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12/05/2016 - Vercelli Città - Enti Locali

PISCINE, SI NUOTA (SE VA BENE) NEL 2020 - Pare che siano finiti i conigli nel cilindro del prestigiatore - Articoli salvavita - Luciana dei Segreti all'opera - Quei medesimi disegni.... (barrare l'aggettivo reputato più idoneo)

Sic transit gloria mundi





PISCINE, SI NUOTA (SE VA BENE)  NEL 2020 - Pare che siano finiti i conigli nel cilindro del prestigiatore - Articoli salvavita - Luciana dei Segreti all'opera - Quei medesimi disegni.... (barrare l'aggettivo reputato più idoneo)
Bei tempi

Gli hai salvato la vita!

 

Gli hai salvato la vita!

 

Telefona in Redazione un autorevole esponente della politica renziana che regge le sorti di Palazzo Civico.

 

A cosa allude?

 

Allude al fatto che, pubblicando il  resoconto della riunione segreta di maggioranza del 4 maggio scorso a proposito di piscine

 

Leggi anche le notizie correlate, linkate in alto in questa pagina.

 


avremmo in qualche modo scongiurato il rischio che la maggioranza stessa rimanesse ostaggio di quell’ipotesi invero assai perigliosa, sicchè tanto il proponente (oops) quanto gli attoniti destinatari di quel medesimo disegno…amministrativo si sarebbero appunto salvati.

 

***

 

Per carità, non che ci attendiamo gratitudine.

 

Alcune cose da chiarire restano, peraltro.

 

Per esempio: perché non si dà risposta chiara ai Consiglieri Comunali che lo stanno chiedendo circa la data nella quale la CO & Partners ha presentato la manifestazione di interesse al project di cui al medesimo disegno…tecnico amministrativo?

 

Non è difficile per gli Uffici dire: è stata presentata nella tal data (potrebbe essere il 2 maggio o giù di lì, appena prima che si tenesse la riunione del 4 maggio scorso) o nella tal altra.

 

Ma sembra che tutto sia tenuto sotto maglietto da Luciana dei Segreti.

 

Perché?

 

E chi lo sa?! Mica possiamo sapere tutto.

Poi: se non lo riescono a sapere i Consiglieri Comunali, figuriamoci noi.

 

Ma andiamo con ordine.

 

***

 

Ieri sera, 11 maggio, nuova riunione di uno sparuto gruppo di maggioranza (assente per protesta contro qualcosa tutta Cambia Vercelli) sempre per capire che fine faranno le piscine comunali.

 

In quella sede l’Assessore allo Sport Carlo Nulli Rosso annuncia che si cambia strada rispetto all’ipotesi del 4 maggio.

 

Ora il Comune procederà secondo quanto prescrive il nuovo Codice degli Appalti.

 

Sicchè dapprima si farà uno studio di fattibilità a cura del Comune stesso, avvalendosi eventualmente di progettisti esterni.

 

Questo perché all’interno di Palazzo Civico non ci sarebbero professionalità idonee.

 

E c’è da crederci, perché in un posto dove hanno problemi seri anche ad acquistare 4 (di numero) fusti di cloro, figuriamoci a preparare un progetto di ristrutturazione delle piscine.

 

***

 

Poi, una volta messo a fuoco il progetto, si procederà a sondare il mercato con i dovuti avvisi pubblici e, insomma, si può stare tranquilli (a meno di altre alzate di ingegno) che il sistema delle imprese sarà al corrente che il Comune di Vercelli intende partecipare con un cofinanziamento di 2 milioni di euro alla ristrutturazione.

 

Circostanza che di sicuro interesserebbe una platea vasta di Imprese qualificate che potrebbero presentare offerte vantaggiose per la Stazione appaltante.

 

***

 

Altro elemento a suo modo rassicurante è che tutta la materia torna pienamente nella competenza del Settore Lavori Pubblici e perciò della sua nuova Dirigente Liliana Patriarca.

 

Il che assicura tra l’altro – è non è secondario -  che la questione si svilupperà in un ambiente sano prima di tutto da un punto di vista psichiatrico.

 

Poi anche con le necessarie competenze tecniche.

 

***

 

Circostanza non sempre rilevabile nel corso degli ultimi tre anni, da quando cioè si produsse il vergognoso caso del crollo della controsoffittatura presso la vasca coperta del Centro Nuoto, che è un po’ l’origine di tanti degli odierni problemi.

 

***

 

Giova forse ricordare perché.

 

Abbiamo più volte riportato il video che racconta l’allucinante accesso di quattro fantasisti della Pubblica Amministrazione al Centro Nuoto, il 17 ottobre 2012.

 

Era da pochi giorni successo un evento che si sarebbe potuto tradurre in una tragedia.

 

 

Una Impresa di gestione era letteralmente in ginocchio dovendo affrontare quella emergenza.




I Collaudatori in corso d'opera, Ing. Franco Bertinetti e Arch. Aldo Ferraris (il primo ormai passato a miglior vita, il secondo invece ha ancora Studio in Vercelli alla Via Duomo) asseverarono che questa fascette sarebbero state un "sistema di aggancio antisfilamento ed anticorrosione, specifico per piscine" - testuale tra virgolette).

***

Non va dimenticato, tra l’altro, che quella impresa di gestione, aveva appena finito (dal 2005 al 2011) di investire oltre 800 mila euro in opere di ordinaria e straordinaria manutenzione per riportare un po’ all’onor del mondo le tre piscine vercellesi, diventate veri e propri cessi dopo gli esperimenti giocosi di gestione condotti dalla Giunta Bagnasco nei sette anni precedenti.

 

E – questa è ormai una verità evidente – quegli 800 mila euro restano comunque gli unici soldi spesi da qualcuno, la Società Gestel  – fatture alla mano - a favore delle piscine vercellesi.

 

Dal 1998 fino ad oggi quando si ciancia di milioni di euro, ma nessuno intanto caccia un quattrino.

 

***

 

Ma torniamo a bomba ed a quel 17 ottobre 2012.


 

Arrivano in piscina Maria Simona Anglesio, Gianni Vercellone, Annamaria Bertola e Giuseppe Catalano.

 

La Anglesio attacca a fare questo discorso:

 


E’ riportato nel video sopra riprodotto, peraltro visionato più mille volte, ma per comodità del Lettore ne abbiamo estrapolato i contenuti più agghiaccianti.

 

Prende la parola la Anglesio:

 

Da un punto di vista convenzionale (sic!) gli interventi manutentivi sono a carico del gestore della piscina” –

 

In via cautelativa, visto com’è la situazione e anche da un punto di vista di prevenzione incendi (le fascette in pvc non sono idonee, nemmeno per questi profili, ndr) scriverò a lui (Vercellone, ndr) dicendo che deve imporle in un tempo breve la rimozione dell’intero controsoffitto”.

 

Perché a questo punto c’è anche la questione prevenzione incendi perché, ci fosse qualsiasi problema (sic!) le fascettature non sono utili non sono idonee”.

 

Dopo di che l’idea era questa (continua sempre la Anglesio) : se i tempi sono così ravvicinati che lei non riesce a farlo.. nella lettera che lui (sempre Vercellone) manderà, in assenza di un suo intervento … a questo punto ragioniamo insieme (prosegue e propone la Anglesio) interveniamo noi come Amministrazione in vece sua e poi ci si rivale su di lei per l’importo economico che spendiamo”.

***

 

Conviene a questo punto precisare quanto segue:

 

quello che macheronicamente la Anglesio chiama “atto convenzionale” è in realtà il contratto di concessione (già citato) che assegna al gestore il termine di 30 giorni dalla data dell’ordine da parte del Comune per adempiere all’esecuzione di opere di manutenzione straordinaria reputate urgenti dall’Ente.

 

Solo se entro detto termine il gestore non provvede allora è surrogato dall’Ente, fatte salve tutte le conseguenti ipotesi di censura e rivalsa.

 

Dunque il bando di gara che è lex specialis assegna al gestore il termine di 30 giorni per adempiere.

 

Ma il disegno della Anglesio e dei suoi tre sodali colleghi è diverso.

 

Propone al  direttore della piscina, di assegnare un tempo minore, quattro giorni, compresi sabato e domenica (dal 19 al 24 ottobre), proprio per metterlo in condizione di non adempiere.

 

E’ infatti ovvio che una tale mole di lavori richieda ben oltre quel breve termine di una settimana.

 

Fu già un fatto importante riuscire – come si sarebbe poi visto -  a procedere nei 30 giorni assegnati dal contratto.

 

 

***

 

Ma si veda come la Anglesio prosegue:

 

Qual  è il ragionamento, cosa significa.

 

Che si può comunque lavorare con una ditta appaltatrice che ha tutti i requisiti di Legge, evitando a lei l’incomodo (si noti che il gestore ha già investito, come detto, oltre 800 mila euro in interventi manutentivi, sempre eseguiti dalle migliori imprese locali, ancorchè nessuna di “fiducia” di Catalano e Anglesio).

 

Fatto l’intervento e verificato il costo, che è un costo contrattualizzato.. credo che ci sia l’interesse dell’Amministrazione a dialogare con lei per venire a capo di questi soldi (…)”.

 

Poi l’incredibile conclusione:

 

Questo sarebbe il modo più gestibile e più garbato tra le parti per riuscire insieme (…) nel rispetto di questa convenzione… Lei può permettersi in un secondo momento di dialogare con l’Amministrazione”.

 

Dialogare di cosa?

***

 

Sicchè i quattro si recano in piscina in esecuzione di un medesimo disegno che i Lettore potrà qualificare con l’aggettivazione che crederà più confacente.

 

Perché il comportamento pare un po’ strano e forse entra in rotta di collisione con alcune previsioni sanzionatorie delle situazioni in cui si violi da parte del Pubblico Ufficiale una norma per recare danno o vantaggio ingiusto ad altri.

 

 

Così, per esercizio, si può barrare la dicitura che interessa.

 

I quattro si recano in piscina, in quel 17 ottobre 2012 in esecuzione di un medesimo disegno...:

 

Primo caso: di un medesimo disegno tecnico amministrativo;

 

secondo caso: di un medesimo disegno virtuoso;

 

terzo caso: di un medesimo disegno (altro, a piacere) …………… .

 

***

 

Ma, a prescindere dall’aggettivo che poi si sceglierà, resta il fatto che da quel momento in poi il Comune di Vercelli intraprende la disperata strada “negazionista” sulla presenza in piscina di vaste superfici in amianto.

 

Sarà proprio la insensata volontà di non riconoscere questa evidenza che renderà praticamente impossibile procedere a soluzioni che assicurino – mentre si lavora – di non fermare l’attività degli impianti.

 

Perché forse, nella testolina di Anglesio, Vercellone, Bertola e Catalano, poteva albergare l’idea che tanto gli Utenti, tanto il Personale del Gestore, tanto, infine – si permetta – il direttore della struttura che aveva l’ufficio proprio con le lastre di amianto a un metro e mezzo sopra la testa, corressero dei rischi folli solo perché al Comune di Vercelli non garbava riconoscere di avere preso – dal 1987 in poi – una colossale cantonata “dimenticandosi” di tutto quell’amianto esposto ad elevata umidità e con i vapori di cloro corrosivi tipici di un ambiente natatorio.

 

***

Torniamo ai giorni nostri che, come visto, sono figli di quelli di ieri.

 

Dunque, qual è il quadro illustrato nella riunione di maggioranza di ieri sera?

 

Come detto, un quadro con luci e ombre.

 

Le luci: se ne occuperà Liliana Patriarca.

 

La siderale differenza di livello (tecnico) tra la dirigente e l’Assessore allo Sport, unitamente – dicono rumors palatini – ad una certa incompatibilità di carattere sussistente tra i due, faranno sì che, di fatto, le deleghe sulle piscine torneranno nelle mani del Sindaco ed eventualmente dell’ Assessore ai Lavori Pubblici.

 

Sicchè si può stare tranquilli circa la regolarità degli Atti futuri.

 

Poi si spera anche in progetti intelligenti, ma qui, come suol dirsi, tante teste, tante idee.

 

Le ombre.

 

Si sono buttati due anni ad assecondare ancora le fantasie di Maria Simona Anglesio sui project già deliberati dalla Giunta di Andrea Corsaro, con il sostanziale assenso della opposizione consociativa assicurata dal suo “gemello diverso” Gabriele Bagnasco.

 

I fatti di oggi – abbiamo detto - sono figli anche di quella sciagurata scelta operata dai pecoroni che alzavano la mano al loro comando in quel triste 18 dicembre 2013.

 

Ma sono altresì figli della  docilità con la quale per un tempo troppo lungo gli odierni Amministratori si sono lasciati condizionare da funzionari incapaci ed in mala fede.

 

Funzionari che – come abbiamo già detto – hanno problemi seri persino ad acquistare quattro (di numero) fusti di cloro.

 

Sicchè l’ombra più pesante che i fatti proiettano sulla scena è quella dei tempi tecnici necessari perché si torni ad avere una piscina coperta a Vercelli.

 

Se tutto va bene, se ne parlerà nel 2020 inoltrato.

 

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