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09/01/2010 - Vercelli Città - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 10 gennaio 2010 - "Sei tanto grande, Signore mio Dio! Sei rivestito di maestà e di splendore"





IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 10 gennaio 2010 - "Sei tanto grande, Signore mio Dio! Sei rivestito di maestà e di splendore"
Il Profeta Isaia - Cappella Sistina

Dal Libro del Profeta Isaia, Cap. 40,1-5.9-11



"Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio.  Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità, perché ha ricevuto dalla mano del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati".


Una voce grida: "Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato".


 Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion; alza la voce con forza, tu che rechi liete notizie in Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: "Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e i suoi trofei lo precedono.  Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce pian piano le pecore madri".


Dal Salmo 103


Benedici il Signore, anima mia.


Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che di
stendi i cieli come una tenda.
Costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi.
Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.
Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.


Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.


Dalla Lettera di San Paolo Apostolo a Tito, Cap. 2,11-14; 3,4-7


Carissimo,  è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini,  che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone.


Quando si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,  perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna


Dal Vangelo secondo San  Luca, Cap. 3,15-16.21-22


In quel tempo,  poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: "lo vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito santo e fuoco".


Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì  e scese su di lui lo Spirito santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: "Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto".


UN PENSIERO SULLA PAROLA


* Siamo ancora all’inizio dell’anno, magari in molti abbiamo un’agendina su cui scrivere gli impegni, le date importanti, i compleanni delle persone care (se siamo un po’ smemorati è meglio fare così che correre il rischio di dimenticare l’anniversario di matrimonio, il compleanno dei figli o della suocera..).
Ebbene,
c’è una data importante, un momento preciso nella vita passata di ciascuno di noi che potremmo aggiungere sull’agenda, e se vi chiedessi ora di dirmi qual è esattamente, non so quanti saprebbero rispondere.. Scatta un momento nella maturazione della nostra vita cristiana, in cui ci facciamo questa domanda.. e ci viene voglia di conoscere quella data, e non per curiosità.. ma perché improvvisamente ci rendiamo conto almeno un po’ del dono incomparabile che abbiamo ricevuto quel giorno...
Oggi potrebbe essere che scatti questo desiderio.. forse rovistando a casa, nel nostro “cassetto dei ricordi” c’è anche quella foto con la data dietro, la foto che uno dei nostri parenti o amici di famiglia ha scattato quel giorno: il nostro battesimo.

* Tutta l’avventura della nostra vita di fede è iniziata proprio lì! Quel giorno ci è stato fatto un dono immenso, immeritato, totalmente gratuito.. e la liturgia odierna, nel farci fare memoria del battesimo del Signore, ci permette di pensare a questo sacramento dell’iniziazione cristiana.
“Iniziazione”... Sì,
c’è bisogno di essere “iniziati” alla fede, c’è bisogno di essere istruiti, di “andare a scuola di fede”, perché quanto abbiamo ricevuto in dono possa mettere radici profonde, possa fruttificare e orientare la nostra vita secondo il vangelo. C’è qualcosa che deve essere abbandonato e qualcosa coltivato, per giungere alla piena maturità di Cristo. Il battesimo è dono ma anche impegno e responsabilità..

* La frase centrale del Vg che abbiamo ascoltato, sarebbe bello che potessimo memorizzarla per sempre, scolpirla a lettere di fuoco, per renderla incancellabile nella nostra mente e nel nostro cuore:
“Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” (Lc 3,22): le parole che il Padre rivolge a Gesù al momento di ricevere il battesimo al Giordano da GB... queste parole, se le abbiamo udite o no, sono state dette a ciascuno di noi nel giorno del suo battesimo: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.
Oggi queste parole risuonano per ciascuno di noi. È nello Spirito Santo che possiamo udire questa voce di Dio Padre: una parola che ci genera, come ha generato il Figlio. Siamo stati resi “figli nel figlio” e Dio ci tratta realmente come figli (cf. Eb 12,7). “Parlate al cuore della gente e gridatele che è finita la sua schiavitù” – come ci invitava a fare la prima lettura con le parole del profeta Isaia. Parlare al cuore della gente significa risvegliare nel cuore di ogni uomo e di ogni donna la sua identità di figlio di Dio, figlio amato e prediletto.

* Viene un giorno per ciascuno di noi, spero che per tanti sia già arrivato, in cui si fa esperienza di sentire rivolgere personalmente a lui/lei questa parola...
“Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”, tu sei il mio figlio amato, io ti amo, ti amo così come sei, in te è tutta la mia gioia..
È quello il giorno in cui improvvisamente questa Parola-esperienza diventa il fondamento e insieme il motore di tutta l’esistenza: fare esperienza del grande dono e sentire il forte desiderio di comunicarlo..
Penso che molti avranno visto il film trasmesso qualche anno fa in TV, “la meglio gioventù”; ebbene, c’è una frase che esprime proprio ciò che voglio dire (la dice il papà alla figlia che è piena di gioia per le proprie nozze):
“Quando si è felici è il momento di essere generosi”.


www.omelie.org


 

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