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07/09/2012 - Borgomanero e dintorni - Economia

NOVARA E VCO - Per le operazioni di concentrazione del mais, gli agricoltori fanno appello al Comune

Si è parlato anche di siccità e e dei danni provocati dai selvatici: tema, quest’ultimo, che ha visto la condivisione circa le ultime iniziative messe in campo da Coldiretti






NOVARA E VCO - Per le operazioni di concentrazione del mais, gli agricoltori fanno appello al Comune
Agricoltori all’opera

“Gli imprenditori agricoli della sezione intercomunale Coldiretti di Suno sono pronti a gestire direttamente l’uso della piazza per i pochi giorni necessari alla concentrazione del mais: è un’idea che lanciamo al Comune, sicuri di trovare negli amministratori la necessaria sensibilità ad approfondire il tema. Siamo pronti a costituire un’associazione temporanea di imprese, sia per gestire la concentrazione stessa, sia per trovare nuovi canali per la successiva commercializzazione del mais”.



La richiesta giunge dai titolari d’impresa agricola del territorio, rappresentati dal presidente della locale sezione intercomunale Coldiretti Luciano Brigatti. A porla è lui stesso al termine della riunione zonale che, ieri sera, ha riunito in Comune decine di imprenditori: La concessione della piazza per la concentrazione del mais era sempre stata accordata negli scorsi anni ad un soggetto terzo commerciante. Precisiamo che la richiesta dell’utilizzo è solo per pochi giorni l’anno, coincidenti con il periodo del raccolto: va da sé che, se così non fosse, l’agricoltura e le imprese del territorio sunese si troverebbero fortemente penalizzate, in quanto prive di un punto pubblico per poter effettuare la concentrazione del mais: si tratterebbe di una soluzione transitoria, che richiede per il prossimo anno, nei dovuti tempi e modi, soluzioni diverse”.


Come detto, il tema è stato affrontato nella riunione zonale di Coldiretti, svoltasi ieri sera con la presenza del direttore della federazione interprovinciale Gian Carlo Ramella e del segretario di zona Aldo Isotta.


Un incontro che ha visto la partecipazione di decine di imprese agricole e che ha rappresentato un momento di forte confronto sindacale anche sugli altri temi centrali del periodo: si è fatta un’analisi sulle prospettive del mercato (con particolare riferimento alla filiera del latte e a quella dei cereali), mentre – a livello organizzativo – sono state illustrate le riforme strutturali che stanno interessando la federazione Coldiretti, con il varo di nuovi servizi specifici per le imprese.


E’ stato altresì affrontato il problema della flavescenza dorata della vite, con particolare riferimento all’ordinanza regionale che impone di estirpare le piante completamente colpite ed eliminare i tralci con sintomi di viti solo in parte colpite: un provvedimento che, per Coldiretti, “deve essere rispettato alla lettera per evitare una recrudescenza della malattia in una zona dove la viticoltura è di importanza strategica, quale appunto l’area di Suno e dei vicini comuni collinari”.


Ancora, è stato affrontato il tema degli interventi di contrasto alla diffusione dell’ambrosia, oggetto di un’ordinanza comunale: l’ambrosia è un infestante che, in modo particolare, si sviluppa su i bordi campo, seminativi investiti a cereali autunno vernini (successivamente al raccolto) e su soia, mentre una coltura in che ne mantiene ridotto lo sviluppo è, appunto, quella del mais.


Ancora, si è parlato di siccità e e dei danni provocati dai selvatici: tema, quest’ultimo, che ha visto la condivisione circa le ultime iniziative messe in campo da Coldiretti che, la scorsa settimana, ha tenuto una conferenza stampa in un campo gravemente danneggiato dai cinghiali nella vicina cittadina di Oleggio.


Da ultimo, è stato affrontato il tema dell’estensione dell’area di biosfera del Ticino, argomento circa il quale Coldiretti ha ribadito “l’invito ai Comuni del territorio ad approfondire la questione prima di adottare eventuali delibere di adesione”. In particolareha concluso il direttore Ramella - siamo sicuri che la bontà del “progetto Mab” sia condizionata alla stesura dei relativi protocolli d’intesa, in cui va coinvolto il mondo agricolo come soggetto attivo. Solo dopo sarà possibile, a nostro avviso, formulare una valutazione serena e oggettiva. Nel frattempo, non mancherà da parte nostra la disponibilità al confronto”. 

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