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11/02/2012 - Santhiatese e Cavaglià - Enti Locali

SANTHIÀ – Sale da gioco: il Comune non si arrende alla sentenza del TAR

Non si arrende il sindaco Angelo Cappuccio, e con lui l’amministrazione comunale, di fronte alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) che ha dato ragione ai gestori delle sale da gioco lasciando loro la possibilità di aprire sale da gioco ovunque in città, senza riguardo per il centro storico o i luoghi sensibili come scuole, asili, oratorio.




SANTHIÀ – Sale da gioco: il Comune non si arrende alla sentenza del TAR

Non si arrende il sindaco Angelo Cappuccio, e con lui l’amministrazione comunale, di fronte alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) che ha dato ragione ai gestori delle sale da gioco lasciando loro la possibilità di aprire sale da gioco ovunque in città, senza riguardo per il centro storico o i luoghi sensibili come scuole, asili, oratorio.



 ‹‹Il TAR spiega che si tratta di una questione sulla quale deve pronunciarsi lo Stato e non il Comune e pertanto non è entrato nel merito della problematica sanitaria, sociale e di sicurezza pubblica che il gioco d’azzardo diffuso, e il più delle volte patologico, può causare in una città come Santhià – commenta il sindaco Angelo Cappuccio - Riteniamo invece che si tratti di un problema molto rilevante che deve assolutamente essere arginato con rigidi atti di prevenzione.


Sarà preciso compito di questa amministrazione, e mio personale, batterci per evitare che Santhià diventi una squallida copia di Las Vegas!


Come abbiamo sempre detto non è una questione morale:  non siamo contro il gioco. Ma i dati che emergono da osservazioni scientifiche sulla nostra società sottolineano in modo allarmante che molto molto spesso il gioco  da divertimento diventa patologia e dipendenza e rovina le famiglie e crea circoli viziosi di usura e di mafie vecchie e nuove. Il costo sociale di questo fenomeno è altissimo, se si pensa che i giocatori patologici adulti sono oltre 700 mila. Poi c’è il giro d’affari illegale, davvero da non sottovalutare.


Voi, se foste amministratori di una città, cosa fareste? Stareste con le mani in mano ad aspettare che attorno a voi ci siano solo più sale da gioco piuttosto che bei negozi o altre realtà commerciali e culturali interessanti? Vorreste che la vostra città diventasse sempre meno sicura?


Noi non ci stiamo! Come amministratori non possiamo stare zitti: abbiamo il dovere di intervenire e prevenire queste situazioni di potenziale disagio e degrado sociale!››.


 


‹‹E non pensate che siamo degli sprovveduti – osserva il sindaco - sappiamo bene che al momento attuale lo Stato guadagna sul gioco d’azzardo: solo nel 2011 il fatturato del gioco legale in Italia è stato di 76 miliardi, come si legge sulla stampa nazionale, ovvero 16 volte il business annuale di Las Vegas; cui si aggiungono le decine di miliardi di gioco illegale. Ma proprio per questo ognuno di noi deve fare qualcosa: è necessario innanzitutto intervenire in modo da ottenere una normativa precisa che dia un quadro chiaro di riferimento anche al gioco d’azzardo, come è stato fatto ad esempio per il fumo”.


 


Chiederemo, possibilmente insieme agli altri Comuni del nostro territorio ed alla Provincia di Vercelli, che anche alle Autonomie Locali venga riconosciuta competenza in questa materia; chiederemo ai Partiti politici di impegnarsi in Parlamento per la ricerca di fonti di finanziamento pubblico socialmente meno dannose e moralmente più corrette; segnaleremo al Governo Monti il nostro piccolo ma significativo caso di abnorme proliferazione di sale giochi consentita dalla legge attuale.


 


Se dobbiamo abbandonare la vertenza giudiziaria perché la legge non ci consente di arginare direttamente il fenomeno, moltiplicheremo il nostro impegno sul terreno sociale e politico, sicuri di interpretare il comune sentire dei nostri concittadini, al di là delle loro rispettive appartenenze. Valuteremo anche quale residuo spazio legale ci resti per imporre almeno alcune limitazioni, come una distanza minima delle sale giochi e delle slot machines dagli edifici scolastici.


 


In particolare, sarà nostro preciso impegno lavorare in collaborazione con le scuole e l’Asl affinché si faccia prevenzione capillare con i ragazzi e le categorie più deboli. 


Non ci stancheremo di promuovere incontri e momenti informativi perché la gente deve rendersi conto davvero del rischio che si corre ad avere così tante sale da gioco sul territorio››.


 


A tal proposito si ricorda che venerdì 23 marzo, (Auditorium San Francesco, via Ospedale 11 Santhià)  si terrà l’incontro  “ Giocare o “essere giocati”? Il gioco da divertimento a dipendenza” con la partecipazione di Leopoldo Grosso vice-presidente del Gruppo Abele, che si sta battendo insieme con don Luigi Ciotti per arginare il fenomeno del gioco d’azzardo come dipendenza, con Patrizia Colombari e Signorella Nicosia  dell’Asl di Vercelli ed con altri esperti del settore. 

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