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17/09/2012 - Saluggia e Livorno - Politica

SALUGGIA - Scorie nucleari: Luigi Bobba chiede al Governo come mai non venga individuato un deposito nazionale

Domanda poi se il D2 non costituisca un danno per l’erario




SALUGGIA - Scorie nucleari: Luigi Bobba chiede al Governo come mai non venga individuato un deposito nazionale
L’On. Luigi Bobba

“Il Governo deve spiegare come si giustifica la scelta di non individuare in modo prioritario e in tempi stringenti la localizzazione del deposito unico nazionale per le scorie nucleari e verificare se la decisione di costruire a Saluggia il deposito temporaneo D2 non costituisca un danno per l’erario”: questa la richiesta avanzata con un’Interpellanza urgente presentata dall’On. Luigi Bobba (Deputato PD, Vice Presidente Commissione Lavoro) e sottoscritta da una cinquantina di parlamentari del PD e di diverse forze politiche, in discussione questo giovedì.



La vicenda è nota: nel territorio del Comune di Saluggia sono depositate l’85% delle scorie nucleari liquide presenti in Italia, la commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente nel 2008 ha dichiarato la non idoneità del sito di Saluggia a configurarsi come sito definitivo di stoccaggio per cui i vari impianti qui realizzati sono esclusivamente provvisori, tuttavia ad oggi nulla è stato fatto per individuare il sito unico. L’8 novembre 2011, l’amministratore delegato Giuseppe Nucci, ha presentato la tempistica per la conclusionedi Sogin, degli impianti di bonifica si dovrebbero concludere nel 2025, precisando che “a Saluggia sarà realizzato il deposito temporaneo, denominato D2 ..., che garantirà la massima sicurezza nello stoccaggio temporaneo dei rifiuti radioattivi già presenti nel sito e di quelli che saranno prodotti dal decommissioning dell’impianto, in vista del loro successivo trasferimento al deposito nazionale”. Specificando che “al termine del decommissioning il deposito temporaneo verrà demolito”.


Il D2 sarà pronto nel 2012 e verrà riempito di materiale radioattivo (4.300 metri cubi di rifiuti radioattivi) ed entro il 2025 sarà vuotato, perché tutto il suo contenuto verrà trasferito al deposito nazionale, e smantellato. “Questa operazione verrà a costare circa 15,7 milioni di euro – spiega l’On. Luigi Bobbaovvero almeno 3.000 euro al giorno (come calcolato dal giornale La Gazzetta), per ‘conservare temporaneamente’ rifiuti radioattivi in un capannone temporaneo, in un luogo inidoneo. E tutto questo solo perché la Sogin  non ha ancora costruito il deposito nazionale. C’è quindi il fondato timore, manifestato da cittadini, associazioni e istituzioni, che in realtà il deposito D2 non sarà temporaneo e lo smantellamento sarà solo una finzione per gestire nell’immediato una vicenda che da troppi anni viene governata male con gravi pregiudizi per il territorio”.


 

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