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09/09/2017 - Vercelli Città - Mondi Vitali

PRO VERCELLI Vs. CREMONESE, 1 a 4 - La squadra di Grassadonia fragile in difesa, mediocre a centrocampo, inconsistente in avanti: ma a parte questo cosa non va? - Le pagelle di Enrico De Maria

Sembrava di assistere ad un match di boxe tra un mediocre peso piuma e Mohammed Alì.


PRO VERCELLI Vs. CREMONESE, 1 a 4 - La squadra di Grassadonia fragile in difesa, mediocre a centrocampo, inconsistente in avanti: ma a parte questo cosa non va? - Le pagelle di Enrico De Maria
Grassadonia


PRO VERCELLI - CREMONESE 1 a 4

 

( edm ) - Il 26 settembre 1971, appena risalita in serie C, alla terza di campionato la Pro affrontò in casa la Cremonese, allora guidata dall'ex difensore della grande Inter di Herrera Guarneri.

 

Finì 4 a 1 per gli ospiti e la Pro si salvò all'ultima di campionato, miracolosamente.

 

Però quella Pro era una squadra, mentre non abbiamo ancora capito che cosa sia questa Pro, messa sotto dalla Cremonese di Tesser in maniera addirittura umiliante e, per giunta, aiutata dalla terna arbitrale: rigore enorme non fischiato per un laccio californiano di Nobile su Mokulo al 20' e misterioso annullamento di un gol dello stesso Mokulu al 44' per una carica al portiere inesistente: era stato il portiere della Pro a perdere clamorosamente una palla che avrei bloccato io a terra, sessantacinquenne, col paltò.

 

In campo si è vista la differenza di categoria, ma non quella che poteva sembrare  naturale tra una squadra che da quattro anni è stabilmente in B e una neopromossa.

 

Ma, appunto, tra la neopromossa e purtroppo la povera e maldestra Pro, a vantaggio proprio della Cremonese.

 

Se contro il Frosinone non c'era stata partita, ma, tutto sommato, alcuni episodi l'avevano girata a favore dei ciociari, stavolta la differenza è apparsa tanto dolorosa quanto abissale.

 

PRO VERCELLI - CREMONESE 1 a 4

 

( edm ) - Il 26 settembre 1971, appena risalita in serie C, alla terza di campionato la Pro affrontò in casa la Cremonese, allora guidata dall'ex difensore della grande Inter di Herrera Guarneri.

 

Finì 4 a 1 per gli ospiti e la Pro si salvò all'ultima di campionato, miracolosamente.

 

Però quella Pro era una squadra, mentre non abbiamo ancora capito che cosa sia questa Pro, messa sotto dalla Cremonese di Tesser in maniera addirittura umiliante e, per giunta, aiutata dalla terna arbitrale: rigore enorme non fischiato per un laccio californiano di Nobile su Mokulo al 20' e misterioso annullamento di un gol dello stesso Mokulu al 44' per una carica al portiere inesistente: era stato il portiere della Pro a perdere clamorosamente una palla che avrei bloccato io a terra, sessantacinquenne, col paltò.

 

In campo si è vista la differenza di categoria, ma non quella che poteva sembrare  naturale tra una squadra che da quattro anni è stabilmente in B e una neopromossa.

 

Ma, appunto, tra la neopromossa e purtroppo la povera e maldestra Pro, a vantaggio proprio della Cremonese.

 

Se contro il Frosinone non c'era stata partita, ma, tutto sommato, alcuni episodi l'avevano girata a favore dei ciociari, stavolta la differenza è apparsa tanto dolorosa quanto abissale.

 

Sembrava di assistere ad un match di boxe tra un mediocre peso piuma e Mohammed Alì.

 

Detto questo, perché era giusto dirlo, noi per essere coerenti, dovremmo ribadire che potremo dare un giudizio metto e inequivocabile dalla quinta- sesta partita in poi.

 

Ma abbiamo usato il condizionale perché ci sentiamo, al pari di tutto l'ambiente, depressi. Così messa, questa Pro non ha scampo contro chicchessia.

 

È fragile in difesa, mediocre a centrocampo (dove il solo Vives non basta, non può bastare) e inconsistente davanti, dove, se non altro, Raicevic si è battuto come un leone, contro una difesa non solo di categoria, ma super attrezzata.

 

Anche stavolta, purtroppo, non ricordiamo una sola parata del portiere ospite. L'emblema di questa gara è stato, anostro avviso, lo straordinario assist di Paulinho per l'ultimo gol di Mokulu.

 

Appunto, Paulinho, giocatore di classe sopraffina, è stato uno dei tanti acquisti di categoria (super) della Cremonese di Tesser.

 

A protagonisti di tale stoffa noi, purtroppo, replichiamo col solo Vives e poco altro.

 

Comunque andando contro ogni logica, e sforzandoci di vedere ancora il bicchiere per un ventesimo pieno, noi aspettiamo il fatidico quinto-sesto turno prima di dare un giudizio netto e definitivo, sperando di racimolare, tra Brescia, Salernitana e Palermo qualche punto.

 

La cronaca sarebbe densa, ma solo da parte lombarda. Quindi limitiamoci ai gol e poco altro, ad esempio, l'infortunio a Jidayi che deve uscire dopo 28 minuti con la caviglia sinistra malconciata: e per la Pro  sono guai davvero seri.

 

Dunque la cronaca in pillole.

 

Dopo otto minuti in cui la palla non era mai uscita dalla nostra area, ma proprio mai, Pesce spara da lontano un sinistro che trova l'involontaria, ma decisiva, deviazione di Legati. Nobile non ci può nulla.

 

Al 20' l'assurdo rigore del portiere della Pro su Mokulo, non visto dall'arbitro e, clamorosamente, dal segnalinee. Buon per noi. Al 37' Nobile è invece bravo a intervenire su un grande destro ancora di Mokulu, ma, sul prosieguo dell'azione, Brighenti anticipa una difesa di statue di cera e tocca nel sacco.

 

Partita finita. Potrebbe essere 0 a 3 proprio allo scadere, ma l'arbitro annulla un gol regolare, indovinate un po', ancora di Mokulu per un fallo sul portiere che non c'era.

 

Nella ripresa, Rovini per Polidori e poi Vajushi per Altobelli. Insomma, si gioca alla Ventura (con la V maiuscola, ma ci sta anche minuscola). Raicevic si batte come un guerriero, ma, all'80, Cavioni, marcata da nessuno, inventa una girata al volo alla Belotti, che fa secco il di nuovo incolpevole Nonile. Poi,finalmente Firenze trova un guizzo dei suoi e Canini lo stende:  lo stesso Firenze trasforma il rigore. Ci pensa però Monkulu (chi l'avrebbe mai detto ?) a ristabilire il giusto scarto di gol sfruttando un assist da cineteca di Paulinho. E notte fu.

 

LE PAGELLE.

 

NOBILE: Incolpevole su tutti i gol, si esibisce in un galleria di orrori, più che di errori da antologia, compreso un intervento da wrestling su Mokulu. Graziato dall'arbitro, non da noi: 4

 

LEGATI. Va spesso in confusione. Mokulu è un incubo per lui come per tutta la retroguardia: 5

 

JIDAYI. Scalognato, esce dopo 28 minuti per un infortunio alla caviglia sinistra, che temiamo essere serio: S.V.

(Dal 28' KONATÉ: assiste da spettatore, come i suoi compagni di retroguardia, alla zampata di Brighenti e alla semirovesciata-capolavoro di Cavion: 5)

 

 

BRUNO: Schierato a sorpresa da Grassadonia viene preso in velocità dagli avanti grigiorossi: 5

 

GHGLIONE: Un paio di cross eccellenti, poi il nulla: 5+

 

ALTOBELLI: Il solito furore agonistico, ma la lotta con il centrocampo avversario è impari. Sbaglia a beccarsi con il pubblico quando Grassadonia lo sostituisce con Vajushi: 5

 

(Dal 57' VAJUSHI:  Si impegna, ma non cava un ragno dal buco con i suoi guizzi evanescenti: 5)

 

VIVES: Pur in netta crescita rispetto ad Ascoli, non riesce né a contenere gli avversari, né ad ad accendere i compagni. Predica, come si dice, nel deserto: 6--

 

FIRENZE: Per lunghi tratti assente ingiustificato, ha almeno il merito di scagliare verso Ujkani l'unico tiro decente del pomeriggio nonché di procurarsi e trasformare il rigore. Di questi tempi, non è poco: 6---

 

MAMMARELLA: Mette un paio di cross decenti, e combina poco altro, non riuscendo quasi mai ad arginare la manovra preponderante degli uomini di Tesser: 5

 

POLIDORI: Chi l'ha visto? Noi mai: 4,5

 

(Dal 46' ROVINI: Tanta generosità, ma risultati mediocri: 5)

 

RAICEVIC: Si batte davanti e dietro: gira fuori di un metro, di testa, un prezioso cross di Altobelli nel,p primo tempo e si vede neutralizzato un geniale spunto, nella ripresa, da un grande anticipo di Arini: 6+

 

GRASSADONIA: Quando una squadra viene presa a pallate, il primo responsabile è l'allenatore. Si rimbocchi le maniche e cerchi di tirarci fuori in fretta dalle sabbie mobili: 4

 

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