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04/03/2016 - Bassa Vercellese - Enti Locali

PORTEREMO LA GENTE DAVANTI ALLE PREFETTURE DI TUTTA ITALIA – La decisione shock ad Asigliano alla riunione dei sindaci - Dopo l'ondata di furti, la domanda di sicurezza, prova d'appello per il "sistema" -

Riunione dei sindaci vercellesi colpiti negli ultimi tempi da un'ondata di furti che non tende a placarsi




PORTEREMO LA GENTE DAVANTI ALLE PREFETTURE DI TUTTA ITALIA – La decisione shock ad Asigliano alla riunione dei sindaci - Dopo l'ondata di furti, la domanda di sicurezza, prova d'appello per il "sistema" -


( guido gabotto ) - Si è tenuta ieri sera in quel di Asigliano la riunione dei sindaci dei paesi del vercellese, colpiti da mesi da un'ondata di furti che non sembra voler diminuire.


Erano presenti: Il vicesindaco di Caresana Elio Binelli, il sindaco di Lenta, Giuseppe Rizzi, Sindaco Di Formigliana Antonio Ruffino, il sindaco di Ronsecco Valentina Carenzo, il sindaco di san Germano Michela Rosetta con il vicesindaco Maurizio Bosco, il sindaco di Collobiano Claudia Mognato, il sindaco di Rive Andrea Manachino, il sindaco di Moncrivello Massimo Pissinis, il sindaco di Stroppiana Giuseppino Carenzo e il sindaco di Buronzo Emiliano Giordano.


Convitato di pietra il Sindaco di Salasco Doriano "cuor di leone" Bertolone. Che nei giorni scorsi si era dissociato dalla "linea" della stragrande maggioranza dei suoi colleghi, annunciando che non avrebbe mai più preso parte a trasmissioni televisive.


Ieri sera non si è fatto vedere perché -  si dice - temeva di essere criticato. Ci sta.


Ma andiamo con ordine.


Ha tutte le sembianze, ormai, di un vero e proprio “movimento”.


Non è difficile intravedere nella fisionomia di quello che sta prendendo forma, l’embrione di qualcosa che potrebbe essere una novità vera non tanto o non solo nella politica, ma soprattutto nelle dinamiche di una relazione difficile tra cittadino ed Istituzioni.


Loro sono il punto di riferimento sicuro e credibile della loro gente. Quella che è la “popolazione amministrata” può avere perso la fiducia in chiunque, ma la conserva nel proprio Sindaco.

***

Piaccia o non piaccia, l’istituzione comunale è – è sempre stata e si è sempre saputo,  solo che si sia frequentata anche solo la terza elementare degli studi di politica – quella più vicina alla gente.


Vicina non solo per il fatto che sia a portata di mano (lamentela), ma proprio perché reputata affidabile: si sa – soprattutto di questi tempi – che  il Sindaco fa tutto quello che può per affrontare i problemi.


Poi è vero che a qualcuno di loro qualche volta vengono manie di grandezza e pensa che da grande potrà fare magari l’Ammiraglio, ma non sono queste piccole tentazioni umane sempre in agguato e sempre dietro l’angolo a modificare e comunque rendere meno cogente la struttura di un rapporto fiduciario che nasce “dal basso”.

***

Questo finchè “dal basso” si concepiranno ed intenderanno i processi virtuosi di una democrazia difficile, ma compiuta.


Perché se e quando qualcuno vorrà ritornare a figure simili ai Podestà, allora liberissimo di non tenere conto di tutto questo.


Non che ne siamo lontani, del resto, se è vero che per eleggere  un deputato ora non bisogna attendere di sapere quante preferenze “dal basso” il candidato abbia preso, bensì in quale posizione nella lista il suo capataz di partito lo abbia – dall’alto - collocato: è tutto più semplice e c’è meno stress.


Ed a qualcuno piace anche.


Però intanto la gente si rivolge a loro, ai Sindaci.


Che in questa particolare ora sono destinatari di un messaggio preciso e chiaro: il bisogno di sicurezza, uno di quelli fondamentali ( ma ancor più: fondanti ed aggreganti ) espressi da una comunità civile, che deve trovare risposta nelle e dalle Istituzioni, in questo momento di risposte non ne trova abbastanza.


Nei piccoli centri della Bassa Vercellese, ma non solo, un po’ in tutta la provincia stanno arrivando i predoni.


C’è da domandarsi come mai ( i predoni ) non ci avessero pensato prima.


Mica si può rubare solo e sempre negli affollati condomini di Torino, quando a due passi ci sono intere comunità benestanti ed in fondo indifese che pare non aspettino altro.

***

Perché sarebbe sbagliato sottovalutare il Movimento dei Sindaci?


Perché non si può pensare che tutti – almeno fino a quando non si tornerà al Sindaco – Podestà – siano addomesticabili come il Doriano Bertolone da Salasco.


E poi perché, quando anche hai addomesticato il Bertolone di turno, che vantaggio concreto se ne ha?


Che problema reale si è risolto?


Ma non solo: perché loro (i non Bertolone) sono portavoce di una domanda che è autentica.


E’ espressa in modo responsabile.


E’ espressa da persone che sono responsabili.


Sono persone del tutto disponibili – ieri è stato detto in modo non equivoco – a cercare “tra tutte le Istituzioni” non già “la” soluzione, che non c’è, ma “le” soluzioni, cioè il complesso di azioni, nel rispetto dei reciproci ruoli e – si è detto con chiarezza – “delle norme”.


Perché nessuno di loro è un irresponsabile.


Chiedono che le Forze dell’Ordine siano dotate di strumenti maggiori e si stanno preparando a fare anche sacrifici nei loro già massacrati bilanci per dotare ogni comune di maggiori tecnologie di videosorveglianza.


La manifestazione che vogliono organizzare di fronte alle Prefetture non sarà una occasione di ribellione, ma al contrario una – forse paradossale – modalità per cercare un dialogo ancora più stretto e fecondo.

Attenti – sempre – al Terzo Stato.


 


 

Che non è mai stato costituito solo, né in modo prevalente, da fasce deboli o marginali, ma soprattutto dalla borghesia.


Un Terzo Stato cui già si riduce sensibilmente l’assistenza ospedaliera.


Riesce ancora a viaggiare come può con un sistema di trasporto pubblico locale regredito a servizio ottocentesco.


Deve fare i conti con una organizzazione scolastica destinata a desertificare sempre di più le periferie.


Se ora anche la domanda di sicurezza riceve risposte incerte, non è che vi voglia molta fantasia per immaginare come potrebbero evolvere le cose.


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