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21/06/2010 - Vercelli Città - Società e Costume

LA SCUOLA CHE FUNZIONA - Dal Liceo al Museo - I giovani di Scienze Sociali alla Mostra "Gli eroi ritrovati" - Per orientarsi al futuro, capire il passato - Cosa rappresenta oggi il Risorgimento?





LA SCUOLA CHE FUNZIONA - Dal Liceo al Museo - I giovani di Scienze Sociali alla Mostra "Gli eroi ritrovati" - Per orientarsi al futuro, capire il passato - Cosa rappresenta oggi il Risorgimento?
Il busto di Adamo Ferraris - fratello di Galileo e medico di Garibaldi - che è presso il Museo Leone.

Nella mattinata di martedì 8 giugno, la classe 4° A del Lceo delle Scienze Sociali, accompagnata dalla docente di Italiano Elisabetta Dellavalle, ha visitato la mostra”Gli eroi ritrovati” sul Risorgimento italiano e vercellese, allestita al Museo Leone di Vercelli.



La visita è stata guidata dal Dr. Luca Brusotto che ha illustrato al meglio le sale del museo preparate per l’occasione. La mostra inizia con una statua di Camillo Benso Conte di Cavour, però senza testa, che si pensa sia stata tagliata per “sfizio” da uno sconosciuto, senza un motivo apparente.


La Mostra si estende in cinque sale: nella prima sono esposte delle significative testimonianze del periodo, come quadri, articoli di giornale, armi, piccole riproduzioni dei personaggi dell’epoca che tracciano un racconto dai moti del 1820 e 1821 fino ad arrivare alla terza Guerra di indipendenza. Troviamo pistole e medaglie della prima guerra di indipendenza e altri oggetti delle seconda, in particolare della famosa battaglia di Palestro, come degli articoli di giornali dell’epoca che venivano redatti direttamente sui campi di battaglia per poi essere stampati nelle tipografie delle grandi città.


Nella seconda sala troviamo diversi tricolori storici del periodo che va dal 1896 fino ai giorni nostri e diverse raffigurazioni dei monumenti costruiti nella città di Vercelli che accompagnarono il cambiamento del tessuto urbano cittadino da medievale a risorgimentale; proseguendo si trova la sala più importante dedicata interamente a Giuseppe Garibaldi: in particolare c’è la possibilità di vedere un album dei mille, ovvero di tutti coloro che parteciparono alla famosa spedizione i Sicilia. L’idea della divulgazione di questi album fu di Alessandro Pavia.


La Mostra si conclude con due sale: nella prima si può vedere la piantina realizzata da Carlo Noè dell’allagamento della pianura estesa dal Po alla Dora Baltea per impedire agli austriaci di conquistare Torino; nell’ultima sala vi sono le rappresentazioni di tre grandi protagonisti vercellesi della prima guerra mondiale, ovvero Giovanni Randaccio e i fratelli Garrone.


Colpisce, infine l’attenzione dei visitatori, una delle bandiere lanciate nel 1918 da Gabriele D’Annunzio con dei volantini, su Vienna per convincere i suoi abitanti alla resa.


Questa mostra è un evento interessante, con alcuni documenti, come l’Album dei Mille, ormai quasi introvabili; essa continuerà fino a quest’autunno per poter dare l’opportunità al maggior numero possibile di persone di conoscere il “nostro” Risorgimento.


Margherita Pasquino IV A Liceo delle Scienze Sociali


(partecipante al Corso di Giornalismo Sportivo)

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