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21/12/2014 - Vercelli Città - Società e Costume

LA SCUOLA CHE FUNZIONA - Rosario Esposito La Rossa agli studenti del "Rosa Stampa" - Le commemorazioni per le vittime di mafia non rimangano fini a se stesse

soltanto “dedicando un passo ad Antonio” si combattono le logiche mafiose che hanno ormai raggiunto, sotto diverse forme, ogni angolo della penisola.





LA SCUOLA CHE FUNZIONA - Rosario Esposito La Rossa agli studenti del "Rosa Stampa" - Le commemorazioni per le vittime di mafia non rimangano fini a se stesse
Rosario Esposito La Rossa all’Istituto Rosa Stampa di Vercelli

Nei giorni scorsi le studentesse e gli studenti dell’ Istituto Rosa Stampa hanno incontrato lo scrittore Rosario Esposito La Rossa e hanno ascoltato la sua storia.

Rosario ha 26 anni, è nato, cresciuto e vive a Scampia quartiere di Napoli conosciuto per essere la più grande piazza di spaccio d’Europa e per la faida tra “scissionisti” e clan Di Lauro durata dal 2004 al 2006 e conclusasi con un solo dato certo: circa 200 morti ammazzati tra conniventi e vittime innocenti.

Tra queste Antonio Landieri, cugino di Rosario. Antonio viene ucciso mentre gioca a biliardino con i sui amici a soli 15 anni. Gli basterebbe un passo per salvarsi, ma la sua disabilità gli impedisce di muovere le gambe.

Il dolore per la morte di Antonio dà vita a Rosario di oggi.

Lo spinge, ancora ragazzino, a voler essere attore partecipe del cambiamento che ha portato Scampia ad essere la terra di impegno sociale e speranza della quale libri, film e serie televisive non raccontano mai. Rosario e la sua compagna Maddalena hanno deciso di restare a Scampia “perché Napoli ha bisogno di tante cose, ma soprattutto dei napoletani!”.

Oggi insieme gestiscono la Marotta&Cafiero (una delle le storiche case editrici napoletane), hanno fondato l’associazione VodiSca (acronimo di “Voci di Scampia”) con la quale attraverso il teatro trasmettono messaggi di impegno e resistenza e hanno creato un luogo aggregativo nel quale far crescere insieme i giovani e creare legami tramite la passione per il calcio presso la Scuola Calcio Arci Scampia.

Rosario saluta gli studenti con un messaggio ben preciso: le commemorazioni per le vittime delle mafie non possono rimanere fini a se stesse. In tal caso si tratterebbe di sterile compassione. Soltanto trasformando la memoria in impegno concreto sui propri territori, soltanto “dedicando un passo ad Antonio” si combattono le logiche mafiose che hanno ormai raggiunto, sotto diverse forme, ogni angolo della penisola.

Angela Laccisaglia e Omar Alice

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