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29/01/2017 - Vercelli - Cultura e Spettacoli

QUANDO L'ORRORE USCI' DALL'ADE PER IRROMPERE NELLA STORIA - Il Giorno della Memoria perchè l'odio razziale non si ripeta - Il Prefetto Maria Rosa Trio in dialogo con gli studenti vercellesi

L'iniziativa quest'anno è estesa anche ad altri centri della provincia, a partire da Varallo Sesia.



QUANDO L'ORRORE USCI' DALL'ADE PER IRROMPERE NELLA STORIA - Il Giorno della Memoria perchè l'odio razziale non si ripeta - Il Prefetto Maria Rosa Trio in dialogo con gli studenti vercellesi

Il 27 gennaio 1945 le truppe alleate entravano nel Campo di sterminio di Auschwitz e l’ orrore usciva dall’ade ove si stava consumando per irrompere nella Storia e guardarci negli occhi.

 

Per interrogarci, a partire da quella domanda antica – che hai fatto? – sempre lì, nuova e sigillata, pronta per l’uomo di ogni tempo che si interroghi sull’orizzonte di senso della vicenda umana, quando è la nozione stessa di umanità ad essere smarrita, esiliata, da un presente senza futuro.

 

Così l’Eterno interpella Caino, incapace di dire perché la terra abbia “bevuto il sangue” di quel suo fratello a tal punto odiato.

 

***

 

Che hai fatto?

 

Perché lo scempio?

 

Perchè tanto dolore?


Perché il male assoluto?

 

***

 

Quella domanda “che hai fatto?” risuona per la seconda ed ultima volta nella Storia della Salvezza.

 

Pronunciata, poco prima, quando ancora i lontani Progenitori erano nel giardino piantato in Eden, a Oriente ed avevano appena consumato l’atto di ribellione al precetto del Padre, cedendo alla micidiale lusinga del serpente:”Sarete come Dio”.

 

E così l’assonanza e la paradossale concordanza delle locuzioni dice qualcosa di più e più profondo: la radice del male assoluto affonda proprio nell’inferno dell’autoreferenziale ribellione alla Signoria del Padre.

 

***

 

Questo “Giorno della Memoria” dunque a suo modo induce pensieri sul destino dell’uomo incapace di vivere quel rapporto di fraternità cui l’ha consegnato  la provvidente Misericordia della Carità.


Il video: http://vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2633

 

 

E bisogna volentieri dare atto che l’organizzazione di questa mattina del 27 gennaio 2017 qui a Vercelli, con la affettuosa e “sapiente” e si intuisce – sia permesso – quasi materna attenzione del Prefetto Maria Rosa Trio ai ragazzi delle Scuole Superiori, colga la sintonia con un bisogno di pace e fraternità che gli studenti mostrano di avere ben compreso.

 

L'iniziativa quest'anno è estesa anche ad altri centri della provincia, a partire da Varallo Sesia, dove si è fatto carico dell'organizzazione il Sindaco Eraldo Botta.


A Vercelli i giovani mettono in scena, in Piazza Mazzini, un flash mob di grande effetto.


Iniziativa di livello non solo emotivo, che porta la firma del Provveditore agli Studi, Antonio Catania e, per il Comune di Vercelli, dell’Assessore Andrea Raineri.

 

Tutto semplice e tutto ben riuscito: i significati simbolici tutti colti nella loro profonda eloquenza, idonei a parlare ai cuori ed alle menti, sapendo che il dialogo a senso unico – solo al cuore o solo alla mente – non è efficace.

 

La bontà – diceva un saggio – non è virtù degli inesperti.

 

Ed è proprio l’esperienza, che dilata in echi e risonanze capaci di avere ragione del tempo il messaggio, ad essere protagonista della giornata, con il contributo portato dall’excursus storico del Sindaco di Vercelli, Maura Forte, poi sviluppato di fronte alla Sinagoga dalla Presidente della Comunità ebraica di Vercelli, Rossella Bottini Treves.

 

 

Sono parole che raccontano pensieri ed immagini di morte.

 

Come quella del vagone ferroviario cui era assegnato il tragico ufficio della traduzione dei corpi vivi di uomini e donne già destinati ad una morte decretata da altri uomini e donne persuasi di “essere come Dio” e forse più. Superuomini.

 

“I vagoni son tornati (…) li vedi là con le fauci aperte (…) sono affamati, come se non avessero già divorato i loro ebrei…”

 

***

 

Questa così toccante esperienza, insieme alla testimonianza dell’Arcivescovo di Vercelli Mons. Marco Arnolfo, nel video t on line, messo a repertorio venerdì mattina.


http://vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2633

 

La videonotizia permette altresì di prendere contatto con un prezioso pensiero di chi si è fatto carico dell’allestimento del flash mob: il brano che accompagna il gesto eloquente è scelto con cura sapiente.

 

Potremo ascoltare qualche momento di quella Sarabande di George Friedrich Haendel, così propizia per alludere, forse dire a cuori  e menti,  di quel ritmo cadenzato nei corsi e ricorsi della Storia, come a territori rimessi al presidio della memoria, perché niente di quei fatti si ripeta.

 

 

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