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14/04/2009 - Santhiatese e Cavaglià - Enti Locali

LIVORNO FERRARIS - Con il nuovo Piano regolatore, il Consiglio comunale dà l’arrivederci a dopo le elezioni di giugno




LIVORNO FERRARIS - Con il nuovo Piano regolatore, il Consiglio comunale dà l’arrivederci a dopo le elezioni di giugno
Renzo Masoero

L’approvazione del nuovo Piano Regolatore è stato al centro della discussione dell’ultimo Consiglio Comunale, lo scorso 31 marzo, che ha approvato coi voti della maggioranza e l’astensione dei due gruppi di opposizione il nuovo piano regolatore, al quale si è messo mano dopo quasi vent’anni dall’ultimo sostanziale intervento. Nel luglio dello scorso anno era stata approvata la variante strutturale al piano e il progetto, secondo le disposizioni di legge, era stato reso pubblico e visionabile dalla popolazione e dai tecnici che hanno potuto palesare richieste e osservazioni. “Abbiamo ovviamente letto tutto ciò che ci è arrivato e, in totale, possiamo dire che su venticinque controdeduzioni ne abbiamo accolte quindici mentre le restanti dieci o sono state respinte o sono state accolte solo parzialmente” ha spiegato l’Architetto Tullio Toselli, che ha preparato e curato il complesso lavoro nell’arco di un anno e mezzo analizzando il  nuovo Piano Regolatore – Abbiamo realizzato uno strumento flessibile che tenesse conto delle iniziative occupazionali, lavoro e insediamenti industriali, e che tenesse conto di nuove politiche dei servizi e di quelle ambientali: siamo particolarmente soddisfatti perché questo nuovo piano tiene già conto della nuova legge Regionale sull’urbanistica che è in via di approvazione, quindi per certi aspetti è già avanzato. Abbiamo individuato alcuni poli di sviluppo per i quali saranno possibili interventi di modificazioni future delle aree libere, una maggiore flessibilità delle destinazioni d’uso prevedendo un’eventuale sovrapposizione delle attività: il tutto prestando sempre la massima attenzione alla sostenibilità e alla salvaguardia ambientale con l’individuazione di alcuni elementi tipici del territorio come corsi d’acqua, fontanili, strade storiche e percorsi verdi”. Piuttosto soddisfatto si è detto il Sindaco Renzo Masoero  secondo il quale “il nuovo Piano Regolatore è in assoluta continuità rispetto a quelli precedenti ma con alcuni importanti punti di novità che, di fatto, anticipano la nuova legge regionale sull’urbanistica: questo Piano è molto importante perché, di fatto, fissa i punti di sviluppo del paese per i prossimi vent’anni, mantenendo la sua identità urbanistica nel rispetto delle leggi e delle tendenze”. Si delineano dunque nettamente le zone industriali e quelle residenziali con tre grandi zone, denominate ATR (Ambito di trasformazione residenziale), che da agricole potranno essere trasformate in residenziali: si tratta dell’area compresa tra Via del Molino e la parte posteriore del supermercato Conad, la seconda è compresa tra Via Bianzè e Via San Bernardo e la terza è quella compresa tra Via Solaro del Borgo (verso il peso pubblico) e via San Bernardo. “Prevediamo una possibilità di sviluppo degli abitanti che arriva fino 7 mila  persone, cosa certamente improbabile ma che dobbiamo considerare come ipotesi – spiega il primo cittadino – C’impegniamo a migliore il paese e a riabitare e rivitalizzare il centro storico: stiamo già pensando di dotare Livorno di un “piano colore”, già attuato in molti comuni, per armonizzare i colori degli edifici nei centri storici attraverso la ristrutturazione degli edifici, per la quale sono ipotizzabili anche incentivi comunali”. L’opposizione, pur non votando contro il provvedimento, si è detta perplessa con Gian Franco Giuliano che ha voluto sottolinaare “ancora una volta lo scarso coinvolgimento dell’opposizione, chiamata a due soli incontri ma soprattutto notiamo il fatto che pochissime osservazioni sono state accolte” e con Gianfranco Falchetti che, pur non discutendo la validità del progetto, considera “sproporzionato l’indice abitativo, che supera i 7 mila abitanti, quando dal 1981 ad oggi la popolazione è  cresciuta di poco più di 300 unità. E poi che senso ha andare ad aumentare il numero di nuove abitazioni quando più di 200 abitazioni non sono attualmente abitate?”. Il Piano passa ora nelle mani della Regione che avrà a disposizione 120 giorni per visionarlo e dare il via libera e, subito dopo, potrà entrare in vigore.

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