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25/06/2009 - Saluggia e Livorno - Politica

SALUGGIA - Il Gruppo Misto Saluggi insorge contro il Sindaco Pasteris - Casus belli il Centro Settia e il Cinema comunale






SALUGGIA - Il Gruppo Misto Saluggi insorge contro il Sindaco Pasteris - Casus belli il Centro Settia e il Cinema comunale
Anselmino

Un emblema del modo di amministrare del Sindaco Pasteris e della sua Giunta.



“Non servono altri commenti, perché i fatti parlano da soli”, questo il laconico e stizzito commento del Gruppo Misto Saluggia, organo di minoranza ed opposizione del Consiglio Comunale di Saluggia.


A luglio 2007, il Sindaco Pasteris e la maggioranza concordano con tutto il Consiglio Comunale sulla necessità di una valutazione complessiva in merito a cosa fare del Municipio, del Centro Settia e del Cinema Comunale, prima di prendere qualsiasi iniziativa. La decisione venne presa dal Consiglio Comunale all’unanimità, ma non sarà mai rispettata (fino ad oggi).


Dopo un anno e mezzo, a dicembre del 2008, il Comune decide di fare un bando di gara per l’affidamento della progettazione per trasformare il Cinema Comunale in uffici. Nel frattempo, si sono già spese alcune migliaia di euro per far fare un primo e sommario progetto, ma poi viene deciso che non serve più e si ricomincia daccapo con il lavoro (e con le spese). La gara non è aperta a tutti i professionisti che vogliono fare la loro offerta, ma è circoscritta a 5, scelti non si capisce bene da chi (ci sono documenti che testimoniano che nessun tecnico vuole averne la responsabilità). Già questa ci sembra una bella lezione di trasparenza: perché il Sindaco Pasteris cerca una strategia giuridica per evitare a chiunque di fare la sua offerta? Perché il Sindaco Pasteris fa in maniera che il valore dell’opera sia leggermente inferiore alla soglia comunitaria che impone la massima trasparenza per l’affidamento dell’incarico? Perché il Sindaco Pasteris non si preoccupa di far verificare che i 5 professionisti che vengono invitati alla gara siano abilitati per poter fare questo tipo di progetti? Si scoprirà poi che alcuni dei concorrenti non hanno i requisiti per partecipare e quindi è più facile prevedere l’esito della gara. Perché il Sindaco Pasteris non fa invitare (tra i 5) anche il professionista che ha già fatto il primo progetto recuperando, almeno in parte la spesa già sostenuta?


Nei mesi di febbraio/marzo 2009, il Comune, nomina una Commissione con il compito di esaminare le offerte pervenute dai 5 professionisti. Con un verbale datato 5 marzo 2009, la Commissione conclude i suoi lavori scrivendo che ‘non sussistono gli elementi per l’affidamento dell’incarico’. Questo vuole dire che le procedure seguite sono sbagliate e che occorre ricominciare ancora una volta da capo.


Nei giorni in cui la Commissione sta lavorando, il professionista che aveva fatto il primo progetto e che è stato escluso da questa gara, che porterà a costi di progettazione poco inferiori a 100.000 €, scrive una lettera al Sindaco in cui, oltre al resto, riferisce “abbiamo potuto constatare che tre dei soggetti invitati risultavano privi dei requisiti necessari per eseguire la prestazione richiesta o addirittura non interessati a presentare l’offerta”. Nella stessa lettera, il professionista scrive anche: “deve ritenersi che la nostra partecipazione alla gara avrebbe senza dubbio consentito, nel rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza degli affidamenti pubblici, l’attuazione del criterio di economicità, che deve


costantemente ispirare l’azione amministrativa”.


Il Sindaco Pasteris non demorde e, nonostante la Commissione abbia concluso i suoi lavori stabilendo che non si può assegnare l’incarico, affida un incarico ad un legale (con un procedura anch’essa di dubbia legittimità) per farsi dire come stanno le cose. Anche in questo caso il legale, con una dettagliata relazione datata 28 aprile 2009, conclude prospettando una “riedizione integrale della procedura selettiva”. Inoltre, sottolinea il concetto, riferendo che “parrebbe sussistere l’interesse pubblico specifico a disporre l’annullamento d’ufficio della procedura”. Insomma, i termini sono tecnici, ma il significato è chiaro: è meglio ricominciare tutta la procedura dall’inizio.


Il Gruppo Misto, molto preoccupato dalle frammentarie notizie in merito, richiede la convocazione del Consiglio Comunale e l’istituzione di una commissione di inchiesta e controllo. (Si noti che il Gruppo Misto è costituito da 3 Consiglieri, ma i Regolamenti prevedono che queste richieste devono avere almeno 4 firme. Tra gli altri due gruppi di minoranza, Comunità Saluggese decide di condividere la nostra idea e sottoscrive il documento). Si chiede che la Commissione venga costituita e che le venga


assegnato il compito della verifica di tutto ciò che attiene alle attività svolte fino a quel giorno dal Comune di Saluggia relativamente all’affidamento esterno delle progettazioni dei lavori per la conversione dell’ex cinema comunale in uffici comunali. L’attività doveva essere finalizzata a rilevare la correttezza e regolarità delle procedure. Il Consiglio Comunale si tiene il 18 maggio, ma la maggioranza boccia ogni iniziativa senza fornire al Consiglio alcun genere di spiegazione. Ad oggi, la questione non è ancora chiusa in modo definitivo! Vogliamo portare all’attenzione dei cittadini questi fatti, perché li riteniamo gravi.


 


I consiglieri:


Anselmino, Caglioti, Bianco


 

Cagliotti
Cagliotti
Bianco
Bianco


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