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09/06/2016 - Vercelli Città - Enti Locali

PISCINE, LA CORTE D'APPELLO CONDANNA IL COMUNE E DA' RAGIONE ALLA GESTEL - Sentenza chiara, ogni responsabilità a carico di Palazzo Civico - I Gestori: la fine di un incubo - L'Attuale Amministrazione non è meno colpevole della precedente

Il Comune di Vercelli è condannato a pagare a Gestel la società di Gestione delle piscine comunali, la somma di oltre 72 mila euro di risarcimento


PISCINE, LA CORTE D'APPELLO CONDANNA IL COMUNE E DA' RAGIONE ALLA GESTEL - Sentenza chiara, ogni responsabilità a carico di Palazzo Civico - I Gestori: la fine di un incubo -  L'Attuale Amministrazione non è meno colpevole della precedente

La Sentenza della Corte d’Appello di Torino, pubblicata ieri 8 giugno 2016 è chiara.

Il Comune di Vercelli è condannato a pagare a Gestel la società di Gestione delle piscine comunali, la somma di oltre 72 mila euro di risarcimento del danno conseguente al crollo della controsoffittatura della piscina, in quella lontana e triste notte del 12 – 13 ottobre 2012.

Giustizia è fatta.

Riepiloghiamo al link seguente alcuni articoli sull’argomento, ma i nostri articoli non possono aggiungere ovviamente nulla alla Sentenza, che è ciò che conta.

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=51484

Della Sentenza riportiamo alcuni significativi stralci.

“Per quanto ampio possa essere il concetto di "manutenzione straordinaria"

desumibile dalle definizioni contrattuali appena richiamate, deve comunque

trattarsi di attività manutentiva nel suo significato intrinseco, vale a dire

finalizzata a porre rimedio all'usura ed al degrado degli immobili e degli impianti

conseguenti alla loro conduzione da parte di Gestel, come ben evidenziato nella

specificazione contenuta all'art. 7: il concessionerio si era assunto il relativo

onere sulla base della situazione di fatto constatabile al momento della

stipulazione del contratto ed esso era entrato a far parte del sinallagma

contrattuale”.

 

E ancora:

 

Fatta tale premessa, nella relazione dell'ATP acquisito e presente nel fascicolo

di primo grado a proposito dell'impianto oggetto di causa l'Ing. Giovanni Ciocca,

alle pagg. 6-7 ha precisato che le doghe costituenti la controsoffittatura erano

sorrette da un'intelaiatura in ferro agganciata a dei tubolari rettangolari in ferro

in parte tramite doppie legature in filo di ferro, ma nella zona ove si è verificata

la sua caduta, con fascette stringi cavo di materiale plastico”.

 

E quindi:

 

Il CTU ha poi ulteriormente precisato che tale materiale, con il passare del

tempo cristallizza; che il fenomeno avrebbe potuto essere aggravato dalla

presenza nell'atmosfera del cloro utilizzato per la disinfezione dell'acqua della

piscina; che non era possibile (N.B.: in particolare, per Gestel) prevedere

l'evento; che un controllo -come quello effettuato nel corso dell'ATP sui

controsoffitti più agevolmente raggiungibili- non avrebbe informato circa la

possibile esistenza di tale impropria legatura impropria”.

 

Sicchè:

 

Richiamando ora quanto si è detto più sopra a proposito della nozione di

"manutenzione straordinaria" rilevante nei rapporti tra le parti (comprendente

non in via assoluta qualsiasi carenza strutturale dell'impianto, bensì quanto

necessario alla sua buona conservazione e utilizzazione, secondo un piano di

lavori annuale da concordarsi con l'Amministrazione Comunale entro il mese di

dicembre precedente l'anno di riferimento) va sottolineato come il crollo sia

quindi stato determinato non da una situazione di ordinaria usura data

dall'esercizio dell'impianto, ma da un vizio genetico derivante da un'erroneo

intervento effettuato dal concedente ante contratto e neppure ragionevolmente

conoscibile ex ante da Gestel, che non avrebbe potuto né valutario

 

preventivamente né, quindi, intervenire per evitare l'evento di danno.

I conseguenti oneri sostenuti dalla società appellante vanno, quindi, esclusi

dalle obbligazioni a carico del Concessionario dovendo, invece, essere ascritti

alla responsabilità del proprietario dell'immobile, tenuto quindi al risarcimento

del danno ex art. 2053 c.c. in favore di Gestel”.

 

Cosi si arriva alla determinazione del risarcimento:

In definitiva, in totale riforma della sentenza di primo grado ed in parziale

accoglimento della domanda di Gestel, il Comune diVercelii va condannato al

pagamento dell'importo di 72.124,36=.

Trattandosi di somma riconosciuta a titolo di risarcimento del danno (e, quindi,

di credito di valore) anche in assenza di espressa domanda tale somma

capitale va maggiorata della rivalutazione monetaria secondo gli indici ISTAT e

degli interessi legali sulle somme annualmente rivalutate”.

***

Il Comune è condannato anche al pagamento delle spese legali per circa 12 mila euro.

La Gestel era difesa dall’Avv. Maria Rita Mottola, mentre il Comune si era a suo tempo costituito contro le legittime richieste del Gestore, con l’Avv. Ludovico Szego.

A nulla valsero le molteplici richieste di pervenire ad una transazione bonaria che Gestel aveva rivolto all’Amministrazione Corsaro, in persona in particolare del Sindaco e dell’Avv. Luigi Michelini, sempre ostili.

***

Un commento da parte della Società di Gestione:

Innanzitutto un ringraziamento veramente sentito all’Avv. Mottola per la cura e la professionalità poste nel seguire la nostra causa.

Siamo stati al cospetto di comportamenti della Pubblica Amministrazione che non esito a definire indecenti, tanto sul piano della competenza tecnica, quanto su quello della buona fede contrattuale.

Non dimentichiamo che si è persino tentato di addossare a noi – al di là dell’aspetto economico – la responsabilità dell’ accaduto e quindi della provvidenzialmente evitata tragedia.

Ci teniamo anche a sottolineare che la attuale Amministrazione non ha minori responsabilità di quella precedente.

Anzi, forse ne ha di più, perché ha insistito nel sostenere tesi che nel frattempo erano state già ampiamente chiarite dal CTU nominato dal Tribunale, tesi le quali deponevano a favore di Gestel nel riconoscere come la Società fosse estranea ad ogni responsabilità”.

Abbiamo subito un danno enorme, ci sono famiglie a suo tempo impegnate nella gestione che hanno patito sofferenze morali e materiali ingiuste e gravi delle quali pure si chiederà conto".

***

Non va poi dimenticato che la responsabilità dei vari Dirigenti quali Maria Simona Anglesio e Gianni Vercellone ha portato il Comune a spendere in consulenze, gare strane, perizie, una somma circa doppia rispetto a quella che ora il Comune è condannato a pagare.

Tutto questo per avere le piscine chiuse.

Non mancheremo di tornare sull’argomento.

 

 

 

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