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03/02/2012 - Saluggia e Livorno - Economia

LIVORNO FERRARIS – Il punto della situazione sullo stabilimento della Prysmian fatto dalla Rsu Cisl

Sembra essere un anno decisivo per le sorti dello stabilimento livornese, ne parliamo con Alessandro Serra della Rsu Cisl





LIVORNO FERRARIS – Il punto della situazione sullo stabilimento della Prysmian fatto dalla Rsu Cisl
lo stabilimento Prysmian di Livorno Ferraris

(r.m.) Con l’inizio del nuovo anno facciamo il punto della situazione dello stabilimento Prysmian di Livorno Ferraris, che rappresenta ancora oggi, seppure con numeri diversi la più grossa industria del paese. Le voci, talvolta allarmistiche talvolta meno, si susseguono e preoccupano perché molte famiglie livornesi e non vivono con il lavoro dello stabilimento. Sentiamo Alessandro Serra, della RSU Cisl dell’azienda che ci illustra lo stato delle cose: “Dopo l’incontro fatto il 16 dicembre con l’azienda la quale ci illustrava gli scarsi volumi di gennaio e la volontà di aprire la cassa integrazione per il mese intero – ci dice Serra -  come Rsu Cisl abbiamo proposto di prolungare il ponte natalizio fino all’ Epifania, in quanto avendo poco lavoro e vista la situazione del nostro stabilimento molto critica, soprattutto nell’anno che andremo ad affrontare che sembra essere un decisivo per il nostro futuro. Così facendo abbiamo cercato di non  aprire e soprattutto usare la cassa integrazione, lasciandola come riserva nei momenti più duri che andremo ad affrontare, ma la nostra proposta non è stata accettata.



Oggi, appena trascorso il mese si è constatato che effettivamente è stata aperta precipitosamente,  infatti è stata usata solo la settimana che andava dall’ inizio dell’ anno all’Epifania. Tra l’altro in azienda in quella settimana hanno lavorato comunque circa 10/15 lavoratori e qualche impiegato, il dubbio che non sia stato usato il buon senso è forte anche tra i lavoratori, che non hanno mancato di esternare il loro disappunto già il primo giorno di ritorno al lavoro. Subito dopo le festività si è avuta notizia dai quotidiani informati da un sindacato interno che la cassa sarebbe finita con il termine del mese di gennaio, invece purtroppo nell'incontro con la direzione del 27 del mese passato ci è stata presentata una situazione per Febbraio molto carente di ordini che avrebbe avuto come conseguenza nuovamente un gruppo di lavoratori in cassa integrazione.


Per fortuna buone notizie arrivano dal decreto per lo sviluppo di inizio anno che prevede il via alla quarta tranche del  bando di progettazione per la  realizzazione di infrastrutture che prevede un investimento di oltre 95 milioni di euro, mediante la costruzione di circa 2000 km di rete in fibra ottica in oltre 400 aree comunali e sub comunali per un totale di oltre 358.000 cittadini che riguarda Sicilia, Basilicata, Campania, Molise, Lazio, Marche, Toscana, Sardegna e Veneto, che si aggiunge alle buone notizie dell'investimento per lo sviluppo della banda larga al Sud di circa 400 milioni euro. Speriamo che in prospettiva queste azioni possano portarci importanti commesse.


Meno rassicuranti invece sono gli spostamenti che si stanno facendo in azienda e soprattutto l’assoluta assenza d’informazione con l’Rsu- Cisl sul futuro dello stabilimento. Negli ultimi incontri con la direzione non è stato anticipato nulla, di fatto le informazioni le apprendiamo per fughe di notizie dette nei corridoi o da riunioni fugaci in separata sede o le ricerchiamo addirittura al di fuori dello stabilimento. Più volte abbiamo chiesto informazioni, perché se si vuole dare una opportunità a questo stabilimento bisogna giocare tutti la stessa partita e con lo stesso obbiettivo. Noi della Cisl stiamo tutto il possibile e anche più, per difendere e salvare lo stabilimento, contattando cariche politiche territoriali e nazionali per portare attenzione, lavoro e visibilità ai lavoratori di Livorno Ferraris e all’azienda Prysmian. Spesso abbiamo subito la rabbia fomentata da guerre sindacali esterne allo stabilimento, d'altronde negli ultimi anni si è discusso in molte assemblee su fatti successi in altre aziende o addirittura di eventi esterni al mondo del lavoro perdendo di vista le necessità dei lavoratori Prysmian e forse distogliendo i lavoratori stessi dall'evolversi della situazione interna.


Il rammarico più grosso lo sento quando a volte qualche lavoratore mi dice che siamo solo poco più di cento dipendenti e che della nostra sorte non importa a nessuno, invece io credo che il problema e che siamo cento ma sotto troppe bandiere. Credo che almeno per difendere il posto di lavoro dovremmo finirla di dividerci sotto queste bandiere e unire le forze,  in fin dei conti apparteniamo ad una grossa azienda,  leader nel mondo nel suo settore, con tecnologie innovative e abbiamo dalla nostra cariche istituzionali e politiche amiche, non vedo cosa ci possa mancare per vincere questa sfida, o almeno di  provarci fino in fondo”.


 

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