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14/01/2021 - Vercelli Città - Economia

PALLET, I DOCUMENTI DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI - Commentati da Gian Luca Borasio - Ha deciso la politica, gli Uffici della Provincia hanno preparato le cose in barba agli approfondimenti più ovvi

Manca qualsiasi tentativo di farsi assistere da ditte specializzate, proprio per acquisire modelli previsionali fondati sui requisiti tecnici degli impianti. Ma veramente si crede che nessuna ditta specializzata sia in grado di fare una simile analisi visto che è nota la matrice del materiale impiegato (legno di scarto, ndr)?



PALLET, I DOCUMENTI DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI - Commentati da Gian Luca Borasio - Ha deciso la politica, gli Uffici della Provincia hanno preparato le cose in barba agli approfondimenti più ovvi
A sinistra Gian Luca Borasio - A destra un rendering dello stabilimento proposto da Atena Asm Iren

Come anticipato ieri, possiamo pubblicare gli Atti più importanti collegati alla riunione del giorno 21 dicembre scorso, della “Conferenza dei Servizi”, l’organismo provinciale che decide le autorizzazioni per insediamenti (in questo caso industriali) aventi un impatto ambientale.

qui il verbale della riunione 

qui il parere di Arpa

qui il parere dell’Asl di Vercelli

 

Si tratta della cosiddetta V.I.A. – appunto, valutazione di impatto ambientale.

L’argomento è noto, l’autorizzazione ad insediare in territorio comunale di Vercelli, in Via Libano, vicino alla Motorizzazione Civile ed in terreno attiguo a quello del Centro Multiraccolta2, la “fabbrica dei pallets”, di Atena Asm Iren.

Cioè uno stabilimento industriale che parta dalla lavorazione di legno di scarto raccolto in tutta la Pianura Padana, tritandolo poi (da qui “trucioli”) per produrre pallets.

Quanto legno di scarto portato qui da Iren?

Circa 110 mila tonnellate l’anno.

***

Il “tavolo” è presieduto dal Dirigente del Settore Ambiente della Provincia, Piero Gaetano Vantaggiato.

Sempre nei giorni scorsi – ma la realtà era emersa appena conclusa la riunione del 21 dicembre –  si è capito che la Provincia avesse deciso mettendo in secondo piano il parere di Arpa e dell’Asl di Vercelli, che avevano rilevato notevoli criticità del progetto.

A partire dalle emissioni in atmosfera e soprattutto alle emissioni “odorigene”, cioè la puzza che lo stabilimento può diffondere nell’area, poi trasferita fin dove il vento può portarla.

***

La lettura dei documenti è impegnativa, ma vale la pena dedicare un po’ di attenzione e fatica ad un argomento che rischia di incidere negativamente sulla qualità della vita.

Laddove la nozione di “rischio” è collegata al fatto che, alla fine, lo stabilimento poi si faccia o no, perchè non è detta l’ultima parola.

Gian Luca Borasio ha esaminato per i nostri Lettori questi Atti e rilascia il commento che riportiamo integralmente.

Vale la pena di ricordare che Borasio vanta un curriculum di assoluto prestigio come Amministratore di grandi Aziende, non solo nazionali, operative nel settore energetico.

Per un triennio, è stato anche nel Consiglio di Amministrazione di Atena Asm, nominato dal Comune di Vercelli su indicazione di SiAmoVercelli.

Ecco il parere di Borasio.

Ho letto il verbale che, in modo quasi imbarazzante, non autorizza per via tecnica questo impianto, ma per via politica.

Emerge tutta una preparazione dei vari uffici provinciali affinché fosse rilasciata l’autorizzazione, in barba agli approfondimenti più ovvi.

Tutto si sposta sull'odore secondo l'allarme di Arpa rimandando al funzionamento dell'impianto la verifica dell'impatto.

Già, ma a quel tempo la frittata sarà fatta.

Non c'è storia, non ci sono precedenti che aiutino a studiare soluzioni tecniche e statistiche, su un impianto di questo genere.

Stiamo, dunque, affrontando una questione di tipo sperimentale, ma facendo un vero e proprio e, soprattutto, dichiarato, salto nel buio.

Le analisi propedeutiche alla costruzione, infatti, non si è in grado di eseguirle: si approva per fede.

Manca qualsiasi tentativo di farsi assistere da ditte specializzate, proprio per acquisire modelli previsionali fondati sui requisiti tecnici degli impianti.

Questo la dice tutta sulla capacità (o volontà) degli uffici provinciali.

Ma veramente si crede che nessuna ditta specializzata sia in grado di fare una simile analisi visto che è nota la matrice del materiale impiegato (legno di scarto, ndr)?

Nel lavoro della Provincia, non si vede nemmeno nessuna nota sulle emissioni del traffico veicolare (i camion per portare a Vercelli il legno di scarto e per portare a destinazione i pallet prodotti, ndr) indotto dall'impianto, ma solo prescrizioni sulla viabilità e realizzazione di inutili piste ciclabili e barriere verdi.

Si avrebbe la pretesa di presentare queste opere (alberelli e piste ciclabili, ndr) come idonee per l'impatto ambientale. 

La Provincia pare agire come Ponzio Pilato: se ne lava le mani.

Non c’è che “ringraziare” tanto il Presidente della Provincia, Eraldo Botta, quanto il Sindaco di Vercelli, Andrea Corsaro.

Egregio Signor Botta e caro Sindaco, quando tornerete a svolgere solamente la vostra attività professionale, molta gente, io per primo, ve ne sarà molto grata”.

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