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01/12/2019 - Saluggia e Livorno - Enti Locali

LIVORNO FERRARIS – Il Comune svolta verso l’industria della Economia Circolare. Parla il Sindaco Corgnati

Il Sindaco livornese parla sull'argomento e guarda al futuro.






LIVORNO FERRARIS – Il Comune svolta verso l’industria della Economia Circolare. Parla il Sindaco Corgnati
Stefano Corgnati, Sindaco di Livorno Ferraris

(r.m.) - Nelle ultime sedute di Giunta e di Consiglio Comunale si è discusso su una chiara direzione intrapresa dal Comune per cercare di attrarre sul territorio livornese aziende operanti nel Settore della Economia Circolare, come tra l’altro già preannunciato dal Sindaco Stefano Corgnati.

Ed è proprio con il primo cittadino livornese che facciamo quattro chiacchere sull'argomento:

- Cosa ha portato a questa decisione? - “Se vogliamo tentare di riportare realtà industriali nel nostro paese, creando nuovamente opportunità occupazionali e di lavoro, dobbiamo condividere una visione secondo cui i prodotti devono essere sviluppati attraverso la valorizzazione di materie secondarie: una produzione ambientalmente sostenibile deve basarsi sulla valorizzazione di quelle materie che fino ad oggi abbiamo considerato scarti. Il riuso dello scarto che diventa il cuore della creazione di nuovi prodotti è il paradigma di una visione circolare del processo produttivo e più in generale dell’economia circolare: quando un oggetto finisce la sua vita non diventa scarto o rifiuto, ma diventa la materia “secondaria” dalla quale nasce un nuovo prodotto. Così da ciò che aveva vita, nasce una nuova vita.”

- Quindi un tema cruciale è la gestione degli scarti e di ciò che la gente genericamente chiama rifiuto? “Sì, corretto. Il primo passo è produrre beni durevoli: produciamo tanti rifiuti perché fin dagli anni sessanta l’approccio consumistico della società ci ha portati ad attribuire un valore marginale ai beni durevoli. Più il bene è durevole, meno lo cambio: quindi meno scarto produco. Secondo passo è il ri-uso degli scarti: qui un efficace processo di differenziazione dei rifiuti è fondamentale. Forse non è cosa nota, ma l’Italia è leader nel settore della ri-processamento degli scarti: dal vetro alla plastica, dalla carta ai metalli. Tutto ciò va integrato con un altrettanto sostenibile sistema energetico che alimenti gli impianti di ri-processamento, limitando al massimo l’uso di fonti di energia non rinnovabile”.

- Detto così sembra tutto facile. Perché non abbiamo però ancora una “economia circolare” avviata?- “Per attuare processi di sviluppo della “economia circolare” ci vuole prima di tutto una “collettività consapevole e motivata”, perché si tratta di invertire il paradigma secondo cui tutto ciò che è rifiuto da profondo problema diventa una grande opportunità di sviluppo e di creazione di posti di lavoro. O meglio, più che un’opportunità è l’unica via che permetterà al nostro pianeta di sopravvivere. Inoltre, per dare vero impulso alla “economia circolare”, la normativa deve aggiornarsi: oggi il rifiuto è considerato una materia alla fine della propria vita, invece deve essere considerato una materia che inizia un nuovo percorso di vita”.

- Cosa state facendo come Amministrazione in questa direzione? -In primis, il Consiglio si è espresso in modo favorevole a questo orientamento. Intendiamo quindi promuovere la condivisione di una delibera consiliare di indirizzo in questa direzione, così da dare un segnale chiaro e indiscutibile sulle nostre traiettorie. In parallelo, stiamo già lavorando con l’ufficio tecnico per capire come i nostri strumenti programmatori e urbanistici possono essere riformati per agevolare l’attrazione sul nostro territorio di queste realtà imprenditoriali. Attrarre e agevolare lo sviluppo di imprese basate sui concetti produttivi della “economia circolare”, orientate all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale. Imprese innovative che creino posti di lavoro e che operino in un ecosistema sociale consapevole della centralità del tema della valorizzazione delle materie secondarie. La ripresa di una nuova stagione industriale a Livorno era uno dei punti del nostro programma di mandato: siamo consapevoli che questa sia la sfida più difficile, e siamo determinati ad affrontarla con forza perché da qui passa il futuro del nostro paese e il benessere della nostra comunità”.  


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