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10/07/2016 - Vercelli - Politica

REFERENDUM COSTITUZIONALI: SI PRESENTA IL COMITATO PER IL 'SI'' - Ma, tra tanti nomi, più o meno illustri, a sorpresa manca quello del Sindaco di Vercelli - Semplice ritardo o fiuto politico ( Andate avanti voi che a me scappa da ridere )?

Non ha fatto poi mancare la propria adesione il Presidente uscente - ed aspirante al rientro - di Atena, Sandro Baraggioli: per riconquistare il posto




REFERENDUM COSTITUZIONALI: SI PRESENTA IL COMITATO PER IL 'SI'' - Ma, tra tanti nomi, più o meno illustri, a sorpresa manca quello del Sindaco di Vercelli - Semplice ritardo o fiuto politico ( Andate avanti voi che a me scappa da ridere )?
Il tavolo dei Relatori - Comitato per il sì

Mentre a Roma già si parla di “spacchettamento” dei quesiti posti dal referendum costituzionale di ottobre (novembre?), a Vercelli si presenta il Comitato per il ‘Sì’.

Si tratta per lo più di personalità politiche di appartenenza o estrazione Pd, ma con qualche (sparuto) inserto a sorpresa, proveniente da altri mondi.

Non ha fatto poi mancare la propria adesione il Presidente uscente  - ed aspirante al rientro - di Atena, Sandro Baraggioli: per riconquistare il posto non bisogna lasciare nulla al caso.

Ma ci sono anche alcuni nomi di personalità di tutto rispetto, come ad esempio quello di Bruno Baltaro, storico esponente della Sinistra più coerente e rappresentativa, dell’Ambasciatore Piero Francese e del Presidente del Museo Leone e uomo di cultura unanimemente riconosciuto di grande levatura, Gianni Mentigazzi.

Non si può tuttavia fare a meno di notare che manchi – almeno in questa prima stesura, riportata a fondo pagina – che richiama i “primi” sottoscrittori del documento, il nome del Primo Cittadino di Vercelli.

Il Sindaco di Vercelli è semplicemente in ritardo? Come si può ben concedere ad una Signora, anche se leader politico? Del resto – sanno bene gli uomini di non recente educazione – aspettare una Signora è sempre un privilegio. E in ogni caso è inevitabile.

Ma pare invece – secondo rumors accreditati – che Maura Forte per ora si sia riservata, cioè non abbia firmato perché forse l’intuito politico le suggerisce qualcosa come: andate avanti voi che a me scappa da ridere.

***

 

Ecco il testo diffuso dai rappresentanti vercellesi di ‘Basta un sì’. A fondo pagina i nomi.

 

***

 

Lo scorso mese di Aprile la Camera dei Deputati ha definitivamente approvato la riforma della seconda parte della Costituzione con l’obiettivo di dare all’Italia più stabilità, più efficienza decisionale e maggiore certezza dei diritti.

Il testo modifica molti articoli della Costituzione, ma non la stravolge. Riflette anzi una continuità con le più accorte proposte di riforma in discussione da decenni, ma mai approvate.

In particolare, la riforma pone fine al bicameralismo perfetto, riduce il numero dei parlamentari, crea il Senato delle Regioni, cancella le

Provincie e il CNEL, rimette ordine nelle competenze tra Stato e Regioni e introduce il referendum propositivo.

Nel progetto non c’è forse tutto, ma c’è molto di quello che serve, e non da oggi.

Le principali novità le possiamo così sintetizzare:

Viene superato l’anacronistico “bicameralismo perfetto o paritario, con la previsione di un rapporto fiduciario esclusivo fra Camera dei Deputati e Governo. Con la riforma tutte le leggi

“ordinarie” saranno approvate dalla sola Camera dei Deputati e si eviterà così quell'andirivieni dei provvedimenti tra Camera e Senato che rallenta il lavoro legislativo. Il nuovo Senato delinea un

modello di rappresentanza al centro delle istituzioni locali, coerente col ridisegno dei rapporti fra Stato e Regioni; legifererà solo sulle materie di competenza delle Regioni e dei Comuni nonché sulle

riforme istituzionali (legge elettorale, riforme costituzionali, ecc.);

Riduzione del numero dei Parlamentari e dei costi della politica. I Senatori saranno solo più 100; saranno tutti o Sindaci o Consiglieri regionali, eletti dai cittadini. Non avranno indennità aggiuntive. In questo modo il numero dei Parlamentari si ridurrà di 220 unità. Viene anche introdotto un tetto all’indennità dei consiglieri regionali e il divieto di erogare soldi ai gruppi consiliari;

• Sarà più chiara la distinzione delle competenze tra Stato e Regioni e verrà superata la cosiddetta “competenza concorrente”, che ha generato moltissimi conflitti tra Stato e Regioni davanti alla Corte Costituzionale su importanti materie di interesse generale (energia, grandi infrastrutture, ecc.), rendendo così più certi i diritti dei cittadini e delle imprese;

I poteri normativi del governo vengono riequilibrati, con una serie di più stringenti limiti alla decretazione d’urgenza, con l’introduzione della “corsia preferenziale” e la fissazione di un periodo massimo di settanta giorni per l’approvazione da parte del Parlamento delle principali iniziative governative;

Saranno aboliti il CNEL e le Amministrazioni provinciali che diventeranno aggregazioni di Comuni e che gestiranno le competenze che Comuni e Regioni daranno loro;

Il Presidente della Repubblica sarà eletto dalla Camera dei Deputati e dal Senato. Viene aumentato il numero dei voti richiesti per la sua elezione. Dalla settima votazione occorreranno i tre

quinti dei votanti (oggi basta la maggioranza assoluta).

Introduzione del referendum propositivo e di indirizzo. Innalzamento delle firme richieste per il referendum abrogativo (800.000 invece di 500.000) e per le iniziative legislative popolari (da 50.000 a 150.000).

Il testo non è, ne potrebbe essere, privo di difetti, essendo il frutto del confronto nelle assemblee dove siedono i rappresentanti del popolo, non comitati di esperti: e nelle assemblee la ricerca del massimo

consenso impone compromessi.

Il progetto di riforma non tocca nulla dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale, contenuti nel Titolo I, non tocca alcun diritto fondamentale, ma rende più efficiente la macchina dello Stato nell'affrontare questo tempo difficile, ma avvincente, in cui le Istituzioni democratiche sono chiamate a reggere la sfida della competizione globale nell'interesse generale dei cittadini.

Gli elettori sono chiamati a pronunciarsi solo sulla riforma costituzionale, non anche sulla legge elettorale della Camera, il cosiddetto “Italicum”, che sarà comunque già operativa da Luglio prossimo e, grazie all’approvazione della riforma, sarà soggetta a controllo di costituzionalità da parte della Corte costituzionale.

Per sostenere questa battaglia decisiva per il futuro democratico del nostro Paese in un'Europa rinnovata e rafforzata intendiamo costituire il comitato per il sì alla riforma approvata dal Parlamento: Basta un sì a Vercelli.

Ci auguriamo che il maggior numero possibile di cittadini si affianchi a noi in questa battaglia.

Vercelli, 8 luglio 2016

 

I primi firmatari del comitato Basta un sì a Vercelli

 

Baltaro Bruno - Gaietta Giorgio - Rigazio Anna -

Baraggioli Sandro - Giordano Giovanna - Sapino Corrado -

Barone Chiara - Grassino Giorgio - Sartoris Maria Bice -

Bertolone Doriano - Irico Pier Franco - Savoini Graziella -

Bertolone Gabriella - Jorio Marco Patrizia - Sesone Marino -

Bobba Luigi - Marcon Teresa - Stalla Federica -

Bordin Paola - Mentigazzi Gianni - Svizzero Sergio -

Corgnati Giovanni - Michelone Fabio - Tini Brunozzi Francesca -

Crevola Guido - Molinari Gabriele - Verri Giancarlo -

Cucciola Piermichele - Nulli Rosso Carlo - Vinci Sara - Filice Francesco - Pacella Andrea - Zappino Costantino - Finocchi Fabrizio - Paggi Orazio - Francese Piero - Portinaro Alessandro

 

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