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30/07/2011 - Saluggia e Livorno - Cronaca

SALUGGIA - Requiem per il D2 Sogin - Il Pd non si lascia sfuggire l’occasione e ora pretende che l’iter autorizzativo torni su binari completamente regolari

Dopo il dietrofront del Sindaco Marco Pasteris, che non può esimersi dal rilevare una serie di irregolarità, prosegue la raccolta delle firme perche sia revocata la controversa proroga concessa alla Sogin nel 2009






SALUGGIA - Requiem per il D2 Sogin - Il Pd non si lascia sfuggire l’occasione e ora pretende che l’iter autorizzativo torni su binari completamente regolari
Luigi Bobba

COMUNICATO DEL PARTITO DEMOCRATICO



STOP AL DEPOSITO NUCLEARE D2 A SALUGGIA


Lo stop tardivo al Deposito nucleare D2 da parte del Comune di Saluggia, il cui Sindaco ha sempre sostenuto al oltranza le posizioni e le tesi della Sogin, conferma pienamente le ragioni portate dal Partito Democratico che da anni ormai sta lottando affinchè prevalga il rispetto delle leggi nei processi di smantellamento del sito nucleare di Saluggia, ed evidenzia come, in assenza di tale opposizione, le irregolarità di Sogin non sarebbero state scoperte.


Le difformità evidenziate da anni dal Partito Democratico in Consiglio Comunale (Paola Olivero), in sede parlamentare italiana (On. Luigi Bobba e Sen. Roberto Della Seta) ed in sede di Commissione Europea dall’On. Gianluca Susta, trovano piena conferma nel comunicato diramato oggi dal Sindaco del Comune di Saluggia, che pressato dalle azioni politiche, nonché da una dirompente petizione popolare (tuttora in corso) si è visto costretto a fare dietro - front e ad ammettere le irregolarità dei progetti della Sogin e la mancanza di adeguate autorizzazioni.


Infatti, alcune delle opere che Sogin si stava apprestando a realizzare non erano comprese nei progetti già presentati al Comune, e quindi mai autorizzate, quali ad esempio un impianto lava - ruote per i mezzi di cantiere contaminati  ed il relativo impianto di scarico e la rimozione della scarpata a ridosso della difesa idraulica esistente (prevenzione esondazioni della Dora Baltea), per un fronte di circa 60 mt e la conseguente realizzazione di un muro in gabbioni metallici zincati.


Soprattutto è stato ufficialmente ammesso che l’Autorità Nazionale (Ispra) e quindi il Ministero non hanno fornito alcuna autorizzazione e che pertanto i lavori non potranno iniziare. Altresì non è stata prodotta la documentazione di trasmissione dei progetti alla Commissione Europea.  I lavori, pertanto, potranno riprendere soltanto ad ottenimento dei progetti regolarmente autorizzati che dovranno ottenere a loro volta autorizzazione urbanistica.  


Il Partito Democratico continuerà a vigilare affinchè nessuna costruzione nucleare sia realizzata a Saluggia senza la garanzia dell’allontanamento definitivo delle scorie da Saluggia in tempi certi, men che meno in violazione delle leggi italiane ed europee. Invita i Cittadini a continuare la raccolta di firme affinchè il Sindaco di Saluggia, ormai consapevole delle abissali difformità fra quanto dichiarato e quanto in procinto di realizzazione,  revochi la proroga data alla Sogin nel 2009, unico appiglio di Sogin per costruire il D2 a Saluggia senza percorrere un iter autorizzativo ordinario.


Luigi Bobba, Roberto Della Seta, Paola Olivero, Gianluca Susta

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