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19/03/2016 - Bassa Vercellese - Cronaca

PEZZANA, ALTRA NOTTE DI FUOCO - Porte sfondate a mazzate - I predoni entrano in due case con la gente dentro - Attivi anche in 'prima serata' - A colpo sicuro cercano e trovano la cassaforte - Basisti in paese

nei nostri paesi non è che abitino sempliciotti qualsiasi






PEZZANA, ALTRA NOTTE DI FUOCO - Porte sfondate a mazzate - I predoni entrano in due case con la gente dentro - Attivi anche in 'prima serata' - A colpo sicuro cercano e trovano la cassaforte - Basisti in paese
Da Google Maps - Nel riquadro il Prof. Giovanni Rosso nei tradizionali paramenti della Confraternita


( guido gabotto ) - Ancora una notte di fuoco, quella appena trascorsa (tra venerdì 18 e sabato 19 marzo 2016) a Pezzana.


I predoni hanno deciso di razziare  di nuovo il paese, arrivando a colpire, nel giro di un’ora e mezza, due abitazioni dove stavano tranquillamente altrettante famiglie, che si erano ritirate in casa dopo cena.


Tutto è accaduto tra le 21 e le 23.

***

Partiamo, per una volta,  dalla fine.


La seconda casa ad essere stata presa di mira dai ladri è stata quella di persone notissime e non solo in paese, ma in tutta la provincia.


Si tratta del Prof. Giovanni Rosso che, con l’amico di una vita Prof. Giuseppe Sicheri, ha condiviso la carriera di insegnante all’Istituto Tecnico Agrario per poi fondare la celebre “Confraternita del vino e della panissa”, luogo di elezione per la diffusione della cultura e della Tradizione locale, legata ad una enogastronomia sapiente, che sa fare memoria della nostra storia.


Rosso abita con la moglie Cristina, con sua madre e con il più giovane dei suoi figli, quello che vive ancora in famiglia, al civico 54 di Via Fietti.


Nella tarda serata di ieri, erano passate da poco le 23, la famiglia era in abitazione, quando si avvertono rumori sospetti.


La prima a capire che qualcosa non funziona è la nonna, che si trova al piano terreno.


Poco dopo è il cane che abbaia ed allora tutti vanno a vedere cosa non va.


I malviventi si rendono conto di essere stati sorpresi e per fortuna si danno precipitosamente alla fuga, non prima di avere razziato ciò che riescono: soldi nella borsetta di Cristina, la playstation.


Un brutto spavento.


Uno dei tanti di questi tempi.


La famiglia Rosso pare testimoniare come sia forse meglio abbandonare certe riduttive rappresentazioni del fenomeno (semmai fossero state così concepite)  che pure sembra di avere talvolta così udite.


Anche perché nei nostri paesi non è che abitino sempliciotti qualsiasi. E comunque anche i sempliciotti hanno diritto a stare sereni in casa propria.


I Rosso sono imprenditori agricoli, professionisti, gente di cultura medio alta, preparata, prudente, che di sicuro non ha molto da invidiare – quanto ad adesione all’idea di una “modernità” difficile in questa travagliata fase della nostra storia  - a tanti altri.


E’ dura andare a dire loro che dovrebbero stare più attenti.


Stanno già attenti quel tanto che dovrebbe bastare.


Hanno anche cercato di aiutare gli Inquirenti acquisendo un repertorio fotografico “post – evento” di sicuro interesse.


***

Come stanno attenti anche i componenti dell’altra famiglia, quella di Corso Nuova Europa, che poco prima, alle 21,30 circa, si vedono fracassato l’uscio di casa (rinforzato e ben chiuso) con una mazza ferrata che non lascia spazio agli equivoci: i predoni sono gente che sa il fatto proprio e che va a colpo sicuro.


Solo un miracolo ha evitato che entrassero in contatto con i malviventi.


Una bimba aveva dimenticato il ciuccio a casa loro ed erano andati a riportarlo. 


O qualcosa del genere. Non vogliamo dire di particolari che potrebbero  disturbare le indagini.

In quel breve lasso di tempo accade di tutto: spaccano a mazzate le difese, arrivano alla cassaforte e spaccano pure quella.


Rubano i pochi gioielli di famiglia, la collana della madrina, poi qualche euro, i risparmi accantonati da un figlio.


Anche in questa casa, quanto a sempliciotti stiamo a zero.


E’ gente che ha scelto di abitare in paese perché si sta di sicuro più tranquilli di quanto si stia in città.


Ed i predoni, che altrettanto certamente hanno basisti in paese, lo sanno bene.


***

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