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24/06/2010 - Vercelli Città - Pagine di Fede

I MORTI SEPPELISCANO I LORO MORTI – Le rivelazioni private della Vergine si manifestano nella storia a persone semplici e umili



I MORTI SEPPELISCANO I LORO MORTI – Le rivelazioni private della Vergine si manifestano nella storia a persone semplici e umili
Valmala

 



Stiamo percorrendo la strada che porta a Valmala, la piccola località montana in provincia di Cuneo ove si dirige il nostro pellegrinaggio giornalistico nella quarta settimana del mese.


A Valmala la Vergine apparve a quattro ragazze del posto, su un Altopiano chiamato del “Chiotto”, ove si erano recate a pascolare la sparuta mandria loro affidata.


La Madonna fu riconosciuta e venerata come “Madre della Misericordia” e da quell’agosto del 1834 la pietà popolare e la devozione di tante anime si è sempre manifestata ed ha realizzato, ponendo il fondamento proprio su quella pietra ove la Signora si posava, un santuario ancora oggi meta di tanti pellegrinaggi.


Le “rivelazioni private”, le manifestazioni del Soprannaturale che sceglie di “chiamare”, nel corso della storia e dei secoli, alcuni testimoni di un “messaggio” rivolto a tutta l’umanità sono una realtà misteriosa ed affascinante che punteggia tutta la storia del popolo di Dio. Lo stesso titolo di “Madre della Misericordia” fu attribuito alla Vergine di Valmala perché le ragazze – Maria Boschero, Maria Pittavino, Margherita Maria Pittavino e Maria Chiotti – identificarono quella figura che a loro parlava e piangeva per dire dell’ora insidiosa vissuta dall’umanità, riconoscendola nel raffigurazione di un’apparizione verificatasi quasi 300 anni prima: si tratta della Madonna come apparve a Savona. È la Madonna apparsa ad Antonio Botta il 18 marzo 1536.


La Madonna – ma il tema si estende anche ad altri fatti, come ad esempio le apparizioni di Gesù a Suor Faustina, Santa Elena Kowalska, nella Polonia degli Anni Trenta del secolo scorso – dunque “sceglie” suoi testimoni, i destinatari di una catechesi, quasi di una azione pastorale, diretta agli uomini e donne di ogni tempo, ma soprattutto di tempi particolarmente bisognosi di sottolineature forti della verità del Vangelo.


Perché sono chiamati alcuni e non altri? Perché la chiamata non è accolta da tutti?


E’ proprio il tema della “vocazione”, della chiamata alla sequela di Gesù, a camminare sull’unica “via”, che ci propongono le Letture della Liturgia di questa domenica.


Ce ne parla Pino Pulcinelli, dei Dehoniani di Bologna, cui cediamo volentieri il…computer.


Ti seguirò ovunque tu vada”: forse è la frase centrale del vangelo di oggi… detta da una persona che deve essere rimasta incantata da Gesù, una frase molto bella, che potremmo fare nostra, ripeterla spesso nella nostra preghiera...
C’è un grande movimento intorno a Gesù, brave persone, affascinate da quest’uomo straordinario, che fa miracoli, che fa  bei discorsi, che si interessa dei poveri e degli esclusi, che risponde insomma alle loro attese più profonde… ebbene Gesù - al contrario di quella pubblicità ingannevole - gioca a carte scoperte: ci tiene a far conoscere in anticipo e con tutta la chiarezza quali sono le condizioni per essere davvero suo discepolo; vuole evitare l’equivoco, l’illusione. Lui sta andando verso Gerusalemme; ha preso definitivamente la decisione - in greco letteralmente: “rese duro il volto”, senza ripensamenti; si mette in cammino verso Gerusalemme, cioè verso il suo destino di “passione”, di morte accettata liberamente e per amore.


Gesù vuole evitare l’equivoco. Per questo dice parole forti. Non vuole illudere nessuno. Lui non fa proselitismo, non ci tiene a sedurre con proposte vantaggiose, non presenta una strada larga e in discesa verso l’applauso e il trionfo terreno; per questo per dire la verità usa parole dure, perfino scandalose:
“vuoi seguirmi ovunque io vada?” Se mi vuoi seguire, dice al primo, bisogna che tu sappia che il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo; se perfino gli animali hanno un nido, una tana dove sentirsi al sicuro, comodi e tranquilli, andare con il Figlio dell’uomo comporta l’insicurezza umana, la provvisorietà di ogni luogo o posizione raggiunta...           


Anche per noi può iniziare oggi il viaggio con Gesù verso Gerusalemme, e se quei discepoli del vangelo che vogliono seguire Gesù restano senza nome, significa che impersonano tutti coloro che hanno intenzione di seguirlo; come avranno risposto loro agli avvertimenti di Gesù? ... non si sa come hanno risposto loro... Sappiamo cosa hanno risposto i nostri padri e madri nella fede... cf. l’“Eccomi!” di Abramo, di Samuele, di Maria... di San Francesco...  E noi? È sconvolgente pensare che Gesù possa chiamarci e poi andarsene, passare oltre senza di noi perché non abbiamo avuto il coraggio di seguirlo...


Chiediamo al Signore che lui vinca tutte lo nostre paure... che sia lui stesso ad attirarci, a farci innamorare di Lui, con la forza e la dolcezza dell’Eucarestia, e a farci sentire dal di dentro quelle sue parole piene di incoraggiamento: “Io sono la luce del mondo, chi mi segue avrà la luce della vita”. Rispondiamogli con il Salmo: “il mio Signore sei tu - dice il salmo – nelle tue mani è la mia vita - mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra”. Sì, ti seguirò ovunque tu vada.


 

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