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30/09/2010 - Vercelli Città - Cronaca

ISTITUTO LAGRANGIA,SCAMBI CON IL MONDO

Altri studenti in Russia a Tver ed a Poznan, nel Liceo polacco gemellato da molti anni con la scuola di Vercelli



ISTITUTO LAGRANGIA,SCAMBI CON IL MONDO
Il gruppo di studenti in America



(pda) Questo è il diario minimo ed essenziale d’un professore in viaggio con gli studenti ed una collega, Florence. Un viaggio verso gli Stati Uniti per vedere almeno due volti della stessa nazione federata. Due facce dell’America, selvaggia e metropolitana. Arriviamo a Romney di sabato dopo un viaggio a due tappe aeree, Malpensa - Washington passando per Londra. Arriviamo per fare il Tine test fuori dalla scuola, la tubercolina, come da programma sanitario dello Stato che è retto da Joe Manchin III, governatore d’origini italiane che parla inglese, anzi americano, nel West Virginia, il più basso tra gli Stati in percentuale per immigrazione e  tra i più alti per obesità. Wild e Wonderful, scrivono sulle targhe ed è proprio così. Ci potremo entrare solo lunedì, dopo la lettura del test. Lezioni in aule che si possono aprire solo dall’interno e vetro blindato nella finestrella. Un poliziotto all’ingresso della scuola, dentro il parcheggio. Tra colline verdissime, il Potomac dove vivono nei van e qualcuno non solo nel week end. Selvaggio e meraviglioso fin da subito, la notte è il palcoscenico delle stelle migliori, un cielo come non ho mai visto. La casa di Aaron è lì, in cima alla collina ma non in mezzo al bosco come altre. Una casa all’inglese, primo piano di vetrate, un padre che fa il consulente informatico per un pool di banche, la madre insegna nella più grande scuola per sordomuti del West Virginia, dormitorio annesso, Kristin che ha 15 anni frequenta la High School come Aaron pronto ad entrare in Università il prossimo anno. E saranno 5000 dollari annui da pagare come retta se sceglie l’Ateneo dello Stato ma anche 20, 30 o 40 mila se andrà in un altro, più lontano, prestigioso e certamente più caro.  In West Virginia stanno bene e non si muoverebbero di certo per andare da un’altra parte, magari a New York. Stanno bene tra procioni, caprioli, orsi e ragni giganti che non ho visto. Ho visto pipistrelli di 3-4- centimetri alle Smoke Hole, le cascate nere e le montagne di Seneca Rocks. A Romney c’è un ristorante italiano, d’un settantasettenne napoletano che vendeva vino al Vomero e poi si è trasferito in Usa 27 anni fa ed adesso ne ha 77, parla americano e dialetto napoletano. E ancora, il viaggio in bicicletta attraverso la pista ciclabile che ci porta fino dal Maryland passando per due tunnel fino in Pennsylvania, dopo due ore di fuori strada con 4 bici al seguito per 30 km due ruote. Milleottocento abitanti di case sparse ed un ristorante con le pareti di stampe, Napoli, Venezia, Firenze. Gli americani a tavola bevono succo di mela, anche con la pizza. A casa di Aaron mangio bene ed una volta cucino, spaghetti, senza far andare a fuoco la cucina. Poi verdure, un po’ di carne, a colazione barrette energetiche ma non integratori di cui lì son ghiotti, 30-40 pastiglie tutte d’un fiato a colazione, dicono che il cibo non basti e si sentono bene così. Golden Corral, Mac Donald, hamburger e poi Starbucks, mocha cafè nel bicchierone di plastica, ora anche in Italia. Tre ore impiega qualche studente tutte le mattine per arrivare a scuola con lo Scuolabus (e starci fino alle 15 e 30 quando finiscono le lezioni) , anche di più gli automobilisti che lavorano nell’elegante Washington, tra scoiattoli e laghetti. Bella la capitale, davvero, misurata a piedi tra musei gratuiti e soste nel parco. A New York t’innamori, dei grattacieli, di Central Park, del movimento alle due di notte. E sulla settima le luci, a due passi Love la scultura d’Indiana ed un barbone che ci dorme sopra, una ragazza italiana a due passi dal Plaza e dal nostro albergo che paga con la sorella 3000 dollari al mese per un monolocale co servizio a Manhattan, Apple Center,Macy’s e tanto altro. All’Empire, sulla cima di notte, lo struggimento ed il vento freddissimo. Al Moma ed al Metropolitan Museum l’essenza dell’arte e molto altro ancora, mezza giornata a testa è troppo poco ed allora giri senza fare troppa selezion per incontrare lo stupore.Nella sala Apollo sono passati in tanti,  noi sull’Up and Down a fare foto. Harlem, il Queen’s, i ponti. Ellis Island più importante di Miss Liberty, dove ci fanno passare in mezzo ai metal detector. Ellis Island chiusa nel 1954, tre piani visti, enormi, saloni d’arrivo, controllo, registrazione, visita, destinazione. Foto in bianco e nero, pezzi d’epoca, il libro dei cognomi, commozione.


 


 


 

Foto della gita
Foto della gita
La Statua della Libertà
La Statua della Libertà
Foto della gita
Foto della gita
Foto della gita
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