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27/09/2013 - Cigliano e Borgo d'Ale - Pagine di Fede

MONCRIVELLO - Festa di ringraziamento per la beatificazione di monsignor Luigi Novarese, con visita ai luoghi salesiani

Dalle 15.30, invece, presso il teatro Valdocco, dopo la prima proiezione del DVD sulla beatificazione, avrà luogo il Convegno dal titolo “Beato Luigi Novarese, Apostolo dei Malati, alla scuola di San Giovanni Bosco"






MONCRIVELLO - Festa di ringraziamento per la beatificazione di monsignor Luigi Novarese, con visita ai luoghi salesiani
Luigi Novarese

Domenica 6 ottobre, presso la Basilica Maria Ausiliatrice di Torino, si terrà la festa di ringraziamento per la beatificazione di monsignor Luigi Novarese, avvenuta lo scorso 11 maggio a Roma.



La giornata inizierà alle ore 09.30 con l’accoglienza e la visita ai luoghi salesiani, mentre alle 12 verrà celebrata la messa presieduta da monsignor Luciano Pacomio, vescovo di Mondovì.


Dalle 15.30, invece, presso il teatro Valdocco, dopo la prima proiezione del DVD sulla beatificazione, avrà luogo il Convegno dal titolo “Beato Luigi Novarese, Apostolo dei Malati, alla scuola di San Giovanni Bosco”.


Interverranno il Presidente della Confederazione Internazionale del CVS, don Armando Aufiero, don Stefano Martoglio, Ispettore dei Salesiani di don Bosco del Piemonte, Mauro Anselmo, giornalista e autore della biografia “Luigi Novarese. Lo spirito che cura il corpo” (Edizioni CVS) e Paolo Damosso, regista di Nova T che ha realizzato il filmato a Roma, sotto la direzione dei Silenziosi Operai della Croce,  durante le giornate dedicate alla beatificazione di monsignor Novarese.


Luigi Novarese, sacerdote piemontese nato a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1914 e morto  a Rocca Priora (Roma) nel 1984, è stato uno dei primi beati ad essere celebrato a Roma sotto il pontificato di papa Francesco. A spingerlo al sacerdozio fu l’incontro con la sofferenza. Ammalatosi a nove anni di tubercolosi ossea, infermità che nella prima metà del Novecento era ritenuta incurabile, ne guarì per grazia divina dopo essersi  affidato all’intercessione di Maria Ausiliatrice e san Giovanni Bosco come gli aveva insegnato la mamma, Teresa Sassone. 


  Definito da Giovanni Paolo II “l’apostolo dei malati”, si prese cura fin dalla seconda metà degli anni Quaranta dell’emarginazione dei disabili, fondando centri di assistenza, corsi professionali per i portatori di handicap, organizzando convegni internazionali su temi religiosi e scientifici mettendo a confronto medici e malati, sottolineando in particolare l’importanza che la dimensione spirituale viene ad assumere nel rapporto fra l’infermo e la malattia. Dal maggio 1942 al maggio 1970 Novarese, oltre a fondare i Silenziosi Operi della Croce e il Centro Volontari della Sofferenza, lavorò presso la Segreteria di Stato Vaticana al servizio di cinque pontefici che ne apprezzarono la spiritualità e il carisma: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II. Nel 1970 lasciò la Segreteria di Stato e passò alle dipendenze della Cei dove si occupò di pastorale sanitaria. Concluso nel 1977 il lavoro alla Cei,  si dedicò interamente alla sua opera.

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