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04/09/2021 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 5 settembre 2021 - "Dite agli smarriti di cuore" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella - VIDEO OMELIA DI DON GIANFRANCO CALABRESE

Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali.



IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 5 settembre 2021 - "Dite agli smarriti di cuore" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella - VIDEO OMELIA DI DON GIANFRANCO CALABRESE

Dal Libro del Profeta Isaia, Cap. 35, 4-7

Dal libro del profeta Isaìa
Dite agli smarriti di cuore:
"Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi".
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso sorgenti d'acqua.

Dal Salmo 145

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l'orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Dalla Lettera di San Giacomo Apostolo, Cap. 2, 1-5

Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali.

Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d'oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: "Tu siediti qui, comodamente", e al povero dite: "Tu mettiti là, in piedi", oppure: "Siediti qui ai piedi del mio sgabello", non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi?


Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano?

 

Dal Vangelo secondo San Marco, Cap. 7, 31 - 37

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: "Effatà", cioè: "Apriti!". E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: "Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!".

***

UN PENSIERO DALLE SUORE CARMELITANE

DEL MONASTERO MATER CARMELI DI BIELLA

 

Uomini e donne di relazione

(Is 35,4-7; Sl 145; Gc 2,1-5; Mc 7,31-37)

In questa domenica Dio fa riecheggiare nei nostri spiriti, nei nostri cuori, la promessa della salvezza fatta al suo popolo attraverso la profezia di Isaia: “Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi” (Is 34). Nella pienezza dei tempi Dio ci fa vivere questa novità: l’incarnazione di Gesù, nostro salvatore. Davvero è venuto in nostro aiuto, non si è dimenticato di noi.

In questo vangelo vediamo come Gesù è medico della nostra umanità: dell’uomo nella sua interezza, anima e corpo. Gesù passando per le vie della nostra terra ha compassione, prende a cuore le nostre difficolta, i nostri mali. La fama di Gesù, della sua bontà, era diffusa tra la gente, anche fuori dalla sua terra, tanto che dovunque egli andava la folla lo seguiva.

Gesù dunque, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea dove gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli le mani. Era un uomo che non aveva l’abilità di comunicare con gli altri né poteva sentire gli altri. Era una persona, perciò, che viveva in una grande solitudine, tagliata fuori dalle relazioni vitali. Ma la misericordia di Dio ci segue anche nelle situazioni più difficili. E quando questo gruppo di persone, probabilmente parenti ed amici, uomini e donne, lo portano da Gesù e lo pregano di imporgli le mani, Gesù non gli nega questa grazia.

Questi fratelli si sentono collaboratori della felicita di questo uomo. E’ il primo atteggiamento che possiamo imparare come fratelli nel Signore e come fratelli universali, figli dell’unico Padre. E’ quel portare i pesi gli uni degli altri.

Gesù questa volta opera una guarigione diversa da tutte le altre, una guarigione molto personale.

Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: “Effata”, cioè: “Apriti”. Davvero solo dal cielo viene il nostro aiuto. Nella fede, la potenza della saliva di Gesù è la potenza della nostra parola. In questo gesto di Gesù sono nascoste in embrione due verità di fede: la sordità di chi era morto ed è ora risuscitato ed il mutismo di chi non aveva ricevuto il dono della parola e poi diventa  un uomo e una donna di relazione e di comunione, uomo e donna della Parola.

Questi sono i gesti che vengono segnati su di noi nel rito del battesimo. Il battesimo ci dona la grazia di essere missionari del vangelo ascoltando la parola e comunicandola ai fratelli.

Gesù è un uomo della gratuità che ci ha donato tutto con amore e nell’amore, e ci chiede di seguire le sue orme nell’amore. Egli viene riconosciuto come un grande profeta e il Messia atteso perché porta in sé le caratteristiche del servo di Dio che viene in aiuto al suo popolo: “Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti”.

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli - Biella Chiavazza 

 

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