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09/05/2019 - Vercelli Città - Pagine di Fede

LA RELIQUIA DI SANTA BERNADETTE CI RICORDA UNA VERITÀ MOLTO SEMPLICE E RADICALE: NULLA È IMPOSSIBILE A DIO - L'ostensione da ieri sera in Duomo - Oggi visita delle Scolaresche e poi alla Casa Circondariale di Billiemme

Maria, dunque, Madre di Dio e poi Madre dell’Umanità.



LA RELIQUIA DI SANTA BERNADETTE CI RICORDA UNA VERITÀ MOLTO SEMPLICE E RADICALE: NULLA È IMPOSSIBILE A DIO - L'ostensione da ieri sera in Duomo - Oggi visita delle Scolaresche e poi alla Casa Circondariale di Billiemme
L'urna con la reliquia di Santa Bernadette Soubirous in Duomo a Vercelli - 8 maggio 2019


In quest’ immagine di apertura c’è tutto ciò che c’è da dire sul Mistero di Lourdes, sul Mistero della Immacolata Concezione di Maria, Madre di Dio che Dio ha voluto preservare dal peccato originale.

Su quello spartiacque della umana vicenda che è la Croce e sulla signorìa della Pasqua.

Sulla centralità della compagnia di Cristo nell’Eucarestia.

E, infine, sulla “via mariana alla Santità”, illustrate efficacemente dall’esperienza e dalla testimonianza di vita di Bernadette Soubirous: nascondimento, umiltà, ricerca della verità, remissione fiduciosa della propria vita nelle mani di Dio.

Poi, la verità intuita da Paolo VI: è difficile, se non impossibile, essere cristiani se non si è mariani.

Perché?

Per un motivo molto, se non “semplice”, di certo radicale: perché l’affidamento dell’Umanità a Maria si radica in un momento molto preciso e “collocabile” nella Storia, non solo nella Storia della Salvezza.

Si radica ai piedi della Croce:” figlio, ecco la tua madre”.

***

Maria, dunque, Madre di Dio e poi Madre dell’Umanità.

Una verità semplice e profonda che il popolo di Dio ha sempre sapientemente intuito, ben prima ed oltre le pagine scritte – spesso in modo mirabile – dai Teologi.

Ecco la tua Madre.

E’ parola di Dio.

E’ Dio che parla all’uomo di ogni tempo per dire che Maria sempre nella Storia ripeterà “Fate quello che vi dirà”, così come in quelle così simbolicamente uniche nozze, in Cana di Galilea, a quei servi disorientati perché – razionalmente, con le forze delle risorse intellettuali umane – non avrebbero potuto capire come “rinnovare” quel “vino” che era andato “esurito”.

Come fare ad aprire una prospettiva nuova in quella festa che rischiava di finire male.

Male perché l’uomo non basta a se stesso.

Ed allora anche un banchetto che celebrava tante cose: prima di tutto l’amore.

Poi la costituzione di una nuova famiglia, cellula fondamentale di quel tessuto connettivo della convivenza civile, rimessa all’opera di “costruttori responsabili della società terrena”.

Tutte cose perfette.

Ma perfette solo se affidate a Lui.

***

La devozione del popolo di Dio a Maria riconosce, dunque, arrivandoci da sempre e prima con la “sapientia cordis”, ma certo efficacemente, il primato di questo affidamento: figlio, ecco la tua Madre.

Non c’entrano i gadget con la calamita per applicare al cruscotto dell’automobile il souvenir.

Anche questi sono “ricordi”, non sono né da enfatizzare, né da guardare con degnazione: sono ricordi, ma non sono  il cuore della Rivelazione.

Il cuore della Rivelazione è qui: figlio, ecco la tua Madre.

La Madre che dice ai servi “fate quello che vi dirà” aprendo così quei tre anni che avrebbero cambiato il Mondo.

Avrebbero cambiato il Mondo, la Storia, le nostre personali storie, ci avrebbero aperto la via per la salvezza, grazie a quella parola che Lei seppe pronunciare: eccomi.

***

Eccomi oltre la ragione, che le suggeriva l’idea di un interrogativo razionale: si domandava che senso avesse quel saluto.

Perché sentirsi dire da un Angelo di essere “Piena di Grazia”, per una ragazza del popolo, non poteva nemmeno lontanamente farle immaginare che si volesse così farle sapere che quella “grazia” altro non fosse che la sua preservazione dal peccato originale.

E come ci sarebbe potuta arrivare?!

Poi, Maria che non è una credulona, ma una persona che ragiona, obbietta anche a proposito di quella annunciata maternità: non conosco uomo.

E come darle torto?!

Senonchè l’Angelo finalmente dice tutto quello che c’è da sapere, dice la cosa fondamentale e che è la stella polare per qualsiasi persona che davvero metta al centro la ragione.

Al centro, ma conoscendone il limite e senza farne un idolo, men che meno una dea, come la dea Ragione, che qualche fortuna ebbe in tempi “migliorabili” della storia umana.

Cosa dice, dunque, l’Angelo, così da convincere Maria e poi tutti i suoi figli che avrebbero, nei Secoli e nei Millenni calcato la scena del Mondo?

Dice tutto quello che c’è da dire: “Nulla è impossibile a Dio”.

***

Una verità di cui si sono dimenticati, hanno preferito dimenticare, nel corso di ben 1854 anni, tutti i sapientoni che obbiettavano cose apparentemente dotte.

Ad esempio: ma se Cristo è il solo ad essere senza peccato, come possiamo ammettere che una persona – sia pure la Madonna – sia preservata dal peccato originale?

***

Ragionamenti che hanno sempre messo al centro non tanto Dio, quanto l’ego di coloro che, ingenuamente hanno ciclicamente pensato di potere fare indossare a Dio la camicia cucita addosso da loro per Lui.

***

E non ne sono mancati: ad esempio, San Bernardo di Chiaravalle, che pure aveva intellettualmente sublimato litanie così dolci per descrivere Maria, chè è ricordato dalla Chiesa come Doctor Mellifluus.

Mellifluo ma incapace di riconoscere che “Nulla è impossibile a Dio”.

Nulla: anche quello che Bernardo non vuole accettare.

***

Di tutt’altro genere l’illuminata e semplice intuizione di un altro dottissimo teologo.

Parliamo di Giovanni Duns detto Scoto, perché di origine scozzese.

Il giovane francescano era un cervellone.

E – all’estremo limite del XIII Secolo – cercava di spiegare ai suoi contemporanei che quell’idea della Immacolata Concezione di Maria avesse un senso anche proprio dal punto di vista razionale.

Era, insomma, una cosa ragionevole.

Il popolo di Dio ci era arrivato da tanto tempo, ma i teologi no e lui voleva convincere proprio i teologi.

Infine fu la Madonna stessa a confermare (una statuina nei corridoi della Sorbona annuì a lui che chiedeva, nella preghiera, la conferma delle proprie tesi) che potesse andare tranquillo in quella disputa tra Teologi organizzata – sembra storicamente certo – nel 1307.

Lui disse: Dio può fare ciò che vuole (Nulla è impossibile a Dio).

E se Dio ha reputato conveniente per l’economia della salvezza preservare Maria dal peccato originale, lo ha fatto.

Condensò l’idea in un brocardo che convinse tutti: potuit, decuit, ergo fecit.

Poteva farlo, reputò conveniente farlo, quindi lo fece.

***

Tutti accettarono l’idea.  

Che però, per diventare verità di fede riconosciuta dalla Chiesa, impiegò ancora più di 500 anni.

Bisogna, infatti arrivare all’8 dicembre 1854 perché il Papa Pio IX, con la Bolla “Ineffabilis Deus”, ponesse il sigillo.

***

Oggi dunque l’urna con la reliquia di S.Bernadette è qui a Vercelli, che attende la visita di tanti fedeli, come vediamo già nelle immagini della prima ostensione in Duomo, ieri sera 8 maggio.

Stamane la visita delle scolaresche.

Poi alle 14 la reliquia sarà a Billiemme, alla Casa Circondariale.

Ci ritroveremo più tardi per documentare questa giornata.


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