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23/04/2018 - Vercelli Città - Salute & Persona

QUELLA TAZZA SOPRA LO SCEMPIO / 3 - Al verde più che Verde, il Comune dell'Onesto Gabry non può tirare fuori i 7 milioni di euro che costa la bonifica - Le diossine restano lì - PER LA PRIMA VOLTA INTEGRALE LA RELAZIONE DI AKRON

Qualcuno potrebbe pensare: sette milioni?! Ma figuriamoci, chi lo dice?! La risposta è semplice: lo dice Atena stessa.




QUELLA TAZZA SOPRA LO SCEMPIO / 3 - Al verde più che Verde, il Comune dell'Onesto Gabry non può tirare fuori i 7 milioni di euro che costa la bonifica  - Le diossine restano lì - PER LA PRIMA VOLTA INTEGRALE LA RELAZIONE DI AKRON

Leggi la puntata precedente:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=78375 

 

***

Se escludiamo quelli veri e propri, come ad esempio la Transustanziazione, oppure l’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, i misteri non esistono.

E anche quelli veri e propri non sono, in fondo, poi molti.

Si contano sulla punta delle dita di una mano, massimo due.

***

E, perciò, alla domanda: ma perché mai hanno lasciato per 40 anni che le scorie derivanti dalla combustione del Forno di Incenerimento di Via Asigliano andassero ad inquinare la falda e persino il canale Lamporetto?

Portandoci ogni sorta di metalli pesanti e diossine, al punto che una squadra di Tecnici si è preoccupata – a suo tempo – di andare a cercare se interferissero nel ciclo di produzione del riso?

A questa domanda, si diceva, c’è una risposta razionale.

Ma andiamo con ordine.

***

Il documento centrale, quello che a questa vicenda come il codice interpretativo di tutto il resto, è quello che abbiamo illustrato nello scorso articolo:

Leggi anche:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=78375  ù

 

Il Direttore Generale di Atena, Franco Borasio, il 7 agosto 2002 prende carta e penna e scrive al Sindaco di Vercelli Gabriele Bagnasco dicendo una cosa chiara:

 

 

 

Integrale, al link:

http://piemonteoggi.it/pdf_news/15122015132400_BON.pdf

La lettera è indirizzata – per la forma – anche all’Amministratore Delegato di Atena, Mauro Sacchetto, ma è di intuitiva evidenza che lo stesso Dirigente ne fosse non solo al corrente, ma l’ispiratore.

Perché allora Atena aveva (chissà perché) in quel ruolo un industriale vero.

Qualche spunto dal curriculum.

Classe 1959, Sacchetto è stato Amministratore Delegato di Pirelli.

In predicato per assumere la guida di Telecom, è poi approdato all’attuale incarico di Ceo di Marelli Motori spa.

A dimostrazione del fatto che si può essere giovani (allora Sacchetto aveva 43 anni) senza però essere yuppini vuoti come una canna e presuntuosi.

***

E’ necessario un flash back al momento storico.

Nel 2002 Gabriele Bagnasco, con il supporto tecnico dell’insostituibile Gianpiero Anadone, sta meditando l’alienzazione del 40 per cento delle azioni di Atena.

Bisogna fare cassa.

E Boraso dice una cosa assai chiara, a proposito dei costi che sarebbero stati necessari per bonificare il sito dove negli anni si è tollerata, con buona pace di tutti, la formazione di una vera e propria discarica di materiali pericolosi ed altamente inquinanti.

Facciamo bene attenzione a questa frase:

Si ricorda inoltre che la problematica in oggetto (…) avrà sicuramente un impatto non trascurabile sulla vendita delle quote azionarie della Società ”.

***

E’ tutto qui.

Vedremo nelle puntate successive i passaggi di scaricabarile dal 1984 a quel momento e poi successivi.

Ma adesso il problema è uno solo.

Bisogna vendere le quote azionare perché il Comune ha bisogno di soldi.

E se il potenziale acquirente venisse mai a sapere che a breve si potrebbe andare incontro ad una spesa del genere, è chiaro che la valutazione della Società sarebbe tutta diversa.

***

Allora, che fare?

In poco meno di due mesi, ecco la risposta di Gabriele Bagnasco:

Oggetto: area dell’inceneritore di Vercelli.

 

Con riferimento alla nota SGR 0035/02 del 7.08.2002, di pari oggetto, si comunica che, qualora dagli studi ed analisi tecniche effettuate si evidenzi la necessità di intraprendere interventi sull’area dell’inceneritore, questa Amministrazione, quale soggetto interessato in base all’art. 17 del D.Lgs. 22/97, si impegna ad assumere a proprio carico gli oneri finanziari conseguenti ” .

***

E’ chiaro che allora non si sarebbe ancora potuto immaginare che si sarebbe aggiudicato la gara pubblica per l’acquisto del 40 per cento di azioni di Atena spa.

Sicchè chi volesse immaginare chissà che cosa, non avrebbe ossi da rosicchiare, anche sapendo che avrebbe partecipato un unico concorrente, quella Amag di Genova, la municipalizzata che poi avrebbe dato luogo alle successive fusioni con altre consorelle fino a diventare l’Iren di oggi.

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Così Gabriele Bagnasco, senza essere a ciò legittimato da una sola deliberazione di Consiglio Comunale, con una semplice lettera, pone a carico del Comune una spesa di oltre 7 milioni di euro.

***

Qualcuno potrebbe pensare: sette milioni?!

Ma figuriamoci, chi lo dice?!

La risposta è semplice: lo dice Atena stessa.

***

E quindi questi soldi il Comune di Vercelli non li avrebbe mai avuti.

Tutto qui.

E infatti – nemo dat quod non habet – non li ha tirati fuori.

***

Ma perché Atena ad un certo punto si mette a fare questi conti?

Perché la materia incomincia a – è il caso di dirlo – scottare.

E parecchio.

E così, nel 2004, quando il Socio Amag è ormai entrato in Azienda, ecco che bisogna cercare in qualche modo di venire a capo.

E si incarica la società Akron di procedere: e si procede effettivamente redigendo, da parte di Mirca Guerra e Massimo Capaci (Chimici Industriali) e Michele Gallini (Geologo) uno studio serissimo, reso in una relazione di 44 pagine oltre allegati

Che è qui integrale in pdf, ma con ampi stralci al termine dell’articolo:

http://piemonteoggi.it/pdf_news/23042018212349_ATENAPROGETTOINCENERITORE2004.pdf

***

E purtroppo si capisce subito che le pietre sono dure, per non dire durissime.

Le scorie velenose sono “a contatto con l’acqua”, e oltre ai metalli pesanti in più punti e nel già citato Lamporetto si riscontrano inaccettabili concentrazioni di diossine: il rischio oncologico è ovviamente segnalato a chiare lettere.

***

Ma, altrettanto ovviamente, Atena (e non solo perché il Socio industriale è di Genova…) non ci pensa nemmeno ad affrontare una spesa dal quale l’ha esonerata il Socio Comune di Vercelli.

Ed al Comune di Vercelli fa premio – sul colore, allora Verde dell’appartenenza politica del Sindaco – il fatto di essere “al verde”.

***

Non pensiamo che di tutto ciò gliene cali qualcosa a qualcuno.

Si è semplicemente atteso dal 2004 ad oggi che la natura facesse, malconcia, il proprio corso.

La lisciviazione ha ridotto la concentrazione di inquinanti nel terreno.

In pratica: ciò che era velenoso è già stato, nel corso del tempo, tutto trasportato in falda e poi nel sistema idrografico territoriale.

E amen.

***

Ha fatto bene, l’Onesto e Verde Gabry, a firmare quella lettera?

Lo dirà la Corte dei Conti.

E’ stato giusto?

E’ stato sbagliato?

Come sempre nessun giudizio prima che si pronunci la Magistratura, in questo caso quella Contabile.



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