VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
martedì 11 agosto 2020 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




18/04/2018 - Vercelli Città - Salute & Persona

QUELLA TAZZA SOPRA LO SCEMPIO / 2 - Da 40 anni una cubatura di rifiuti pericolosi, equivalente a 36 piscine Enal cola liquami inquinanti - Pulisca chi ha sporcato - Invece paga il Comune - Esposto alla Corte dei Conti

Sarà la Magistratura Contabile a stabilire se Gabriele Bagnasco, Sindaco di Vercelli nel 2002, abbia fatto bene o male a firmare quella benedetta lettera con cui accolla al Comune di Vercelli gli oneri




QUELLA TAZZA SOPRA LO SCEMPIO / 2 - Da 40 anni una cubatura di rifiuti pericolosi, equivalente a 36 piscine Enal cola liquami inquinanti - Pulisca chi ha sporcato - Invece paga il Comune - Esposto alla Corte dei Conti

Leggi la prima puntata:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=78340

***

Sarà la Corte dei Conti a stabilire se Gabriele Bagnasco, Sindaco di Vercelli nel 2002, abbia fatto bene o male a firmare quella benedetta lettera con cui accolla al Comune di Vercelli gli oneri di “interventi sull'area dell'inceneritore".

Così, generico: interventi (dal taglio dell'erba allo sbancamento, sempre interventi sono) e "sull'area" (tutto il compendio, l'impianto, le pertinenze? Chi lo sa?!).

Rileggiamola insieme:

Oggetto: area dell’inceneritore di Vercelli.

 

Con riferimento alla nota SGR 0035/02 del 7.08.2002, di pari oggetto, si comunica che, qualora dagli studi ed analisi tecniche effettuate si evidenzi la necessità di intraprendere interventi sull’area dell’inceneritore, questa Amministrazione, quale soggetto interessato in base all’art. 17 del D.Lgs. 22/97, si impegna ad assumere a proprio carico gli oneri finanziari conseguenti” .

 

Bagnasco sta rispondendo (ci ha pensato su bene: due mesi) alla lettera con la quale l’allora Amministratore Delegato di Atena spa poneva con forza il problema della bonifica del terreno attorno al forno: usato da sempre come discarica impropria per residui incombusti a rischio ambientale.


http://piemonteoggi.it/pdf_news/15122015132400_BON.pdf


Riassumendo, la domanda che Sacchetto pone è molto chiara:

***

Come vedremo nel corso delle puntate, dal 1984 in poi una impressionante serie di personaggi Enti, Autorità, Responsabili, ha sempre detto che il forno inquinava, che le ceneri e gli incombusti venivano accatastati nel terreno immediatamente attiguo (i circa 7 mila metri quadri oggetto dell’intervento di oggi, dove è in atto il disboscamento documentato dalla gallery di lunedì e di oggi) e che in pratica era stata realizzata una vera e propria discarica di rifiuti critici non autorizzata.

Qual è il volume dei depositi che in questi 40 anni hanno rilasciato liquami nel terreno sottostante?

Ce lo dice oggi il Comune:


sono circa 36.355 metri cubi di scorie a rischio grave che sono sempre state lì.

Per avere un’idea di quanti siano 36 mila e rotti metri cubi, basti pensare che la cubatura della piscina Enal è di circa 1.200 metri cubi.

Quindi è come avere 36 piscine Enal a due passi da Vercelli, che da 40 anni rilasciano inquinanti nel terreno sottostante, in falda e poi nel sistema idrografico locale.

A partire da (lo vedremo leggendo passo passo le relazione) da quel più volte citato “fosso irriguo” che corre al margine dell’area interessata.

***

La prima e più diretta conseguenza della lettera di Gabriele Bagnasco è che Atena  non è obbligata a considerare la previsione di quella spesa nel proprio bilancio.

E quindi chi da lì a poco comprerà (Amag Genova, poi diventata Iren) il 40 per cento delle Azioni, nel 2003, sarà stata più contenta così.

Spesa che non compare neppure per anni in quello del Comune di Vercelli.

E’ lì in un limbo.

E quindi né mangia né beve, anche perché soprattutto nessuno fa niente per bonificare l’area.

Sicchè il danno reale che si produce è “solo” questo: nessuno bonifica l’area, tantomeno chi ha “sporcato” nel corso degli anni, cioè prima Amnu, poi Aasm, poi Atena ed infine ultima arrivata la fantastica Gia srl che la fantasia dell’allora Amministratore Delegato di Atena Eros Morandi concepì (non da solo, in verità) per gestire gli ultimi rantoli del mostro, ante 2014.

Rantoli i quali costarono ai cittadini circa 3 milioni di euro che ovviamente nessuno (e perché dovrebbe?) va a chiedere a Morandi.

Ma se uno si sbaglia a pagare in ritardo una bolletta gli staccano il gas e amen: si chiama managerialità.

***

Ma arriviamo ad oggi, quando il Comune di Vercelli decide di seguire la “lettera Bagnasco” e di non contestare minimamente che quella spesa non tocchi a Palazzo Civico.

E se non tocca a Palazzo Civico non potrebbe che toccare alla Atena di oggi, Asm Vercelli, successore di Atena (Atena Patrimonio e Atena spa).

E quindi andrebbe per il 60 per cento a carico dei compagni di Iren.

E quindi ci fermiamo qui.

Insomma, non pulisce chi ha sporcato.

Pulisce il padrone del terreno.

Buono a sapersi per tutti i proprietari di cani che sono trattati con giusta severità: sarebbe come se la cacca dei cani dovesse essere tolta (dopo 40 anni) dal Comune e non (subito, si spera) dal padrone del migliore amico dell’uomo.

Ma se il cane è il migliore amico dell’uomo, la Giunta di Maura Forte sembra proprio il migliore amico di Iren.

Almeno, si stenta ad immaginarne altri migliori.

Ma non c’è niente da ridere, purtroppo.

Meno ancora fa ridere la lettera con la quale il Sindaco di Vercelli, il 2015, dice: siamo d’accordo a sostenere noi la spesa, intanto il maggior valore del terreno bonificato sarà riconosciuto in sede di cessione delle quote, nella misura stimata da un Perito scelto dalle Parti.

Possibile?

Possibile:

***

Vercelli, 21 dicembre 2015

Spett.le Atena S.p.A.

Corso Palestro, 126

Vercelli

e, per conoscenza,

Spett.le IEM S.p.A.

Via Nubi di Magellano, 30

Reggio Emilia

 

Egregi Signori,

in considerazione della complessiva operazione comprensiva (i) della fusione tra Atena S.p.A. e Atena Patrimonio S.p.A., (ii) dell’aumento di capitale di Atena S.p.A., (iii) della cessione di tutti i diritti di opzione spettanti al Comune di Vercelli (il "Comune") ai sensi del detto Aumento di Capitale e di n. 1.918.265 azioni Atena detenute dal Comune stesso

alla luce delle competenze previste dall’art. 250 del decreto legislativo 3 agosto 2006 n. 152 e di quanto statuito dalla Corte di Giustizia nella sentenza 4 marzo 2015 causa C-534/13

in considerazione dell’interesse pubblico, a tutela della salute e dell’ambiente, allo svolgimento delle attività di bonifica dei terreni inquinati, fatta salva la possibilità di rivalsa nei

confronti dei soggetti responsabili della contaminazione il Comune si impegna ad eseguire - a propria cura e spese - nelle aree dei Lotti A e D del sito ex Inceneritore di Vercelli, site in [●] (le "Aree"), le opere, tenuto anche conto della destinazione delle Aree stesse, necessarie alla messa in sicurezza o altri interventi di ripristino ambientale (le "Opere"), così come descritte nell’Allegato 1 e attualmente stimate in Euro 2,15 Mln.

L’impegno di cui sopra deve intendersi condizionato al riconoscimento al Comune da parte di Atena, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 253, comma 4, del decreto legislativo 3 agosto 2006 n. 152 e della citata sentenza della Corte di Giustizia, del maggior valore di cui le Aree verranno a beneficiare in conseguenza dell’esecuzione delle Opere da parte del Comune, nella misura che sarà indicata da un perito scelto di comune intesa da Atena e dal Comune stesso o, in caso di disaccordo, dal Presidente del Tribunale di Vercelli.

Per il Comune di Vercelli

(Il Sindaco)

***

 

La data è importante perché il 21 dicembre 2015 è quattro giorni dopo il 17, giorno mortale in cui il Consiglio Comunale di Vercelli deliberò di cedere la frazione di maggioranza del Capitale Sociale di Atena ad Iren.

I Consiglieri Comunali sapevano di questa ulteriore remissione al “Perito” delle modalità di eventuale rimborso di una spesa certa, nell’ordine, che è chiaramente indicato, di oltre 2 milioni di euro?

O non lo sapevano?

Lo diranno eventualmente loro.

***

Perché, a parte la ricerca degli “ascendenti” cui ricondurre la eventuale responsabilità dell’inquinamento, c’è dunque il fatto nuovo.

E’ solo oggi che la lettera di Bagnasco produce un effettivo onere economico per il Comune.

Prima ha solo prodotto inerzie.

Oggi, per effetto di quella lettera che nessuno si è sognato di contestare (anzi, è stata in qualche modo confermata), il Comune tira fuori qualcosa come 2 milioni di euro.

Per fare i giardinetti intorno al mostro.

Per mettere un “coperchio” o una “tazza” (capping) sopra il terreno inquinato dicendo qualcosa che suona così: non inquinerà più “sopra”, grazie al multistrato che applico sul terreno e non inquinerà nemmeno più “sotto”.

Come facciano ad essere sicuri che le acque di infiltrazione non raggiungano l’inerte inquinato e quindi non continuino più a trasportare la mefitica broda fatta con dado di metalli pesanti, non lo dicono, ma sembrano convinti.

Affermati Geologi (non stiamo parlando di Michele Cressano, è ovvio) pensano il contrario.

***

Ma questi sono aspetti sui cui ritorneremo nelle puntate successive.

Una sintesi descrittiva dell’intervento di messa in sicurezza odierno, pagato dal Comune, è nel materiale fotografico a corredo dell’articolo, in calce, nella gallery.

***

Oggi torna d’attualità anche un’altra domanda: perché nessuno sta intimando ad Atena Asm Iren di procedere allo smantellamento del forno.

Perché è fuor di dubbio che quest’onere, operativo e finanziario, sia di Atena Asm.

Certo, per Asm Iren si tratterebbe di tirare fuori (vedremo i dettagli dei costi nella prossima puntata, dai documenti del 2014 che ci sono stati consegnati) qualcosa come altri due milioni di euro.

***

Ma torniamo dunque e finalmente al problema economico di oggi.

Solo oggi – abbiamo visto - quelle poche righe che Bagnasco scrisse nel 2002 producono un onere di due milioni di euro per il Comune di Vercelli.

E’ proprio tutto giusto?

Ecco cosa dice Giancarlo Locarni, responsabile dell’Ambiente di Lega Nord:

“Abbiamo sempre pensato che ogni intervento sul sedime, sulle pertinenze, in generale sul compendio dell’inceneritore toccasse a chi ha ‘sporcato’ ”.

***

 

E quindi è assai probabile che l’esposto alla Corte dei Conti non sia una fantasia.

La prima puntata del nostro servizio sui 40 anni di inquinamento procurato dal forno di incenerimento di Vercelli ci ha subito portati a contatto con la cronaca e non solo con la storia recente.

Con grande impegno propagandistico, infatti, il Comune di Vercelli ha fatto sapere che la “messa in sicurezza” dell’area “attorno” all’inceneritore si è iniziata.

Il cantiere è stato consegnato il 4 aprile scorso all’impresa Cabrini di Bergamo.

Di cui è Responsabile della Sicurezza l’Ing. Cristiana Pedrazzoli di Sondrio.


Sicuramente attenta al puntuale adempimento di ogni norma riguardante tra l’altro, ma non esclusivamente, la congrua dotazione di dispositivi individuali di prevenzione e protezione.

Come abbiamo poco sopra anticipato, nella gallery una sintesi degli interventi.

Nelle prossime puntate la descrizione dei fattori inquinati e l’inizio della lunga carrellata di lettere, diffide, intimazioni, analisi, repliche, con cui tutti gli attori del sistema, nel corso di 40 anni, se la sono sempre cavata lasciando le cose come sono sempre state, i 36 mila metri cubi sempre lì a colare, le i fossi, la falda il fiume, sempre lì a ricevere quello che il sistema mandava.

2- Continua lunedì 23 aprile

***

Ecco il comunicato della Lega, diramato nei giorni scorsi

Due Milioni realmente utili per la salute pubblica?

Nell’aspettare la risposta pubblica alla domanda da noi formulata, siamo certi che non avverrà, da parte del sindaco pro tempore di Vercelli Maura Forte in merito alla vicenda della messa in sicurezza dell’ex inceneritore, ci domandiamo altresì come si sia giunta a tale azione palliativa e, non solo a nostro dire, di reale basso impatto per la salubrità pubblica. Che l’inceneritore nel suo periodo di funzionamento abbia contribuito negativamente sulla salute pubblica rimane evidente , come diversi studi hanno messo in evidenza, ma ci domandiamo come si possa assumere una decisione di mettere in sicurezza l’area in questione senza intimare perentoriamente a ASM di procedere allo smantellamento del sito su cui permane l’inceneritore stesso. Rimane bene ricordare che resta ancora una domanda senza risposta, qualche attento giornalista ha posto tale domanda, del perché dovesse essere l’ente comunale a sobbarcarsi tale esborso economico, in quanto oltre la lettera di buoni intenti da parte di un ex sindaco, Bagnasco, non vi sono documenti in merito che attestino l’obbligatorietà dell’ente comunale in tal percorso. Non vorremo ma sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, una volontà nel non disturbare il “socio proprietario” di ASM. Senza dimenticare che se il “capping” serve per evitare che quanto insiste ancora nell’area non si disperda altrove sottosuolo compreso, ci domandiamo se sono stati eseguiti dei carotaggi per far si che non vi siano negli strati inferiori del terreno elementi inquinanti attivi. Tralasciando l’aspetto tecnico per non tediare i cittadini che potrebbero leggere tali affermazioni, resta importante sottolineare come l’intervento da proporre per una reale azione di fine vita di tale impianto sia la bonifica del sito in toto, con annesso intervento di ASM. Solo un intervento strutturale e non palliativo come la messa in sicurezza potrebbe porre la reale parola fine alla vicenda ma un ente in balia di beghe di maggioranza, ammesso e non concesso che una maggioranza ci sia, avrà la forza di portare avanti tale percorso? Da cittadini prima che da attori politici noi auspicheremmo di si, dato che sosteniamo da sempre che le tematiche ambientali non dovrebbero avere colore politico ma solo buonsenso amministrativo.  A costo di sembrare ridondanti ricordiamo altresì che la signora Forte si era espressa, nel suo passato di oppositore alla provincia di Vercelli, per la necessaria nonché indispensabile  bonifica e non per la messa in sicurezza. Per carità un vecchio adagio recita che solo gli stolti non cambiano idea ma nel caso della signora Forte aspettiamo ancora argomenti convincenti per tale cambiamento di idee, non ce ne voglia cara signora il nostro non è un attacco soggettivo ma una sottolineatura oggettiva della sua incongruenza amministrativa. Vercelli ed i suoi cittadini hanno già dato dal punto di vista della salute pubblica ed ora sottrargli delle economicità, due milioni di euro circa, per un lavoro che sembrerebbe doversi  accollare qualcun’atro ci pare effettivamente fuori luogo. Auspicando che la signora Forte resti “folgorata sulla via di Asigliano” parafrasando San Paolo, noi saremo attenti e continueremo a sottolineare quello che sembrerà una stortura del percorso amministrativo, in modo tale che i cittadini abbiano memoria di tali storture che di positivo non portano nulla.

Gian Carlo Locarni

Responsabile nazionale dipartimento ambiente Lega.


Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it