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11/04/2009 - Vercelli Città - Pagine di Fede

PROCESSIONE DELLE MACCHINE - Da 340 anni si rinnova la tradizionale rappresentazione voluta dal Vescovo Michelangelo Broglia







PROCESSIONE DELLE MACCHINE - Da 340 anni si rinnova la tradizionale rappresentazione voluta dal Vescovo Michelangelo Broglia
Il Crocifisso

(Gianaluca Marino) Eccezionale partecipazione di fedeli, ieri sera alla processione delle Macchine, iniziatasi in S.Andrea come da programma alle 20,30 e proseguita poi lungo il consueto itinerario, nonostante la minaccia di maltempo avesse fatto sì che in giornata prendessero corpo le ipotesi di celebrare il rito delle Letture dentro la basilica.



Lo scenario - già affascinante nelle sue espressioni più tradizionali, con le nove "macchine" condotte a spalla dai rappresentanti delle Confraternite - si presentava arricchito dall'originale programma di proiezioni che in Piazza Cavour, sulle facciate della case più antiche, hanno rimandato - in gigantesche diapositive - le immagini di affreschi e dipinti aventi per tema la Passione.


La  “Processione delle Macchine” rappresenta a Vercelli una tradizione secolare e di particolare suggestione che si tramanda dalla seconda metà del XVII secolo, quando il vescovo Michelangelo Broglia (30 luglio 1663 - maggio 1679) istituì la processione del Venerdì Santo. Alle origini della tradizione ogni confraternita possedeva una propria macchina realizzata appositamente per la processione del Giovedì Santo.


La  macchina indica un gruppo statuario che rappresenta un momento della Passione di Cristo anche se originariamente il termine si riferiva alla barella per trasportare gli infermi, poi alla portantina e ancora successivamente al basamento su cui veniva appoggiata la statua fino ad arrivare ad indicare l’intera struttura composta da basamento e statuta.


Le Confraternite sono associazioni, riconosciute dalle autorità ecclesiastiche, costituite da laici credenti, finalizzate a opere di carità o a pratiche liturgiche i cui appartenenti, durante la processione, trasportano le macchine per le vie del centro cittadino.


Prima del 1759 ogni Confraternita portava in processione la propria statua e proprio la sera del Giovedì Santo del 1759 si ebbe per la prima volta il cambio dei confratelli per portare i gruppi scultorei.


Nel 1825 la Compagnia del Santissimo Crocifisso diede vita ad una processione autonoma con la quale gli appartenenti portarono il Crocifisso per le vie di Vercelli la sera del Venerdì Santo.


Con decreto datato 25 marzo 1833, l’allora vescovo Alessandro D’Angennes decise di riunire le due processioni in una sola che si sarebbe tenuta la sera del Venerdì Santo tradizione che è stata tramandata e prosegue fino ad oggi.


Le Macchine reffigurano: “Gesù nell'orto degli ulivi" della Confraternita di Santa Caterina, "Gesù alla colonna" della Confraternita di San Sebastiano, "L'incoronazione di spine" della Confraternita di San Bernardino; "la Flagellazione" (Santo Spirito), "Ecce Homo" (Sant'Anna), "Gesù sulla croce" (Sant'Antonio), "Gesù morto" (Santo Spirito), "L'Addolorata" (Santo Spirito), "La Crocifissione" (conservata in Duomo).


Alcune curiosità. La Macchina dell’Incoronazione di Spine che appartiene alla Confraternita di San Bernardino fu realizzata probabilmente dallo scultore Giovanni Martino Serzano, che enfatizzò molto l’aspetto particolarmente inquietante dei tre giudei che attorniano Cristo; fu donata nel 1734 da quattro membri della Confraternita per una cifra di circa 400 lire.


La Macchina della Confraternita di San Antonio che raffigura Cristo con la Croce è una delle sculture più antiche perché di certo esisteva già prima del 1759 anche se non si sa nulla sull’identità del suo autore. La statua di Cristo che viene raffigurato curvo sotto il peso della croce è alta un metro e cinquantacinque centimetri e nel corso di alcuni restauri, all’impianto scultore originario, sono stati sostituiti la croce e la vernice di copertura dell’intera statua.


La Macchina che raffigura Gesù nell’orto degli ulivi appartiene della confraternita di Santa Caterina che è la più antica di Vercelli e la statua, di cui rimane sconosciuto l’autore, è la più pesante da portare in quanto le statue raffigurate sono a grandezza quasi naturale.

Una confraternita
Una confraternita
Cristo deposto
Cristo deposto
Le originali diapositive poiettate in Piazza Cavour
Le originali diapositive poiettate in Piazza Cavour
Le originali diapositive proiettate in Piazza Cavour
Le originali diapositive proiettate in Piazza Cavour
La delegazione dei Cavalieri del Santo Sepolcro
La delegazione dei Cavalieri del Santo Sepolcro


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