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14/06/2016 - Vercelli Città - Enti Locali

PISCINA ENAL, PREVISTA PER IL 10 GIUGNO (E RIDIAMO) L'APERTURA STA SLITTANDO - Mistero un po' meno fitto sulla agibilità del solarium - Ma le cose si complicano - E, in caso di apertura, costo di 4 euro a persona

Per carità, non che le garrule dichiarazioni rese dall’Irrecuperabile si fossero prese sul serio: la piscina Enal aprirà il 10 giugno.


PISCINA ENAL, PREVISTA PER IL 10 GIUGNO (E RIDIAMO) L'APERTURA STA SLITTANDO - Mistero un po' meno fitto sulla agibilità del solarium - Ma le cose si complicano - E, in caso di apertura, costo di 4 euro a persona
La piscina Enal ieri 13 giugno 2016

Per carità, non che le garrule dichiarazioni rese dall’Assessore "competente" si fossero prese sul serio: la piscina Enal aprirà il 10 giugno.

 

Bum.

 

Eppure qualche Collega, in buona fede, le aveva con animo compassionevole raccolte e pubblicate.

 

Poi è andata "bene" che il tempo e brutto e così la cosa passa un po’ in seconda battuta.

 

Ma a proposito della piscina (dell’unica vasca, all’aperto,  che questa Amministrazione sia riuscita a tenere in esercizio, di otto che ne ha la città) Enal le cose sono forse più complesse di quanto non apparissero qualche settimana fa.

 

Ma andiamo con ordine.

 

Il bando di gara per l’affidamento trimestrale è chiaro: non si può usare il solarium, a meno che non si pongano in essere misure di sicurezza.

 

Dunque, secondo l’atto sottoposto ai Concorrenti, il solarium non è comunque agibile, salvo realizzare misure di contenimento del rischio, non già di eliminazione delle cause per cui il rischio si manifesta.

Particolare di non secondaria importanza.

 

***

 

E la persona di buon senso si domanda: ma perché il solarium (componente essenziale della struttura, anche al fine di valutare l’economicità dell’intervento e quindi la congruità dell’offerta) non è (sarebbe) agibile?

 

Mistero fitto.

 

A proposito del quale a Palazzo Civico si tenta  la consueta cortina fumogena.

 

Nessuno dice in Comune – anche eludendo le formali richieste di accesso agli Atti che sono state avanzate, quindi mettendosi (di nuovo) in condizione di ricevere censure – dice perché mai il solarium non dovesse essere agibile.


***

 

Quindi si deve dare ascolto a rumors palatini i quali riferiscono che un bel giorno nella Primavera scorsa un drappello costituito da tre tra i più incorreggibili fallocefali della compagnia si sia recato a fare un sopralluogo e qualcuno dei tre abbia detto agli altri qualcosa del tipo:


vardè, matoch, che chi sa ‘l droca ‘n testa a quaic d’un al droca tüt ansema.

 

(Trad.: guardate, ragazzi, che qui se cade in testa a qualcuno cade tutto insieme).

 

Che cosa è (sarebbe) a rischio schianto?

 

Si tratterebbe del parapetto che costituisce il perimetro protettivo del solarium.

 

Cioè il Terzetto avrebbe così su due piedi asseverato e verificato che il parapatto può andare giù e così, quale misura precauzionale, avrebbero disposto che il bando recasse l’inibizione in realtà (così pare) mai suffragata da Tecnici abilitati.

 

E la contromisura sempre diposta dal Terzetto sarebbe stata che è meglio non consentire alla gente di salire, perché uno appoggiandosi alla balaustra potrebbe causarne il crollo sulla capa di chi sta sotto.

 

***

 

Già vista così la cosa è surreale, perché i casi sono (solo) due: o la balaustra è pericolante o non lo è.

 

Se è pericolante al punto che basterebbe che uno ( o dieci, non è questo il punto ) vi si appoggiasse per determinarne la rovina al suolo, allora il caso sarebbe molto grave perché un manufatto in queste condizioni è a rischio comunque.

 

Sicchè non basterebbe mettere in sicurezza il terrazzo, ma andrebbe transennata tutta l’area sottostante, in particolare verso il bordo vasca e verso l’ex platea del cinema all’aperto, dove è l’ingresso degli spogliatoi.

***

 

Ma il punto è proprio questo: perché se, invece,  si verificasse che il solarium non era in effetti a rischio, allora è chiaro che i ricorsi sulla già discutibile assegnazione sarebbero assai probabili.

 

E se era effettivamente a rischio, allora è chiaro che bisognerebbe capire chi e perché ha  eventualmente nel frattempo fatto lavori di ristrutturazione (che ad oggi non si vedono) per scongiurare il rischio.

 

Ma se poi i lavori non fossero stati fatti e l’ “imputato” fosse effettivamente il parapetto, è chiaro che occorrerebbe prevedere misure di messa in sicurezza anche delle superfici sottostanti.

 

***

 

Comunque si può stare tranquilli perché c'è chi  si sta applicando con la consueta perspicacia.

 

Ma soprattutto: perché in Comune nessuno dice apertamente qual è il problema?

 

E le azioni che sono in corso per (eventualmente) risolverlo, tanto più se le cose stessero (ed è improbabile) diversamente da ciò che abbiamo capito noi cercando di drizzare le antenne?

 

***

 

I problemi – secondo fonti accreditate - non finirebbero qui, ma al momento non possediamo ancora completi riscontri per cui preferiamo non mettere inutilmente pulci nelle orecchie, che di pulci, zecche e pappataci ne hanno già come un piccolo raccoglitore entomologico.

 

***

 

Resta una considerazione di fondo: più questa Amministrazione si applica al campo natatorio da una prospettiva che sia diversa da quella del semplice bagnante, meno a Vercelli si nuota e più crescono i costi per la collettività.

 

Basti un esempio.

 

Tenere in esercizio la vasca maggiore dell’Enal costerà (costerebbe) quest’anno 25 mila euro.

 

Poiché il valore dell’appalto è stimato in 50 mila euro, c’è da concludere che il numero medio delle presenze nelle scorse Stagioni estive sia stato di circa 6 mila presenze, a stare larghi.

Significa che su 60 giorni utili, si valuterebbe una presenza media di 100 persone al giorno e qualsiasi Utente dell’Enal sa che è difficile raggiungere questo dato – si ripete – medio, da lunedì a domenica.

 

Quindi 25 mila euro divisi per le 6 mila presenze, vorrebbe dire che per ogni presenza effettivamente registrata in vasca il Comune tira fuori un “biglietto” di 4 euro e più.


***

Come finirà?

 

Mah.

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