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12/07/2017 - Bassa Vercellese - Cronaca

PRAROLO – La tromba d'aria ha ucciso la sequoia del “Prufisur”

La sequoia è stata abbattuta dal vento impetuoso




PRAROLO – La tromba d'aria ha ucciso la sequoia del “Prufisur”

(g.bar.) Anche una sequoia è stata vittima del furioso tornado che lunedì pomeriggio si è abbattuto sul Basso Vercellese.

A darne notizia sul tam tam internettiano è stato Giovanni Ferraris, presidente della Società Storica Vercellese e professore emerito, già titolare all’ateneo torinese della cattedra di cristallografia.

L’abitazione prarolese del ‘prufisùr’ - così lo chiamano in paese - è circondata da un suggestivo giardino che lui, appassionato anche di botanica, anno dopo anno è riuscito a ricavarsi piantando alberi non sempre comuni e la sua è diventata una dedizione che spesso descrive attraverso il suo profilo tracciato nel regno di Zuckerberg.

Dice infatti oggi su facebook: “Ecco come il temporale di ieri pomeriggio ha ridotto la sequoia. Era stata piantata nel 1975 quando non era più alta di un metro. Ora superava i 20 metri in altezza”. E non è solo stato l’unico guaio, anche sei poi Ferraris si affretta a minimizzare: “Ha solo tirato giù un po' di grondaia. Lo stesso era successo con la quercia il primo di agosto 2008, sull'altro lato della casa”. Infine, assumendosi la colpa: “Mah, forse non avevo preso bene le misure quando le avevo piantate”.

Questo rappresenta in ordine di tempo, l’ultimo capitolo di una lunga serie di idilliaci appunti che Giovanni Ferraris ha affidato al social, sempre corredati da fotografie per descrivere tutto quanto succede nel suo giardino degli incanti, tra flora e fauna.

Tipo: “…a fare concorrenza al calabrone è arrivata la sfinge del galio o sfinge colibrì. Per evitare concorrenza, la sfinge ha lasciato l'agapanto ed è andata a succhiare nettare di buddleia…

E poi: “L'agapanto è ideale per un calabrone in cerca di nettare: può immergersi completamente e succhiare fino a inebriarsi!” ed ancora sorpresa: “seppure a terra, ho rivisto una fegea (amata phegea), in dialetto magnanìn. L'anno scorso neanche una ne avevo visto, e dire che nel passato erano comunissime. Spero di rivedere i maggiolini…

 


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