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17/10/2015 - Vercelli Città - Mondi Vitali

PRO VERCELLI 2, VICENZA 1 - Alla faccia di chi, nel calcio, non crede alla Cabala

Ricapitoliamo.



PRO VERCELLI 2, VICENZA 1 - Alla faccia di chi, nel calcio, non crede alla Cabala
Pro Vercelli Vs. Vicenza, 17 ottobre 2015 - Stadio Silvio Piola Vercelli - Foto di Andrea Cherchi g.c.

( enrico de maria ) - Per qualcuno la Cabala è pura superstizione.

Ma nel calcio funziona.

Ricapitoliamo.

Lo scorso campionato, di questi tempi, la Pro va al Menti di Vicenza.

La squadra di Scazzola è in zona playoff, mentre i berici sono in crisi nera, ma hanno un nuovo allenatore.

E la "prima" di Marino è subito vincente: i bianchi perdono per 2 a 1.

Passa appunto quasi un anno.

E si arriva a questo pomeriggio.

Il Vicenza, ancora di Marino, arriva al "Piola" imbattuto.

La Pro ha subìto quattro ko di fila e ha cambiato mister: Foscarini è subentrato a Scazzola.

In fase di presentazione ricordiamo tutte queste cose, e la Cabala funziona: vince la Pro del neo allenatore con lo stesso punteggio del Menti: 2 a 1.

Ma c'è di più: il primo gol è di quell' Ettore Marchi che aveva segnato l'ultima rete in campionato proprio contro il Vicenza, al "Piola" nell'aprile dello scorso anno.

Esaurito il preambolo dei segni e degli astri, diciamo che la Pro ha vinto, con merito, e anche con una certa dose di fortuna (alludiamo all' autogollonzo decisivo di Urso) una partita serrata e combattuta, contro una squadra assai forte e malgrado le assenze forzate dei suoi centrocampisti più tecnici: Rossi e Castiglia.

Marchi a parte, il giocatore emblematico di questa partita è Matute.

Il centrocampista camerunense ha due piedi non propriamente educati a trattare la palla, ma un cuore, una generosità, una carica agonistica impressionanti. E' andato a chiudere per 94 minuti su tutti, ma proprio su tutti.

E, al 91' e 30" spintosi in avanti dopo aver arginato l'ennesimo, disperato assalto dei veneti, si è addirittura lanciato da se stesso, come talvolta fanno i rugbisti.

Applausi a scena aperta.

Foscarini non ha snaturato il 4-3-3 scazzoliano, ma l'ha truccato chiedendo a Sprocati e Di Roberto sacrifici mai visti.

In sostanza, la Pro ha giocato con un efficace 4-5-1.

Tutti hanno dato l'anima e il successo, fortissimamente voluto, è stato messo in cassaforte con uno spirito nuovo di abnegazione generale.

La partita, non bella agonisticamente, ha però visto una serie ragguardevoli di azioni da una parte e dall'altra, che hanno scaldato il pubblico del Piola.

Dopo aver penato, e non poco, per venticinque minuti, la Pro l'ha sbloccata proprio al 25' grazie ad un meraviglioso cross di Sprocati, che Marchi ha girato di testa (la sua specialità) alle spalle di Vigorito.

Il Vicenza si è lanciato a testa bassa per pareggiare, ma ha subito lo 0 a 2 in maniera tanto sfortunata quanto incredibile. 

E' accaduto al 42' quando Di Roberto, incuneatosi in area, ha traversato un cross basso, per nulla pericoloso.

Su quella palla da controllare, o almeno da rilanciare con oculatezza, si è avventato Rinaudo che ha colpito fortissimo di destro: la palla ha incocciato una natica del compagno di squadra Urso e il colpo di biliardo non ha lasciato scampo a Vigorito. Ai milanisti ha ricordato un famoso gol vincente al 90', appunto di natica, di Bigon, più di quarant'anni fa, in un derby giocato sotto la pioggia.

Il Vicenza ha incominciato il secondo tempo con un assalto tipo Alamo. Per dieci minuti la Pro non è riuscita ad uscire letteralmente dall'area.

Il gol degli ospiti, meritatissimo, è arrivato al 65', quando il montenegrino Raicevic, in scivolata, ha trafitto  Pigliacelli deviando un cross di Galano. Ma, un minuto dopo, Di Roberto di è divorato un'occasione colossale per chiudere la partita.

L'"ex" Mustacchio si è accentrato dalla destra e ha scaricato un destro fulminante che Vigorito è riuscito a ribattere: la palla si è impennata, andando a spiovere accanto al palo più lontano, dove era appostato Di Roberto. L'attaccante ha colpito di sinistro, da non più di un metro, mancando clamorosamente la porta. Scampato, il pericolo,il Vicenza si è riversato in forcing, ma la difesa della Pro, ben sorretta dai centrocampisti e dagli esterni d'attacco, ha protetto benissimo; è stata anzi la Pro, ad avere una seconda occasione per chiudere la partita, con un contropiede congegnato a meraviglia tra Marchi e Mustacchio: l'ex vicentino ha colpito a botta sicura, ma il portiere gli ha chiuso bene lo specchio della porta.

Dopodiché, ansia in campo e sugli spalti, ma la Pro, guidata da un Matute impressionante, ha retto e alla fine l'urlo liberatorio del "Piola" ha sancito il ritorno al successo dopo la prima di campionato.

Alla faccia di chi, nel calcio, non crede alla Cabala. 

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