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20/07/2012 - Vercelli - Salute & Persona

PROVINCIA - Vivere il parto con il sorriso sulle labbra - A Vercelli e Borgosesia, un modo nuovo di partorire senza troppo dolore - Sperimentati con successo i primi dieci parti

Quello che la mamma deve fare è respirare -30 secondi prima della contrazione- in una mascherina a cui è collegata una bomboletta di protossido di azoto, altrimenti detto “gas esilarante”. Guarda il video in homepage






PROVINCIA - Vivere il parto con il sorriso sulle labbra -  A Vercelli e Borgosesia, un modo nuovo di partorire senza troppo dolore - Sperimentati con successo i primi dieci parti
La Dottoressa Nicoletta Vendola con Patricia, neo mamma che ha partorito con il protossido d’azoto

 



(Sarah Trevisan) - Mettere al mondo un bambino è senza dubbio un miracolo di vita. Dietro ad un lieto evento tanto importante, però c’è, per la donna, la paura del parto e soprattutto del dolore. Per le donne in “dolce attesa”, dal 12 luglio 2012, nei reparti di Ostetricia dell'Ospedale S. Andrea di Vercelli e SS. Pietro e Paolo di Borgosesia è possibile partorire con il sorriso. Come? Grazie all’interessamento del Direttore di Ostetricia e Ginecologia,  Dott.ssa Nicoletta Vendola. Con la delicatezza e la cortesia che la contraddistinguono segue le future mamme ed è un punto di riferimento importante. Conscia del suo ruolo, ha studiato un metodo già molto diffuso in Inghilterra, che riguarda proprio la possibilità di ridurre il dolore durante il parto. Con il supporto poi dell’Asl di Vercelli e del Direttore Generale Federico Gallo, ha migliorato il duro periodo del travaglio. Quello che la mamma deve fare è respirare -30 secondi prima della contrazione- in una mascherina a cui è collegata una bomboletta di protossido di azoto, altrimenti detto “gas esilarante”. È un gas incolore, e se inalato dà effetti euforizzanti, anestetici ed analgesici. Distendendo i nervi, la paziente mantiene comunque il controllo del proprio corpo, ma la scala del dolore è nettamente ridotta, da un 40 fino all’80%, a seconda dei casi. «Si assume per inalazione –spiega la Dott.ssa Vendola- e viene eliminato con il respiro, senza effetti collaterali per la salute della mamma e del nascituro. Non è affatto invasivo. È utilizzato all’Ospedale Careggi di Firenze, alla Clinica Universitaria Mangiagalli e al Buzzi di Milano. Ora, in Piemonte, solo a Vercelli e Borgosesia è possibile questa grande innovazione. In un periodo di crisi per la sanità, questa Asl ha investito per la qualità della vita della donna» Pensiamo al metodo “epidurale”. La mamma si fa fare una puntura lungo la colonna vertebrale. Deve quindi esserci un anestesista ed un ginecologo che seguano tutto l’iter, che non è senza rischi. Ci sono casi di parziale o totale inefficacia della procedura, ed esistono effetti collaterali materni, ma anche fetali. L’epidurale fa anche aumentare poi i parti operativi con ventosa e forcipe. Quando il metodo va a buon fine, la donna è depauperata della sua percezione di “sentire” e quindi non ha l’autostima di avere davvero “dato alla luce” con sacrificio. Ben diverso il metodo del protossido.  


«Respirando il gas esilarante – dice la Dottoressa- la donna ha la gestione del dolore senza perdere il controllo del proprio corpo. È lei l’unica e sola protagonista del parto, in grado di autosomministrarsi il gas, tramite una mascherina che viene tenuta con un braccialettino. Così non c’è nemmeno lo sforzo di dover prendere e appoggiare nulla. Con l’ostetrica, si instaura un rapporto di fiducia e intesa. Il gas esilarante può anche essere utilizzato per effettuare il parto in acqua. Un tubo apposito ne evita la dispersione nell'ambiente, tutelando anche gli operatori. Le mamme sentiranno una strana euforia anche dopo travagli di ore. Non c’è nulla di meglio che accogliere il proprio bambino con il sorriso»

. Anche per i papà, questa procedura è senza dubbio più facile. Sono già stati sperimentati con successo i primi dieci parti con il protossido d’azoto. Tutte lo confermano: dimezza il dolore durante il travaglio e si è più serene durante il parto. Ne dà conferma anche


Patricia, una neo mamma che ieri ha dato alla luce un bel maschietto. Innumerevoli vantaggi e nessuna controindicazioni per la partoriente o per il bimbo, perché il gas non può essere assimilato. Provoca solo un lieve formicolio alla bocca. Per la prima volta, dalla Sala parto non si sentiranno solo urla ma anche qualche risata.

Guarda
anche il video:



http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=1607



Patricia sorride con in braccio il suo bimbo
Patricia sorride con in braccio il suo bimbo
La Dott.ssa Vendola mostra la mascherina: è legata ad un comodo braccialetto
La Dott.ssa Vendola mostra la mascherina: è legata ad un comodo braccialetto
Vicino al letto della sala parto, il gas esilarante
Vicino al letto della sala parto, il gas esilarante
Sala Operatoria per il parto in acqua
Sala Operatoria per il parto in acqua
Molto confortevole la sala operatoria, per mettere a suo agio la gestante
Molto confortevole la sala operatoria, per mettere a suo agio la gestante
La reception del Reparto di Ostetricia
La reception del Reparto di Ostetricia


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