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29/07/2011 - Saluggia e Livorno - Cronaca

SALUGGIA, DEPOSITO NUCLEARE D2 SOGIN - Anche la Cisl prende posizione, dopo l’incontro con il Prefetto sulla sicurezza

La Cisl nel prendere atto della costruzione del D2 allo scopo ad offrire maggior sicurezza rispetto al sito attuale definito “deposito di lamiera”, ha espresso, insieme a CGIL UIL e RSU seria preoccupazione






SALUGGIA, DEPOSITO NUCLEARE D2 SOGIN - Anche la Cisl prende posizione, dopo l’incontro con il Prefetto sulla sicurezza

In data 27 luglio 2011 si è tenuto l'incontro promosso dal Prefetto, su richiesta delle RSU delle Società che operano nel Sito Industriale SORIN, (SORIN CARDIO-DIA SORIN-SORIN CRM -CID- GIPHARMA- SORIN SERVIZI).



La richiesta RSU è scaturita dalla preoccupazione di 1700 lavoratrici e lavoratori che operano in tale sito, relativamente alla mancanza di un piano di sicurezza relativo al “rischio nucleare”, generato dalle attività di trasferimento del combustibile nucleare stoccato nell'ex reattore Avogadro, per l'invio ai siti di ritrattamento (Francia) in orari e giorni di afflussi sul lavoro di molti lavoratori.


Nell'incontro le RSU, hanno ribadito di non essere a conoscenza dell’esistenza  di “Piano di sicurezza” interno all'area SORIN e che nessuno, quindi,  ha informato la RSU ne tantomeno i lavoratori sulle azioni da compiere in caso di allarme o incidente. Le RSU hanno, altresì, ricordato che le intese con SOGIN, assunte all'epoca dello smantellamento della piscina e dei precedenti trasporti, prevedevano di operare il carico e il trasferimento durante fasce orarie di minor presenza di personale all'interno del sito industriale (notte, sabato e domenica) lamentando che in effetti questo non è avvenuto e i trasporti spesso hanno coinciso con il maggior afflusso dei lavoratori nel sito. Le RSU hanno anche espresso la loro preoccupazione in merito alla insufficienza delle vie di fuga in caso di allarme di incidenti, dato che le strade presenti (tre ma in effetti due, data la confluenza di una in un’altra), non assicurano una tempestiva  o idonea soluzione di evacuazione generale.


Il Dott. Cottura, in rappresentanza del gruppo Sorin ha confermato l’esistenza di un piano di sicurezza  approntato dalla Sorin e che comunque non è stato portato a conoscenza del personale o delle RSU essendo legato a vincolo di segretezza.


Il Sindaco di Saluggia, Pasteris nel confermare l’esistenza ancora “in itinere” della procedura autorizzativa dell’ISPRA, ha fatto presente la necessità di adeguare la viabilità ai cantieri che saranno aperti (sarebbe necessario prevedere la costruzione di una tangenziale proprio per snellire il previsto afflusso di mezzi utilizzati per i futuri lavori e anche per più agevoli evacuazioni in caso di allarme).


Il rappresentante Sogin inviato da Roma, dott.  Daniele e la Dott.ssa De Simone del sito Sogin di Saluggia hanno confermato la temporaneità del D2 e la impossibilità che esso possa diventare sito nazionale in virtù delle sue oggettive caratteristiche volumetriche, di progettazione e di tempo di vita (50 anni). 


La Cisl nel prendere atto della costruzione del D2 allo scopo ad offrire maggior sicurezza rispetto al sito attuale definito “deposito di lamiera”, ha espresso, insieme a CGIL UIL e RSU tutte le  preoccupazioni per le criticità collegate alla costruzione del nuovo deposito. In particolare, è stato sottolineato che pur senza le formali autorizzazione dell’ente preposto  (ISPRA) i lavori sembrerebbero, il condizionale è d’obbligo, essere già stati avviati; il sito, poi,  si trova in un’area a rischio di esondazioni (nell'area golenale della Dora Baltea alluvionata nel 2001 e 2004);  che non è ancora previsto contestualmente la realizzazione del CEMEX, ossia la solidificazione delle scorie liquide presenti necessaria per la riduzione del rischio; che non ci sarebbe la certezza che il D2 possa accogliere solo materiali di I e II categorie , quindi, con il rischio che possa accogliere anche rifiuti di più alta attività radiologica (materiale III categoria) o che possa accogliere materiali di altri siti.


E’ stato chiesto, insieme alle RSU, che siano fornite le più ampie garanzie e assicurazioni alla costruzione delle infrastrutture necessarie alla riduzione del rischio nucleare, fondamentale oltre che per la sicurezza dei lavoratori della zona e della popolazione anche per l’imprese e le conseguenti ricadute occupazionali collegate ad eventuali delocalizzazioni di dette aziende in territori più “sicuri” e con maggiori possibilità di espansione territoriale. E’ stato fatto presente che le preoccupazioni sono condivise anche da alcuni Comuni del torinese e del vercellese e che la costruzione del sito è stato anche oggetto di una interrogazione al parlamento italiana e una al parlamento europeo. A tale riguardo, Il Prefetto ha espresso tutta la sua disponibilità a portare avanti le richieste avanzate e a far presente a livello governativo le criticità sollevate dalle OO.SS.


Per quanto riguarda, invece, le richieste specifiche delle RSU, ha anticipato che, in effetti, esiste un piano di emergenze purtroppo non diffuso (segretato) e che quindi da subito avrebbe richiesto al Ministero di poterlo rendere pubblico, con tutte le riserve del caso, per portarlo a conoscenza del personale interessato; ha convenuto, altresì, sulla necessità di adeguare la viabilità interessata al piano di evacuazione migliorandola con opportuni interventi; ha garantito che alla ripresa dei trasporti del materiale da trasferire all’estero  che sosta nel sito della Sogin e che attraversa il sito Sorin, essi saranno effettuati solamente in orari e giorni funzionali alla  maggiore sicurezza dei lavoratori (di notte, sabato e domenica).


Il Prefetto ha informato la folta Delegazione presente di aver attivato una  Commissione Prefettizia per l'esame del problema Incidente Nucleare e del  Piano di Sicurezza esistente per gli eventuali aggiornamenti, sui quali è e sarà disponibile a un tavolo aperto dal quale cogliere i suggerimenti di tutti gli interessati.


La Segreteria UST CISL VERCELLI

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