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23/11/2014 - Valsesia e Valsessera - Società e Costume

I CENTO ANNI DELL’ ON. RENZO FRANZO FESTEGGIATI A GATTINARA TRA I SUOI COLTIVATORI DIRETTI - Protagonista del Secolo breve, nella sua ventennale attività parlamentare mai nemmeno un’ ombra

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I CENTO ANNI DELL’ ON. RENZO FRANZO FESTEGGIATI A GATTINARA TRA I SUOI COLTIVATORI DIRETTI - Protagonista del Secolo breve, nella sua ventennale attività parlamentare mai nemmeno un’ ombra
Renzo Franzo a Gattinara

(guido gabotto) - Testimone del tempo d’eccezione, ha attraversato il Secolo breve come un protagonista della rinascita economica del Paese.

Renzo Franzo – 100 anni il prossimo 16 dicembre – nacque a Palestro quando l’Europa era appena entrata in Guerra. La Grande Guerra.

Fondatore della Coltivatori Diretti a Vercelli ed in Piemonte (la “bonomiana”, come fu subito ribattezzala l’organizzazione cui diede vita il Presidente Nazionale Paolo Bonomi), Parlamentare per la Democrazia Cristiana per quattro Legislature, dal 1948 al 1968.

Ci siamo avvalsi della nostra quasi quarantennale, affettuosa conoscenza con questo “grande” della storia della nostra provincia,  per chiedere a Renzo Franzo una breve dichiarazione al microfono di VercelliOggi.it, affinchè i nostri Lettori – anche i tanti giovani che non hanno potuto seguirlo nella sua vita intensa  - lo potessero conoscere.

Il video: http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2343

Solo due battute, per non disturbare la celebrazione eucaristica che sarebbe di lì a poco incominciata per fare memoria anche di quella “giornata del ringraziamento” dei coltivatori diretti di Vercelli e Biella che la Chiesa ha istituito (in tutta Italia)  proprio affinchè il lavoro dei campi fosse valorizzato anche nella sua particolare dimensione di sacralità feriale, per il contributo che dà al grande compito di procurare il cibo per ogni uomo e donna del Pianeta.

I Lettori meno giovani sicuramente conoscono Renzo Franzo come un politico indiscutibilmente “pulito”, mai neppure sfiorato – neppure lungo la “notte” della Prima Repubblica - anche solo dal sospetto che svolgesse la propria attività per fini che non coincidessero con il bene comune e gli interessi collettivi.

Fu, peraltro, uomo di “parte”, nel senso che ebbe sempre a cuore – senza afasie – il mondo agricolo, del quale fu un dirigente apprezzato anche a livello nazionale ed internazionale, lui che pure vi arrivò dopo avere compiuto studi umanistici: due sono le sue lauree, una in Lettere classiche e l’altra in Lingue straniere.

Sicchè capitò, agli inizi degli Anni ’80, quando la Fao tenne alla Camera di Commercio di Vercelli un convegno internazionale di quattro giorni sui problemi della risicoltura, di sentirlo con spigliata naturalezza interloquire in inglese e francese con gli Ospiti giunti a Vercelli da tutto il mondo.

Dote assai rara tra i politici ancora oggi, immaginiamoci 30 anni fa.

Ma la sua fu militanza di partito sempre coerente, nella comunità politica che Alcide De Gasperi stava costruendo per dare corpo all’idea di una democrazia moderna che potesse laicamente - mai volle un partico confessionale - attingere i propri principi dalla condivisione della visione cristiana della vita.

La sua “Democrazia Cristiana” (lo abbiamo più volte sentito parlare come di “visti da vicino” di Giulio Pastore, Giuseppe Rapelli, lo stesso De Gasperi, Giulio Andreotti, Emanuela Savio) era quella delle origini e lui non l’avrebbe mai abbandonata.

Esperto di risicoltura, dopo la parentesi parlamentare ebbe altri incarichi nell’Ente Nazionale Risi enella organizzazione degli Utenti Macchine Agricole e non smise mai di insegnare a chi avesse voluto imparare approfittando della sua grande esperienza come la condivisione dell’esperienza internazionale fosse un’opportunità – nonostante tutto – piuttosto che un limite per i produttori italiani.

Se è concesso un ricordo personale che pensiamo contribuisca a tratteggiare il carattere di vero, affettuoso “maestro” di Renzo Franzo, possiamo ritornare alla fine degli Anni Settanta quando chi scrive muoveva i primi passi – appena ragazzo - nel mondo dell’informazione, iniziando da quella tecnica di settore, agricola.

Una cosa non ci entrava assolutamente in testa: il meccanismo dei cosiddetti “montanti compensativi”, una sorta di rompicapo giuridico economico che presidiava le transazioni internazionali in materia di import – export del risone.

Ebbene, Renzo Franzo (poco meno che settantenne, ma ancora attivo ed autorevole sulla scena della politica agricola) non esitò a dedicare quasi un intero sabato pomeriggio, presso la vecchia sede della Democrazia Cristiana, in Via Vallotti a Vercelli, a quel giovane zuccone che infine qualcosa capì e riuscì grazie  a quelle spiegazioni a compilare un articolo accettabile.

Ci toccò anche il privilegio, in più di una occasione, di assisterlo nel ruolo in cui forse pochi lo ricordano.

Un tempo, quando si preparavano le liste di candidati per le elezioni comunali o provinciali, non era come ora: le firme di presentazione si raccoglievano presso la Sede del partito alla presenza di un Notaio (ricordiamo la figura del compianto Dott. Ignazio Ferrara, sempre gentilmente disponibile) e l’On. Franzo era sempre, da tutte le “correnti” unanimemente chiamato al compito di Presidente della Commissione elettorale, proprio perché tutti si fidavano della sua integrità. Chi scrive gli faceva da Segretario (e sia permesso ricordare che allora non c'erano computer o macchine da scrivere elettroniche: il verbale di ogni riunione andava redatto in 5 copie, con tanto di carta carbone...).

Con lui non c’erano discussioni possibili in ordine alla regolarità delle firme.

Era personalmente presente in ogni momento del ricevimento delle persone, che poi salutava quasi sempre di persona, ringraziando per il disturbo che si erano prese.

Ma alla scadenza del termine, orologio alla mano, era cortese, ma inflessibile: si chiude.

Non un minuto di più: chi c’è, c’è. Inutile insistere per cercare di strappare una piccola deroga.

Qualche sottocapo - corrente mugugnava, ma senza risultato.

Ha sempre seguito con paterna benevolenza i nostri sforzi editoriali, anche quando VercelliOggi tentò la esperienza della edizione cartacea settimanale, pubblicando per un certo periodo (erano un "dorso" del giornale) le ristampe dei manifesti storici della lotta elettorale dei primi anni della Repubblica: lo scontro tra Democristiani e Comunisti.

Lui volentieri acconsentì a commentare, settimana dopo settimana – al taccuino del nostro Gian Luca Marino - il manifesto che si andava offrendo ai Lettori, ricordando le singole fasi storiche, le emozioni, i sentimenti, i contrasti, le passioni e la politica di chi, come direbbe John Kennet Galbraith, ha trascorso “una vita nel nostro tempo”.

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Domenica la Città di Gattinara è stata al centro di altri due  momenti importanti per la comunità: la ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri e la memoria di Santa Cecilia, la Patrona dei musicisti cui la Banda cittadina è dedicata.

Esibizione impeccabile del complesso musicale, che ha animato questi momenti.

Perfetti padroni di casa il Sindaco Daniele Baglione con l’Assessore Luisa Cerri ed il Presidente della Provincia Carlo Riva Vercellotti.

La celebrazione è stata presieduta dal Vice Parroco Don Jaroslaw Dobkowshi sdb la cui omelia è integrale nel video.

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