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07/01/2021 - Vercelli Città - Cronaca

QUANDO L'ORCO E' IL PAPA' - Ragazzina violentata dal padre, ossessionato di lei - I fatti consumati in un ambiente "familiare" degradato - Incalzante e meticolosa attività di indagine, anche internazionale, di Procura e Polizia

Le Forze dell'Ordine lo fermano mentre va in Comune per le pratiche necessarie al rinnovo della concessione dell'alloggio popolare - Se fosse stato revocato il diritto di abitazione, il figlio avrebbe corso il rischio di revoca degli arresti domiciliari -




QUANDO L'ORCO E' IL PAPA' - Ragazzina violentata dal padre, ossessionato di lei - I fatti consumati in un ambiente "familiare" degradato - Incalzante e meticolosa attività di indagine, anche internazionale, di Procura e Polizia
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VIOLENZE SESSUALI SULLA FIGLIA MINORENNE:

LA POLIZIA DI STATO arresta IL PADRE

 

La Polizia di Stato, all’esito di una prolungata e articolata indagine, diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli, ha arrestato un uomo per essersi reso responsabile del reato di violenza sessuale nei confronti della figlia infraquattordicenne.

L’attività di indagine era partita nel Gennaio del 2018 quando la Squadra Mobile della Questura di Vercelli aveva raccolto le confidenze di una donna adulta, di origine ivoriana, che era stata interpellata in una disperata richiesta di aiuto da una ragazzina del 2002, facente parte della medesima comunità ivoriana, in quanto vittima di violenze sessuali da parte del padre.

Approfondendo le dichiarazioni si appurava che la ragazzina in difficoltà viveva in un alloggio cittadino di edilizia popolare con il padre abusante, con il fratello pluripregiudicato per reati contro la persona, il patrimonio e fatti di droga, con uno zio e con una quarantenne donna nigeriana che esercitava l’attività di prostituzione proprio all’interno di quella abitazione.

La minore ed il fratello erano nati da una relazione che il padre aveva avuto con una donna ivoriana rimasta al paese di origine; successivamente, il padre aveva contratto regolare matrimonio con altra cittadina ivoriana residente a Parigi, dalla cui unione sono nati altri due figli.

Iniziava, quindi, una serrata attività di indagine che consentiva, una volta raccolti i primi indizi di colpevolezza, anche in considerazione dello stato di necessità ed urgenza che emergeva ed al fine di sottrarre la minore ad ulteriori situazioni di concreto pericolo e degrado, di adottare un provvedimento ai sensi dell’art. 403 c.c. e collocare la stessa in una comunità protetta.

Subito dopo si procedeva con l’audizione della minore la quale confermava gli abusi ad opera del padre, iniziati fin da quando aveva 13 anni; l’uomo era solito farle dei regali per comprarne il silenzio.

Dalle indagini l’uomo risultava essere ossessionato dalla figlia arrivando a sognarla frequentemente durante la notte, come da lui stesso dichiarato ad un’amica, giungendo addirittura a fare un piccolo foro nella porta d’ingresso della sua stanza al fine di poterla spiare, senza essere visto, mentre si spogliava.

Sentitosi “braccato”, il padre riusciva ad allontanarsi dal territorio nazionale, presumibilmente verso la Francia, paese nel quale era residente la moglie, facendo perdere le proprie tracce fino al mese di Novembre 2020 quando veniva effettivamente localizzato in territorio transalpino.

Nel frattempo, il Tribunale di Vercelli, in data 1 Novembre scorso, condannava l’uomo alla pena di anni 6 e mesi 6 di reclusione, in quanto riconosciuto colpevole del reato di violenza sessuale in danno della figlia infraquattordicenne.

A seguito del rintraccio dell’uomo, ritenendo sussistenti  gravi indizi di colpevolezza, in relazione al fatto storico accertato con sentenza emessa dal Tribunale di Vercelli, la locale Procura della Repubblica chiedeva, ed otteneva, l’emissione di una custodia cautelare in carcere in danno dell’uomo con contestuale Mandato di Arresto Europeo.

Nel prosieguo delle indagini, emergeva la possibilità che l’uomo potesse fare rientro a Vercelli entro la fine dell’anno, per sistemare alcune pendenze burocratiche e in particolare per evitare che gli fosse revocata la concessione della casa popolare a lui assegnata e nella quale era ristretto il figlio in regime di arresti domiciliari, con la conseguenza che, non avendo a disposizione un’altra casa in cui espiare la pena, una volta persa quella a disposizione, quest’ultimo sarebbe finito in carcere.

Effettivamente il 22 dicembre scorso gli Uomini della Seconda Sezione della Squadra Mobile riuscivano ad intercettare l’uomo che si stava recando agli uffici comunali di Vercelli; nello specifico, lo stesso, temendo di poter essere arrestato, si era fatto accompagnare da alcuni familiari che avevano il ruolo di “vedette” e che lo precedevano al fine di comunicargli l’eventuale presenza di Forze dell’Ordine.

Nonostante queste accortezze l’uomo, un trentasettenne ivoriano, con precedenti penali per reati di falso, veniva fermato, arrestato ed associato alla casa circondariale di Vercelli.

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