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08/02/2017 - Vercelli Città - Enti Locali

PIENA DI AMIANTO ANCHE LA PISCINA DI VIA PRATI? - Salta fuori il progetto del 1975 che lo conferma - Ora le verifiche - Questo spiegherebbe la fretta di disfarsene - Tutti gli atti sono nell'archivio del Comune - LE FOTO

La verità viene sempre a galla




PIENA DI AMIANTO ANCHE LA PISCINA DI VIA PRATI? - Salta fuori il progetto del 1975 che lo conferma - Ora le verifiche - Questo spiegherebbe la fretta di disfarsene - Tutti gli atti sono nell'archivio del Comune - LE FOTO

Ecco scoperto l’arcano.


Perché si ha un bel dire, si ha un bel fare, ma la verità presto o tardi viene sempre a galla.

 

Ma andiamo con ordine.

 

***

 

Dunque bisogna sapere che il Comune di Vercelli ha lì una piscina, la storica “Scolastica di Via Prati” che ha bisogno di una sistemata.

 

E’ del 1975 ed è chiaro che – allora – non pensavano a costruire il bagno per i disabili, la sala medica, facevano solo pochi piatti doccia (3) per i maschietti (è scolastica) e per le femminucce e così via.

 

Poi cambiano i tempi, cambia la destinazione d’uso, e soprattutto cambiano le norme anche sull’uso in edilizia (specie se pubblica) del fibrocemento, dell’amianto.


Le foto delle pagine che parlano di amianto a fondo pagina.

 

***

 

 

E cambiano, soprattutto nel corso degli ultimi 5 anni, le opinioni del vari Assessori e Sindaci.

 

Perché – ad un certo punto – il gestore del tempo, la società Gestel, nella sua innocenza, dice qualcosa del genere: ma se invece di mettere dei tacconi qua e dei tacconi là facciamo una bella ristrutturazione generale?

 

Aggiungendo una bella vasca idroterapica in modo realizzare una sinergia con i Fisioterapisti dell’Asl che è a due passi?

 

Tutti in un primo tempo dicono “sì”, che bello, poi dopo un po’ che ci riflettono incominciano le cose surreali.

 

Celebre l’Assessore allo Sport (e ridiamo) di Andrea Corsaro, Giovanni Mazzeri, che fu il primo ad invocare l’abbattimento della struttura perché avrebbe avuto “ i muri vecchi ”.

 

Poi anche la presente Amministrazione prima vuole recuperare la piscina, poi a fine anno 2016 si cambia idea e di nuovo: bisognerà abbatterla.

E poi magari diamo il (solo) diritto di superficie (così nella riunione di lunedì sera al Pd, come vedremo meglio) ad un privato che se la smazzi lui.

 

Non ristrutturiamo noi – Comune -  che abbiamo già fatto tanto per Via Baratto.

 

***

 

Ma soprattutto, perché un progetto di ristrutturazione valutato dal proponente (che semmai ha sempre “interesse” a fare vedere che investe di più, piuttosto che meno) circa 350 mila euro di colpo non è più giudicato congruo?

 

Perché un po’ tutti gli Assessori presunti competenti lunedì scorso ai Consiglieri di maggioranza perplessi hanno detto: ma no, quel progetto non andava bene, servono più soldi.

 

***

 

Ma vediamo intanto chi c’era in quella riunione.

 

Per la Giunta: il Sindaco, Remo Bassini, Carlo Nulli Rosso, Gianni Cau, Michele Cressano, Paola Montano, Mario Cometti.

 

Poi i Consiglieri: Caradonna, Capra, Badij, Fragapane, Gaietta, Peila, Monteleone, Massa, Comella, Campominosi.

 

Parte sparata il Sindaco a sostenere la tesi che si debba dare a qualcuno il diritto di superficie così ci facciano poi un po’ quello che gli pare meglio per realizzare il proprio bel tornaconto.

 

La spalleggia come un cavalier servente d’antan l’ Assessore al Patrimonio Mario Cometti.

 

Ma la parte del leone la fa nientemeno che l’Assessore allo Sport e Impianti Sportivi, Carlo Nulli Rosso, che illustra come il progetto Gestel non andasse bene.

 

***

 

E va bene.

 

Ma perché abbattere la piscina?

 

Perché se non va bene il progetto a suo tempo presentato da Gestel, ne facciano pure un altro che a loro piace.

 

Mica nessuno se la prende.

 

Oppure: perché ristrutturarla costerebbe tanto così (si erano udite nelle settimane scorse cifre folli, anche 800 mila euro)?

 

Si era udito che fantomatici “tecnici” avessero sostenuto che l’operazione non sarebbe stata conveniente.

 

Insomma, si era udita qualsiasi cosa.

 

***

 

E anche lunedì qualche Consigliere dotato di buon senso avrebbe detto qualcosa come: ma questi costi così distanti da quelli previsti dalla Gestel non sarà per caso che lievitano perché anche qui c’è, come al Centro Nuoto, il problema amianto?

 

***

 

Ed i più zelanti giù a dire: ma no, assolutamente, non c’è assolutamente amianto in Via Prati.

 

Che diamine.

 

Anche Gianni (Natale) Cau, pur nuovo di questi incontri in Via Giovine Italia (se Giuseppe Mazzini sapesse…) dice: ma no, ma no, non c’è amianto.

 

Poi si tace riprendendo – l’ora è propizia - la digestione.

 

Non senza – prima - avere ammonito un Consigliere che chiedeva una perizia: ma se i nostri tecnici dicono che è fatiscente e da abbattere, deve bastare così; un tecnico esterno potrebbe costare ed essere perciò foriero di danno erariale.

 

Ma forse dal punto di vista erariale la cosa da monitorare di più sarebbe il gettone che il Cau prende come Assessore: così, almeno, pensano in silenzio alcuni.

Avendo riguardo, tra l’altro, alla parcellona di Coni Servizi per Via Baratto.

 

***

 

La riunione tratta anche altri argomenti d’attualità come la raccolta differenziata.

 

Ma soprattutto si accoglie infine la tesi (è solo facciata, non c’è convinzione) di esperire una nuova previsione di costi per una ipotesi di ristrutturazione.

 

***

 

Ma ecco che nelle ultime ore salta fuori la (molto probabile, ma sono documenti da verificare) verità.

 

La Piscina di Via Prati è piena di Amianto.

 

Chi lo dice?

 

Il Comune.

 

Che il 18 aprile 1975 redige il capitolato d’appalto per la costruzione della piscina, prevedendo che siano in amianto tanto il corpo della vasca, quanto la copertura.

 

E’ detto tutto chiaro nel computo metrico estimativo che nel 1975 è stato inserito nel capitolato d’oneri assunto dalla Impresa edile che l’ha realizzata (per 112 milioni delle vecchie lire, impiegando 240 giorni per completare l’opera).

 

***

 

Per ora abbiamo le foto parziali, visibili in formato espanso al termine di questo articolo.

 

Che sembrano peraltro attendibili.

 

Ora bisognerà acquisire il documento completo.

 

Poi verificare che (eventualmente) la piscina non sia stata, negli anni scorsi, oggetto di bonifica.

 

Quindi ancora verificare che sia o non sia iscritta al Registro tenuto presso l’Asl dove è obbligatorio – dal 1994 - iscrivere gli immobili pubblici contenenti amianto.

 

E se queste verifiche dovessero risultare negative, è assai probabile che chi ha sbagliato ne dovrà rispondere.

 

***

 

Le verifiche sono necessarie soprattutto perché è chiaro che – in caso di presenza di amianto da bonificare – i costi per la ristrutturazione effettivamente potrebbero lievitare fino a raggiungere la somma di cui si è parlato (circa 8 – 900mila euro) altrimenti incomprensibile.

 

Poco male, dal punto di vista del futuro dell’impianto: è solo questione di soldi.

 

E, in ogni caso, la metà sarebbe pagata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli.

 

 

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