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05/11/2017 - Vercelli Città - Economia

NOI L'AVEVAMO DETTO: CHE SAREBBE FINITA MALE CON IREN NON ERA DIFFICILE IMMAGINARLO - Antonio Prencipe sulla svendita di Atena - Ma come andarono le cose? - Una nostra ricostruzione dei fatti

Lo aveva già previsto il Libro del Siracide



NOI L'AVEVAMO DETTO: CHE SAREBBE FINITA MALE CON IREN NON ERA DIFFICILE IMMAGINARLO - Antonio Prencipe sulla svendita di Atena - Ma come andarono le cose? - Una nostra ricostruzione dei fatti
Nel riquadro Antonio Prencipe

Eh, sì, oggi è il loro momento.

Tutti quelli che, in quel 17 dicembre 2015 dissero no alla svendita di Atena ad Iren, oggi possono ben dire:”Noi l’avevamo detto”.

Ed hanno – da un punto di vista storico – sicuramente ragione.

Ma il punto di vista della Storia – anche della Storia locale, che non è “piccola” perché indaga la vita di comunità che vivono in territori circoscritti – non è l’unico.

Ma andiamo – lo diciamo, questa volta, a noi per primi – con ordine.

***

Bisogna andare con ordine perché è facile, traguardando questa vicenda sollecitati dalla presa di posizione diramata da Antonio Prencipe, il Coordinatore cittadino di Forza Italia, subire le suggestioni provenienti da piani diversi di osservazione della realtà.

Quindi: andiamo con ordine.

E, in ogni caso e come sempre, il testo di Prencipe è riportato integralmente al termine dell’ articolo, sicchè il Lettore che volesse a piè pari saltare le nostre elucubrazioni potrebbe farlo e amen.

Il testo di Prencipe prende ovviamente le mosse, per andare poi ben oltre, dal caso – simbolo di questi giorni: tre ragazzi cui Atena non rinnova il contratto, sono cioè “lasciati a casa” senza che nessuno sappia perché.

***

Non si può affrontare compiutamente l’argomento se non si torna indietro nel tempo.

Abbiamo incominciato a parlarne nel 2013:”Le trattative sono in corso su più tavoli, non ultimi quelli del Bar Jolly”.

Leggi anche:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=45835

Poi a giugno 2015.

Leggi anche:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=62810

***

Perché la decisione di lasciare che Iren si pappasse Atena non nasce certamente nel dicembre 2015.

Vi si arriva per gradi.

Il primo step è nel 2003, quando la Giunta dell’Onesto Gabry, il Sindaco Gabriele Bagnasco, stabilisce che si debba vendere una partecipazione di Atena.

Una parte di azioni corrispondenti al 40 per cento del capitale sociale.

Si fa una gara pubblica come se ne fanno tante, dove uno in gamba può magari indovinare quale sarà il vincitore.

E l’aggiudicazione avviene in capo ad Amag ( la municipalizzata ) di Genova.

Che poi sarebbe diventata l’Iren di oggi.

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=62810

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=45835


Ciò che è avvenuto dopo, non deve essere riguardato soltanto da un punto di vista della cronaca o della Storia, ma della Sapienza.

 

Non è avvenuto altro che non fosse già previsto dal Libro del Siracide:

 

Nulla che non fosse già stato scritto nel Libro del Siracide (13,2):

 

Non associarti ad uno più forte e più ricco di te.
Come una pentola di coccio farà società con una caldaia?
Questa l'urterà e quella andrà in frantumi
”.

 

***

Cioè: è chiaro che se si fa società con uno del mestiere (e tu non sei del mestiere); con uno che ha i soldi (e tu non hai i soldi); con uno che rimane (mentre tu dopo le elezioni passi); e si potrebbe continuare, i Dipendenti, il “sistema” chi vuoi che assumano come riferimento, te Comune che hai il 60 per cento o quell’altro che ha “solo” il 40, ma tutelato dallo Statuto e dai patti parasociali, ma ha un peso ben diverso?

Ha una ben diversa capacità di esercitare un potere condizionatorio il quale di fatto lo rende egemone?

***

Iren in azienda è già egemone con il 40 per cento del Capitale sociale.

***

Ma ci sono anche ulteriori spunti di riflessione.

Il primo: queste operazioni (nel 2003 come nel 2015, a 12 anni di distanza) avvengono solo mentre sono in carica Amministrazioni espressione del Pci o come si chiamava (prima) e del Pd, poi.

Perché il management di Iren è comunque designato da Amministratori locali potenti (Torino, Genova, Reggio Emilia, Parma), che sono espressione di un Pd forte e diretto dal centro.

Per esempio: oggi il Presidente di Iren (dopo Francesco Profumo) è Paolo Peveraro, ex Assessore e Vice Presidente della Regione nella Giunta di Mercedes Bresso.

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Non trovano udienza (ma preghiamo di avere la pazienza di rileggere bene i nostri articoli del 2013 e del 2015) i richiami suadenti che Iren rivolge anche all’Amministrazione di Andrea Corsaro.

Perché il Sindaco che non viene (quasi) nemmeno ricevuto da Andrea Viero (allora Amministratore Delegato di Iren) non vuole cedere.

Ha (di nuovo, come Bagnasco nel 2003) bisogno di soldi perché il Comune è vicino al default (lo avremmo saputo molto tempo dopo, quando Maura Forte fece l’operazione trasparenza) ma sa benissimo che cosa voglia dire cedere il pacchetto di maggioranza.

E resiste e non cede.

E certo che allora Viero si permette anche di ricevere “da in piedi” gli Amministratori Vercellesi peregrinanti fino a Parma per incontrarlo: cinque minuti e via, di nuovo in auto, si torna a Vercelli.

Insomma, chi non si piega, è trattato a pesci in faccia.

Il secondo spunto di riflessione: ma perché il Comune ha sempre questo pazzesco bisogno di liquidità?

Perché nel 2014 si rischiava di nuovo il default, come Alessandria?

E soprattutto: perché non lo si è detto prima?

Si è udito un grido d’allarme – per esempio – da Silvano Ardizzone, Ragioniere Capo? Vice Ragioniere nel 2003 con Gian Piero Anadone?

***

Dunque il disegno di consegnare Atena alla multi utility piemontese, ligure ed emiliana viene da lontano, ma resta sospeso finchè in sella ci sono le Amministrazioni di Centrodestra.

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Poi arriva la Giunta di Maura Forte che ha già (la Giunta) il compito preparato a casa.

Molti sono stati i viaggi di Francesco Profumo a Vercelli nel corso della campagne elettorale 2014.

E il “progetto” è presto riassunto: si vende tutto ad Iren.

Ma Iren non “paga” tutto.

Paga solo quel 20 per cento ( dall’originario 40 all’attuale 60 ) che fa la differenza.

Così – ripetiamo, in azienda è già di fatto egemone, quanto a leadership reale – acquista anche formalmente la maggioranza, di fatto il controllo completo della società, anche se “tira fuori” solo il necessario (circa 15 milioni di euro) per pagare il 20 per cento delle quote.

Quindici milioni una tantum per il controllo di una Azienda che fattura 100 milioni l’anno.

E’ una cosa da non credere, eppure è successa.

Perché è successa?

***

E qui abbandoniamo per un momento le categorie della cronaca, per intraprendere la difficile strada della possibile interpretazione sapienziale degli eventi.

Esercizio cui nessuno deve sentirsi obbligato, è ovvio ed anzi è un genere letterario un po’ da “fissati”, ma, detto questo, proviamoci.

***

Intanto però non dimentichiamo i due punti fermi e “razionali”, messi a fuoco: il vero passo falso e non rimediabile lo fece la Giunta Bagnasco nel 2003.

Le porte della città al Cavallo di Troia si sono aperte allora.

E, poi, il Comune ha di nuovo, nel 2015, un bisogno pazzesco di soldi.

***

Siamo dunque al 2014, quando il management a trazione Pd di Iren farebbe, se potesse, pellegrinaggi a Lourdes per impetrare la vittoria di Maura Forte.

E dopo il ballottaggio dell’8 giugno non si perde tempo.

E se ci si pensa bene, sono tempi davvero da record.

In meno di diciotto mesi e mettendoci in mezzo anche la crisi di Giunta con i SiAmoVercelli, l’operazione è pronta.

Un’operazione che non convince – tanto è grossa – la maggioranza dei Consiglieri Comunali, nemmeno alcuni di “maggioranza”.

Ma infine, pochi giorni prima della data fissata (da Iren, perché se no bisogna rifare certi conti e via discorrendo con motivazioni opinabili) si arriva a raggranellare i voti che bastano (sono solo 14) per approvare in Consiglio Comunale il 17 dicembre 2015.

***

E’ in questo momento che Maura Forte assumeagli occhi del Pd che conta, quello regionale e nazionale – una propria autonoma leadership essendo riconosciuta come interlocutore locale credibile ed affidabile.

***

Dal punto di vista di Iren non cambia poi molto: facevano quello che volevano prima, continuano.

A qualche osservatore pare che qualcuno di loro possa pensare che – acquisito il 60 per cento di Atena – creda di essere diventato l’azionista di riferimento anche del Comune di Vercelli.

***

Vedremo tra qualche momento ciò che vorrà dire questa situazione, dal punto di vista degli equilibri gestionali, della erogazione dei servizi, infine delle tasse che i vercellesi devono pagare e dei costi che deve sostenere il Comune.

Comune che – non va dimenticato – destina ad Iren qualcosa come il 30 per cento del proprio bilancio.

Destina cioè il pagamento di corrispettivi per contratti che Iren ha avuto senza partecipare a gare d’appalto, proprio perché – prima – il Comune era maggioritario in Atena.

Ma ci torniamo più in là.

***

Ora guardiamo invece cosa sia successo dopo quel fatidico 17 dicembre 2015.

***

Pochi giorni dopo – e questo è davvero un concorso di circostanze stupefacente – gli immobiliaristi che a Novara non riuscivano a trovare le condizioni ed il terreno per piazzare il capannone di Amazon, si fanno vivi a Vercelli.

E da qui in poi – dicembre 2015 – entriamo nella dimensione surreale che ci ha tutti tenuti come sospesi in una “second life”, come se stessimo guardando le Cronache di Narnia.

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Cala – deve calare – il silenzio assoluto su qualsiasi cosa, altrimenti quelli di Amazon si spaventano e non vengono più.

***

Il silenzio, così, cala anche sui primi passi che muovono quelli di Iren in Atena, dopo la cessione della maggioranza.

Ed i segnali di come loro intendano questa acquisita posizione di controllo non tardano a manifestarsi.

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Ma questa è la situazione, per dir così, “collaterale”, subordinata.

La principale è un’altra.

E’ proprio la dimostrata (ai vertici del Pd regionale, che vuol dire nazionale) capacità di “avere in mano” la situazione che permette a Maura Forte di compiere ciò che è semplicemente stupefacente, impossibile ovunque, ma possibile a Narnia.

Condurre cioè tutta la trattativa e l’istruttoria con Amazon, i suoi immobiliaristi, la loro vivace Professionista, l’Arch. Emanuela Fornaro, in totale solitudine.

Quelli del Pd locale né nessun altro toccano la palla.

Cosa questo abbia voluto dire preghiamo di leggerlo, sempre scusandoci per la lunghezza del pezzo, a questo link:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=71706

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Quello che – è opinabile, ovvio, ma crediamo a questa cosa come a poche altre – per noi è sicuro è che se Maura Forte non fosse stata completamente sola in questa partita, Amazon non sarebbe arrivata.

Sicchè – è questo il punto di vista “sapienziale” – conviene forse incominciare a guardare la realtà in quest’ottica.

Dapprima: se il Sindaco non fosse riuscita ad “accontentare” Iren, sia pure al prezzo della definitiva rinuncia ad Atena, non avrebbe dato sicurezze al Pd che conta, come ad esempio potrebbero essere Sergio Chiamparino ed Aldo Reschigna.

E quindi: se non si fosse dimostrata affidabile a quei livelli, non avrebbero lasciato che lei sola (magari con un’occhiatina benevola di Chiamparino, che però è un vero signore anche da questo punto di vista) trattasse con Amazon ed i suoi immobiliaristi.

Così: se lei avesse avuto qualsiasi altro a mettersi di mezzo, ben difficilmente l’operazione si sarebbe “portata a casa”.

Dal punto di vista dei cittadini vercellesi, crediamo conti un aspetto ulteriore e di grande, se non determinante importanza.

Si può stare assolutamente e del tutto tranquilli in ordine al fatto che di questa straordinaria posizione di “potere” assoluto, di “solitudine” altrove ed altrimenti inconcepibile nel condurre una trattativa milionaria con miliardari, Maura Forte non abbia mai né inteso, né cercato di trarre il minimo vantaggio economico personale.

La sua distanza rispetto a qualsiasi modalità di privato interesse personale in qualsiasi modo lucrativo, è stata assoluta e siderale.

Ed anche questo è un fatto unico, che tante cose in qualche modo giustifica.

***

Guardando più al futuro che al passato, forse non è fuori luogo quindi questa conclusione: abbiamo perso del tutto Atena, che intanto era già compromessa dal 2003, ma abbiamo aperto una nuova stagione di insediamenti industriali con Amazon e con gli altri che verranno, anche se non alle condizioni semplicemente fantastiche riservate agli Immobiliaristi portati da Emanuela Fornaro.

Ma qualcuno arriverà.

***

Un punto di vista, è ovvio, semplice opinione personale di chi scrive.

Ma, sempre guardando al futuro, i punti che ora conviene traguardare – anche per tornare al comunicato di Antonio Prencipe, che più sotto infine riportiamo - sono due.

Il primo: non c’è bisogno che l’affare fatto da Iren diventi un “affarone”.

Anche perché le cose non sono semplici, incominciano a non essere più così semplici.

Sta diventando sempre più difficile spiegare alla gente perché Iren, pagando 15 milioni di euro, debba garantirsi a vita di avere contratti milionari (l’ultimo di 3 milioni di euro per l’illuminazione a Led) dal Comune di Vercelli.

Lo stesso Comune di Vercelli che, per affidare la gestione di un campetto di calcio ai “Diavoletti” bandisce una gara d’appalto ad evidenza pubblica, alla quale possono partecipare tanti concorrenti dei “Diavoletti”, anche da fuori Vercelli.

Ma invece non deve esserci concorrenza per Iren quando si affida un appalto da 3 milioni di euro l’anno.

E’ una cosa così difficile da spiegare che forse non conviene nemmeno insistere.

Il secondo: la partecipazione del Comune di Vercelli con un 40 per cento di minoranza in Atena non ha più senso.

La partita è chiusa da tempo.

Perché il Comune ha interesse a vendere?

Perché altrimenti Iren non avrebbe tutto questo timore che vendessimo.

Vanno in agitazione solo a sentire l’ipotesi.

Perché forse sono convinti che il gioco (sei Socio, quindi mi dai gli appalti senza gara) possa continuare.

Ma invece il gioco è finito per tutti ed il Comune ha tutto l’interesse a smobilizzare quei 30 – 40 milioni di euro che sono il controvalore possibile della propria partecipazione.

Una somma che certo sta meglio sul conto corrente bancario del Comune di Vercelli piuttosto che lì a produrre un dividendo in futuro forse non così garantito come ora alcuni vorrebbero far pensare.

***

Ma questa è davvero un’altra storia.

Ora il Comunicato di Antonio Prencipe di Forza Italia.

***

Apprendiamo che Atena lascerà a casa 3 persone dopo anni di lavoro.

Atena, quindi, invece di assumere, come promesso, licenzia.

Forza Italia aveva già posto il quesito dei posti di lavoro di Atena in un'interrogazione proposta al Sindaco a luglio e, nella risposta che ci venne recapitata si scopre in Atena che invece di aumentare la forza lavoro diminuisce. Come si evince dalla risposta che alleghiamo

Ricordiamo che in fase di aumento di capitale, a dicembre 2015, il Sindaco e gli amministratori di Iren fecero una roboante conferenza stampa dove annunciavano investimenti per oltre 100 milioni di euro e un piano che prevedeva ben 80 nuove assunzioni!

Oggi invece si scopre che di quanto annunciato nulla è stato creato, sono passati 2 anni e in Atena la rivoluzione è tutta al contrario.

È bene ricordare che l'amministrazione ha accettato un aumento di capitale che ha portato la città di Vercelli a perdere il controllo di Atena, in più se avesse messo sul mercato le quote perse avrebbe incassato oltre 20 milioni di euro (oltre ai 10 incassati appunto per la vendita di un ulteriore 10%).

L'aumento di capitale, con il passaggio del comune da maggioranza a minoranza, è stato giustificato appunto con nuovi investimenti e le ventilate nuove assunzioni, ma nulla di tutto questo è stato creato... e la risposta alla interrogazione proposta dal gruppo di Forza Italia parla chiaro.

La domanda è: perché allora si accettò supinamente l'aumento di capitale in cui il Comune ha perso su tutti i fronti. Chi ci ha guadagnato ?

Forza Italia ha sempre tenuto acceso i riflettori sulla vicenda Atena - e le nostre interrogazioni e i nostri comunicati lo testimoniano - ora ci fa piacere che anche altri gruppi politici e i sindacati si stiano accorgendo che qualcosa non quadra.

Per questo sarà necessario proporre in modo corale un Consiglio straordinario per discutere in modo approfondito sull'affaire Atena.

Per rispetto dei lavoratori, e di tutta la città che ha perso la propria azienda per mano del PD.

Antonio Prencipe

Forza Italia Vercelli

 

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