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22/10/2019 - Vercelli - Enti Locali

RACCOLTA RIFIUTI IN PROVINCIA DI VERCELLI, E' IN ARRIVO IL MAXIAPPALTO DA 10 MILIONI DI EURO L'ANNO - Ma 17 Comuni scrivono all'Anticorruzione - Tante critiche, difficile dirle infondate

Dall'incesto amministrativo tra Comune di Vercelli e Covevar, fino alla piaga dei doppi incarichi, il risanamento è avviato -





RACCOLTA RIFIUTI IN PROVINCIA DI VERCELLI, E' IN ARRIVO IL MAXIAPPALTO DA 10 MILIONI DI EURO L'ANNO - Ma 17 Comuni scrivono all'Anticorruzione - Tante critiche, difficile dirle infondate

Di fatto, hanno sfiduciato il Covevar.

Il Covevar è il Consorzio Obbligatorio per la raccolta dei rifiuti nei comuni della provincia di Vercelli.

Che, da luglio 2018, è presieduto dal Sindaco di Ronsecco, Davide Gilardino.

Ma andiamo con ordine.

***

Il giorno 11 ottobre scorso il Sindaco di Tronzano Vercellese, Andrea Chemello, prende carta e penna e scrive una lettera che, assai moderata nei toni, è un vero e proprio fendente di Durlindana che piomba su certi tavoli.

Non un sasso nello stagno, un macigno che segna un momento di non ritorno.

Perché i destinatari della lettera non possono ignorarla.

I destinatari sono: la Direzione Ambiente della Regione Piemonte; l’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione; l’Agcm, l’Autorità garante della concorrenza; l’Arera, Autorità energia e reti e, infine e buon ultimo (tanto è assai verosimile che lì la lettera resti lettera morta) lo stesso Covevar.

Prima di proseguire nella esposizione, precisiamo, però, che alleghiamo integralmente la lettera, in jpg, al termine dell’articolo: è bene che i Lettori la acquisiscano senza mediazioni, che del resto non sono necessarie perché i contenuti sono assai chiari.

Utile, forse, rapportarli ad antefatti e possibili prospettive, come cerchiamo di fare, procedendo per capitoli, al fine di rendere più accessibile un testo non breve.

Il supplemento di pazienza ed attenzione non è superfluo: molti gli interessi in gioco, pesante la ricaduta economica delle scelte, evidenti (già ora) i condizionamenti in termini di efficienza o inefficienza del servizio reso ai cittadini.

***

GLI ORDINI DI GRANDEZZA

Si parla di un appalto il cui valore annuo è ancora in fase di definizione.

Diverse le variabili, che vedremo meglio in seguito, suscettibili di modificarne le basi economiche.

La più grande è: sarà solo di raccolta dei rifiuti, oppure di raccolta e smaltimento?

Detto così, per il profano, l’interrogativo è criptico.

Tra poche (?) righe ne riparleremo.

Ma, intanto, basterebbe questa variabile per spostare il livello del prezzo.

Che, comunque, da attendibili Fonti è stimato attorno a valori di circa 10 milioni di euro l’anno.

Che, per il periodo 2019 (ma non sarà prima del 2020) e fino al 2029) fanno 100 milioni di euro.

Al servizio sono interessati tutti i Comuni della provincia di Vercelli, con esclusione dei due maggiori: il Capoluogo e Borgosesia, che provvedono ciascuno con aziende differenti, a contrattare in proprio.

***

TORNIAMO ALLA LETTERA

La lettera è inviata dal Comune di Tronzano Vercellese, a nome di questi altri Comuni, che da tempo hanno assunto una posizione particolarmente vigile – e con buone ragioni – sulla gestione del Covevar.

Ecco quali sono i Comuni: oltre a Tronzano, capofila, ci sono Alice Castello, Borgo d’Ale, Carisio, Moncrivello, Arborio, Salasco, Collobiano, Casanova Elvo, Ghislarengo, Mazzè, Carpignano Sesia (questi ultimi due fuori provincia, ma serviti dal Covevar), Buronzo, Livorno Ferraris, Balocco, Greggio, Oldenico e Albano Vercellese.

Si è subito smarcato Balocco, ma questo sposta poco: potrebbero essere soltanto iniziate le grandi ( sono modi di dire ) – e, forse, con rincorsa troppo lunga – manovre per le elezioni di Santhià.

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PRIMO NODO: DI CHE APPALTO SI PARLA

Come abbiamo già detto, i toni impiegati dagli estensori della lettera (non è difficile leggervi il contributo di un Giurista) sono assai neutri.

I contenuti sono mazzate.

Perché è da tempo chiaro che il Consorzio si trovi ad un bivio.

Anzi, non dovrebbe affatto trovarsi ad un bivio.

Perché l’attuale appalto è chiaro: si procede alla raccolta (dicesi “raccolta”) dei rifiuti.

Poi, una volta raccolti, i rifiuti dove li portiamo?

Per ora vanno in varie discariche e ognuno si può regolare come meglio crede.

Ma da molto tempo c’è chi lavora per strutturare diversamente il contratto.

Che – sembra la strada ormai scelta – non sarà più di sola raccolta, ma di raccolta e smaltimento.

Un dettaglio?

No.

Perché i potenziali concorrenti che possono garantire sia la raccolta, sia lo smaltimento, non sono più di tre o quattro.

E, tra questi, naturalmente Iren e A2A, poi il Gruppo Hera di Bologna e pochissimi altri.

Invece, i concorrenti che possono mettersi in gioco per la sola raccolta sono almeno una ventina.

Dove sta il vantaggio per i big?

Sta nel fatto che hanno il coltello dalla parte del manico.

Se è vero che devono praticare uno stesso prezzo per il conferimento (smaltimento) a tutti i concorrenti (a se stessi, come alle aziende che non hanno discariche né inceneritori) è altrettanto vero che la loro posizione di vantaggio consente ( potrebbe consentire ) poi di competere sul prezzo della raccolta, offrendo condizioni difficilmente raggiungibili dai “piccoli”.

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Come mai il Covevar ha (avrebbe) scelto questa strada?

E chi lo sa?

La struttura del contratto è stata studiata dai consulenti di Erica, la coop. albese che ha già elaborato il precedente (attuale) servizio.

Ed anche questa è una cosa che non va a Tronzano & Co.

E’ assai probabile che Iren sarà contenta di questa struttura contrattuale.

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IREN: CON SAN GERMANO,

CON ATENA ASM O CON ENTRAMBE?

 

Iren parteciperà a questa gara?

Non è difficile immaginare di sì.

Lo farà tramite o “con”, cioè in raggruppamento tra Imprese, Atena Asm, oppure con l’altra propria controllata, San Germano, oppure farà gruppo con entrambe?

Ci sono stati Consiglieri Comunali di Vercelli che hanno cercato di saperlo, chiedendolo in via ufficiale a Sindaco e Giunta, ma la risposta è stata picche.

Iren faccia un po’ il cavolo che vuole e amen.

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L’INCESTO AMMINISTRATIVO DI VERCELLI

 

Gli estensori della lettera “tronzanese” sono assai chiari nel dire che “il re è nudo”.

O, meglio, per una volta mettono nero su bianco il (rilevante) problema che è tutto del Comune Capoluogo.

Per questi “buoni” motivi.

Primo: Vercelli decide un po’ su tutto, a cominciare dal tipo di gara, ma poi – come Borgosesia – non usufruisce del servizio, appunto perché se lo fa con Atena Asm.

Secondo: Vercelli decide (ad esempio, in questo caso) su un tipo di gara che potrebbe vedere avvantaggiata proprio Atena Asm, se in Ati con Iren o San Germano.

Quindi, se alla fine risultasse che la gara se la dovesse aggiudicare un consorzio tra imprese costituito da Asm e Iren, proprio in virtù del fatto che si è scelto il sistema della raccolta più conferimento, sarebbe un po’ difficile motivare in modo convincente la soluzione per tutti gli esclusi.

Questo elemento potrebbe avere rilievo anche perché – non è scritto esplicitamente nella lettera dei Comuni “ribelli”, ma… - i motivi per ricorsi al Tar che potrebbero bloccare a lungo l’assegnazione dell’appalto potrebbero essere anche rinvenuti in profili come questo.

Insomma, è quasi come se avessero già messo le mani avanti, per prefigurare quali potrebbero essere le conseguenze della scelta di strutturare la gara con raccolta più conferimento.

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DOPPI INCARICHI, SCELTA SBAGLIATA

 

La lettera squarcia anche il velo di un tempio dove si celebrano liturgie note.

Gli amministratori dei Comuni periferici mettono il dito su una piaga mai sanata.

Dicono (ma è bene leggere il letterale tenore della loro lettera) in sintesi: da anni lamentiamo che il Consorzio non abbia propri dipendenti.

Come è possibile che un’azienda – sia pure consortile – vada avanti senza avere il proprio Personale?

A differenza, tra l’altro, di cosa avviene un po’ dappertutto, dove si lavora con Personale dipendente dall’Ente Consortile?

Il problema è arcinoto.

A Vercelli si è da più di 10 anni praticata la scelta miope di non assumere dipendenti dl Consorzio, ma di prendere a scavalco, con il doppio incarico, Dirigenti sia dalla Provincia (ora Marco Acerbo), sia dal Comune Capoluogo (ora il Segretario Generale Fausto Pavia ed il Ragioniere Capo Silvano Ardizzone).

E finalmente c’è qualcuno, tra i Componenti del Consorzio, che dice: ma se il Covevar avesse avuto proprio Personale, sai quanti bei controlli in più, magari, avrebbe fatto?

Sai quante correzioni si sarebbero potute praticare al lavoro degli appaltatori?

Sai – in sintesi – come sarebbe stato migliore per i cittadini e probabilmente anche più economico il servizio?

Sai – magari – come avrebbe potuto lavorare come una vera e propria azienda, verificando obbietti e risultati?

***

E’ bello che una cosa del genere la dicano apertamente gli Amministratori locali.

E’ convenuto il sistema dei doppi incarichi?

Chi lo ha tollerato ha consentito il consolidarsi di una situazione che ora i firmatari della lettera stigmatizzano.

***

Ora il nuovo Presidente del Covevar Davide Gilardino assicura che sono in atto le procedure per assumere direttamente, aprire mobilità, stipulare convenzioni.

E che, pertanto, al 31 dicembre, quando scadranno le attuali pattuizioni, chiederà la proroga al massimo per sei mesi delle posizioni.

Si vedrà.

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Insomma, la lettera dei Comuni è un precedente del tutto nuovo nella palude dell’ecologia provinciale.

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INERZIA DIFFICILMENTE SPIEGABILE:

MA POSSONO PROVARCI

 

Quando sarà lo show down?

L’appalto è scaduto a gennaio 2019.

Non solo non si è provveduto prima a bandirne uno nuovo, in tempo per la scadenza.

Non solo non si è rispettata la scadenza della proroga, fino a fine anno.

Se va tutto bene la gara sarà bandita entro il 2019.

Poi, se non ci saranno ricorsi, si procederà alla presentazione e valutazione delle offerte.

Poi – se non ci saranno ricorsi – alla aggiudicazione.

Se ne parla a Primavera 2020.

Se va bene.


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