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28/06/2010 - Bassa Vercellese - Società e Costume

MOTTA DE’ CONTI – L’APOTEOSI DELLA 151ESIMA FESTA DI SAN GIOVANNI – Buona risposta dei fedeli alla processione. La Leva 1992 porta l’effigie del Santo





MOTTA DE’ CONTI – L’APOTEOSI DELLA 151ESIMA FESTA DI SAN GIOVANNI – Buona risposta dei fedeli alla processione. La Leva 1992 porta l’effigie del Santo
Le autorità dinnanzi al monumento dei caduti

(s.t.) - Storia, folclore e religione. Elementi che si fondono insieme per i mottesi quando si vive appieno la festa di San Giovanni, quest’anno alla sua 151esima edizione. A patrocinare l’evento, tutte le associazioni locali: il Comune, con il contributo della Provincia di Vercelli, l’Oratorio e la Pro Loco. Da giovedì 24 a domenica 27 si sono intervallati appuntamenti di svago, cucina, fede ed antica tradizione. Per iniziare, la Confraternita omonima, che prima constava solo di membri maschili, ha accolto nel suo gruppo 6 consorelle. Un modo per testimoniare l’uguaglianza nel servire il Santo e la chiesetta a lui dedicata. Ogni sera, l’area comunale “Giardino d’estate” ha visto un buon numero di presenze, prima per il concerto di musica clericale, volto a ricordare le celebrazioni afroamericane, dal titolo “Gospel e dintorni”, poi per ballare con band di alto pregio.



Fiore all’occhiello della manifestazione, però, rimane sempre la celebrazione di domenica mattina. Autorità civili e militari, originarie e non, si sono ritrovate dinnanzi alla chiesa di San Giovanni alle ore 10. I ragazzi della Leva 1992 hanno avuto l’importante compito di sostenere il quadro votivo del Santo, con gonfaloni e ghirlande. Dinnanzi al monumento dei caduti, tra i colpi a salve dei cacciatori e le note dell’Inno di Mameli, interpretato dalla banda di Trino, il primo cittadino, Roberto Saviolo, con il vecesindaco di Vercelli Alberto Cortopassi, hanno ricordato l’importanza dei valori patriottici e dei sacrifici compiuti per la difesa della nostra nazione o dei suoi ideali. I coscritti hanno poi deposto una grande ghirlanda davanti al Milite Ignoto, successivamente consacrata dal parroco, Don Ambrogio Asei Dantoni. Poco dopo, il corteo si è diretto nella parrocchiale, per la messa solenne. Nel pomeriggio, il seguito di fedeli si è ripresentato per pregare nuovamente insieme e far rientrare, l’effigie del Santo nella chiesa della Confraternita. Don Asei ha provveduto al taglio del “brun”, ovvero di una ciocca di capelli ai bambini. Un segno rilevante per trasmettere devozione al Santo.  


 

I ragazzi della Leva che portano l’effigie
I ragazzi della Leva che portano l’effigie
Il corteo religioso con il quadro del Santo
Il corteo religioso con il quadro del Santo


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