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06/05/2019 - Vercelli Città - Enti Locali

L'ARCHYSTAR CE L'ALLUNGA DI 15 CENTIMETRI - Coperchio dei miracoli, dal 13 maggio il Civ di Bertolone dei Cappuccini avrà il coltello dalla parte del manico - Tutti contrari, tranne la Squadra

Anche se 15 giorni dopo venisse un Sindaco con altri progetti -



L'ARCHYSTAR CE L'ALLUNGA DI 15 CENTIMETRI - Coperchio dei miracoli, dal 13 maggio il Civ di Bertolone dei Cappuccini avrà il coltello dalla parte del manico - Tutti contrari, tranne la Squadra

Questo Andrea Coppo e Maura Forte non l’hanno ancora detto e magari mai ve lo direbbero.

Senonchè, la verità viene sempre a galla.

Tanto varrebbe dirla subito.

Ma andiamo con ordine.

***

Bisogna sapere, dunque, che i lavori per edificare il coperchio alla vasca esterna del Centro Nuoto si inizieranno lunedì 13 maggio prossimo.

Anniversario di quando, in Cova de Iria, a tre Pastorelli apparve Maria, come recita l’inno sacro di Fatima fin da quel lontano 1917.

***

Si tratta, come abbiamo sentito tante volte, di un vero e proprio atto anti istituzionale.

Si è espressa in modo contrario la maggioranza assoluta dei Consiglieri Comunali, votando anche una mozione.

Saremo a 13 giorni dalle elezioni amministrative.

Per quello che ne sanno gli attuali inquilini del piano nobile di Palazzo Civico, la Squadra, l’indomani del 26 maggio o, al più tardi, del 9 giugno, potrebbe esserci un altro Sindaco.

Ben tre candidati Sindaco hanno depositato (è visibile all’Albo Pretorio on line) il proprio programma elettorale, dicendo chiaro e tondo che, se eletti, sospenderanno o comunque rivedranno l’idea balzana del coperchio.

I candidati sono: Roberto Scheda, Andrea Corsaro, Alberto Perfumo.

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Se Pino Scaramozzino, il 10 maggio, firmerà il contratto con il raggruppamento tra Imprese formato da De Vivo di Potenza e Nuovo Civ di Vercelli Cappuccini Via Oldoni con Sede Legale nello Studio dove lavora fratel Marco Ciocca con altri Fratelli (e quindi una cosa sicuramente legale c’è in questa storia) darà una bella gatta da pelare a Roberto Scheda, oppure Andrea Corsaro, oppure Alberto Perfumo.

Perché, una volta firmato il contratto, De Vivo e Civ avranno il coltello dalla parte del manico.

Se il nuovo Sindaco vorrà cambiare progetto, oppure riformare l’attuale con qualcosa di più serio, potrebbe essere il Signor Bertolone dei Cappuccini a dire qualcosa come: eh no, Signori cari, qui c’è un contratto con tanto di firma di Pino Scaramozzino.

Ho diritto a qualcosa.

Che potrebbe essere una penale o, minimo, il rimborso dei costi sostenuti in questi 15 giorni di lavoro.

I vercellesi hanno atteso 5 anni che questa Amministrazione ne azzeccasse una sulla piscina coperta.

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LA PRINCIPALE CAUSA DI RITARDO,

L’IDEA PERICOLOSA DI FARE UN APPALTO MISTO

 

Il riepilogo all’articolo linkato in apertura di pagina, tra le notizie correlate.

Una cosa, soprattutto, ha causato il ritardo definitivo.


Squadra che vince non si cambia


Il Lettore ricorderà che il 21 dicembre 2016 la Squadra decise di costruire il coperchio.

E, fin qui, amen.

Ma volle esagerare.

Il trio costituito da Michele Cressano, Liliana Patriarca, Beppe Catalano (una vera risorsa della Pubblica Amministrazione) pensò bene di sperimentare l’appalto misto.

Cosa voleva dire?

Voleva dire che l’appalto sarebbe stato assegnato al costruttore del coperchio.

Il quale, però, si sarebbe portato dietro anche il gestore, per 3 anni.

Insomma, non volevano correre il minimo rischio di sorprese sulla gestione.

Come di consueto, il Sindaco (ancora in sollucchero perché solo 6 giorni prima aveva firmato il contratto con Amazon) inizialmente difese con determinazione feroce (Jeff Bezos direbbe: un passo per volta, con ferocia) la decisione.

Poi i Consiglieri Comunali si fecero sentire, perché questa era troppo grossa: una cosa opaca, soprattutto dal punto di vista giuridico.

Erano 19 Consiglieri su 33.

Poi, infine, qualcuno ebbe l’idea di consultare un Avvocato Amministrativista di Torino, che un giorno parlò ai presenti in Sala Giunta, in viva voce dal telefono.

E le brache - dapprima in Sala Giunta, poi nell'attiguo Studio Azzurro - incominciarono a riempirsi potentemente.

E così la Squadra stessa ritirò l’appalto misto.

Il riempimento di brache costò sei mesi per il rifacimento della gara.

Avevano esagerato e così restarono con un pugno di mosche: chi troppo vuole, nulla stringe.

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DALLA COPERTA ALLA… SCOPERTA DEL SECOLO –

O ALMENO DEGLI ULTIMI 33 ANNI -

 

Sapranno gli Avvocati.

Sapranno anche cosa dire a Scaramozzino che, forse, troverà utile, da qui al 26 maggio, fare pellegrinaggi al Santuario di Boca.

Magistralmente progettato dagli Antonelli.

Cui si deve la Mole di Torino.

Cui è dedicato un prestigioso Circolo di Novara, forse noto a Pino non meno che a Fratel Ciocca.

Pino al Santuario di Boca potrebbe impetrare per sé la grazia: che resti Maura.

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Dunque Pino, su mandato della Squadra, si accinge a caricare di questo potenziale handicap l’Amministrazione che potrebbe abitare il primo piano di Piazza Municipio al civico 5.

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Ma il bello deve ancora venire.

Perché adesso ne scovano un’altra.

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Dunque, sappiamo che sul progetto “coperchio” si sono chinati dapprima la Coni Servizi.

Poi, visto che la soluzione proposta (con esposizione di fattura di 60 mila euro), la “tendostruttura” faceva talmente schifo che anche la Squadra aveva i conati, allora chiamarono l’Archystar ad Pujrin, il compagno Paolo Pettene, tecnico di fiducia dell’Arci Uisp.

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L’Archystar prese dal plotter del suo studio il progetto di un coperchio in metallo e vetro, in tutto simile a quello già progettato per una società di area Rari Nantes Torino a – se non ricordiamo male, ma è un dettaglio – Grugliasco o giù di lì.

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Si vede che non fece lo sforzo o dimenticò di girare il foglio, orientandolo dalla parte giusta per Vercelli (perchè quella era la parte giusta per Grugliasco) cosicchè a bordo della vasca esterna che si ricopre, c’è una sola fila di sedute per chi vuole guardare la vasca, che dà le spalle al giardino.

Ci sarebbe voluto poco girare la planimetria, per realizzare le tribune che dessero le spalle alla Via Baratto, tanto più che il terrapieno c’è già.

Ma – potrebbe aver pensato l’Archystar – se qui sono talmente originali che, avendo una vasca in muratura da ristrutturare, vogliono coprire l’esterna, in fondo chi se ne frega.

E così ha attaccato il padrone dove voleva l’asino.

Le tribune non ci sono e non ci saranno.

Quindi, niente gare, nemmeno i giochi della gioventù.

Anche se qualche burlone impenitente ed impunito dice: ma no, vardè ca i trubuni a ien.

L’è nen vei lonc ca disu i giurnai.

Nu mec, ien da fora.

(Trad.: ma no, guardate che le tribune ci sono. Non è vero quello che dicono i giornali. Solo, sono di fuori).

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Perché effettivamente l’unico posto dove ormai starebbero le tribune è proprio all’esterno dell’involucro di vetro e acciaio.

Dove c’erano quelle esterne, che danno le spalle a Via Baratto e guardano verso la vasca ed il giardino.

Così, mentre a febbraio si fa una gara all’interno, all’esterno i genitori di tutto il Piemonte, con il giaccone, cercano di guardare dentro, oltre i vetri appannati.

E poi magari se ne tornerebbero a Nichelino piuttosto che ad Orbassano o Biella, dicendo: una roba del genere non l’abbiamo mai vista.

Solo a Vercelli.

***

Ma non è ancora tutto.

Perché, nello scorso mese di aprile, proprio l’Archystar è stato chiamato a redigere una perizia di variante.

Perché?

Intanto perché se arriva un po’ di fatturato a De Vivo e Nuovo Civ, soprattutto in questo periodo, non è che la Squadra si lamenti.

Ma soprattutto perché – dicono – e qui ci fermiamo.

Perché bisogna fare attenzione.

***

Dicono che la vasca esterna, così come l’abbiamo sempre vista, non sarebbe lunga 25 metri, ma solo 24,85.

Quindi mancherebbero 15 centimetri.

E allora bisogna allungarla.

***

È una scoperta recente, perché leggiamo bene cosa scriveva Emanuele Pizzimbone il 31 maggio 1986.

I meno giovani si ricordano di sicuro di Pizzimbone, detto Pizzi.

Era l’Ingegnere Capo del Comune.

Tanti pensavano che andare oltre sarebbe stato impossibile.

Non avevano mai conosciuto il virtuosismo di Pino Scaramozzino.

***

Ebbene, Pizzi il 31 maggio 1986 scriveva la relazione che, in jpg, alleghiamo, così come il computo metrico con le misure della ristrutturazione ed il collaudo dei Collaudatori Ing. Franco Bertinetti e Arch. Aldo Ferraris, quest’ultimo anche Collaudatore del Coni.

E il Pizzi è chiaro: la vasca esterna misura 25 metri x 17.

E di lì in avanti mai più nessuno ha contestato niente.

***

Ora l’ Archystar, che l’anno scorso – sempre che abbia misurato – non ha detto niente (almeno, che si sappia), direbbe invece che la vasca è corta.

E propone la perizia di variante per allungarla.

E’ appena il caso di dire che, dal 1986 in poi, dopo il collaudo, le piscine sono state assegnate con licite diverse alle seguenti ditte: coop. Centro Nuoto.

Poi Raggruppamento tra Imprese di Sportalia, un’Impresa lombarda.

Quest’ultima ha addirittura imbastito una lite finita in un lodo arbitrale con il Comune, su vari vizi dell’impianto, ma non un refolo di vento sulla presunta minore lunghezza della vasca esterna.

Poi il Comune ha assegnato ad un Consorzio di Coop. Sociali presieduto da Ceterina Micolano.

Poi arriva la Coop. Gestel fino al 2013.

E da nessuna parte, nei capitolati d’appalto, c’è mai un rigo che smentisca le misure del Pizzi.

Ma non c’è un rigo nemmeno – in questi ultimi 3 anni - da parte della Coni Servizi.

E nemmeno nel progetto del plotter, girato dall’altra parte.

***

Insomma, se il Pizzi era bravo, oggi siamo al virtuosismo.

Il bello è che, pur in presenza di una roba enorme come questa, pare che il giorno 13 maggio, anniversario di quando in Cova de Iria a tre Pastorelli apparve Maria, vogliano aprire il cantiere per allungare quello che il Pizzi, e poi per sempre, hanno sempre detto fosse già lungo.

Come se ogni 13 maggio i miracoli potessero ripetersi.



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