli impianti di depurazione (con riduzione dei costi di gestione), per eliminare il rischio di soffocamento di piante e animali nei corsi d'acqua, per ridurre l'uso di oli vergini nelle lavorazioni industriali a favore di quelli di recupero.
 “Gli oli e i grassi di frittura buttati nel lavandino danneggiano le tubature domestiche e finiscono nelle falde acquifere – commenta il Vice Sindaco Angela Ariotti, Assessore all’Ambiente – Nelle falde formano una pellicola che soffoca qualsiasi cosa ci sia sotto.
Invece, l’olio vegetale usato per friggere è una grande risorsa energetica e dopo che è stato trattato e rigenerato può essere riciclato nell’industria o come energia alternativa.
Non buttiamolo nei lavandini, raccogliamo: faremo un favore alla nostra Terra.”

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