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24/07/2021 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 25 luglio 2021 - "Un solo Dio e Padre di tutti" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella - VIDEO OMELIA DI PADRE MARCO BELLACHIOMA

"C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?".



IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 25 luglio 2021 - "Un solo Dio e Padre di tutti" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella - VIDEO OMELIA DI PADRE MARCO BELLACHIOMA

Dal Secondo Libro dei Re, Cap. 4, 42 - 44

In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all'uomo di Dio: venti pani d'orzo e grano novello che aveva nella bisaccia.

Eliseo disse: "Dallo da mangiare alla gente". Ma il suo servitore disse: "Come posso mettere questo davanti a cento persone?". Egli replicò: "Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: "Ne mangeranno e ne faranno avanzare"".

Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore.

Dal Salmo 144

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

                             Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni, Cap. 4, 1 - 6

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.

Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

Dal Vangelo secondo San Giovanni, Cap. 6, 1 - 15

In quel tempo, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: "Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?". Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: "Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo".

Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: "C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?". Rispose Gesù: "Fateli sedere". C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.

E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: "Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto". Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: "Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!". Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

***

UN PENSIERO DALLE SUORE CARMELITANE

DEL MONASTERO MATER CARMELI DI BIELLA

XVII Domenica del Tempo Ordinario

La comunicazione primaria di Gesù

(2Re 4,42-44; Sl 144; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15)

La folla segue Gesù per i segni che ha visto. Siamo portati a leggere al negativo questo fatto.

Sì, va bene, lo seguite solo perché vedete i miracoli, altrimenti non vi sareste neanche accorti di lui!

OK, è vero, la fede in Dio deve e può andare oltre al miracolo sensazionale, deve nutrirsi della Parola, ma sappiamo che esiste anche un linguaggio non verbale che tutti usiamo più o meno consapevolmente e che veicola il messaggio a volte più di quanto possano veicolare le parole.

Gesù ne è consapevole: lui parla prima di tutto con i suoi gesti. Usa questa comunicazione primaria perché sa che è quella comprensibile al di là di ogni differenza di cultura e di provenienza.

La comunicazione primaria è fatta di gesti di amore, di accudimento, di attenzione: il bambino cresce sereno proprio grazie a questi gesti che infondono in lui fiducia in se stesso e nella vita, lo irrobustiscono e fortificano per affrontare le inevitabili difficoltà della vita.

Gesù nella sua missione usa dunque un linguaggio comprensibile a tutti. Lui guarda e rispetta i bisogni dell’uomo. Sa che è difficile ascoltare grandi prediche quando si è attanagliati dalla fame, quando si è in grande dolore per un lutto, quando si è bloccati su una barella.

L’amore si fa prossimo, risana le ferite, dona sollievo al corpo per arrivare a dare sollievo allo spirito.

L’incarnazione dell’Amore viene a dirci questo: non c’è da una parte il corpo e dall’altra lo spirito. Siamo un tutt’uno e con questa nostra totalità e complessità possiamo accostarci a Dio.

Gesù dà loro pane e pesci, “quanti ne volevano”: la misura di Dio è la non misura. L’uomo ha bisogno di sentirsi accolto senza misura. E la nostra corrispondenza è a misura della unicità di ognuno.

Gesù non dà cibo calcolato. Lui vuole dare il segno che la fame può essere saziata. Perché vuole condurci a capire che può saziare anche un altro tipo di fame, quella più esistenziale che spesso ci lascia la sensazione di un vuoto interiore più forte dello stomaco vuoto.

Gesù, con il suo andare oltre misura, ci dice che possiamo buttare nello stomaco della nostra vita chili e chili di cose afferrate con voracità, ma la fame di fondo rimane. Lui può andare alla radice dei nostri bisogni e riempirli per farci crescere, non con compensazioni fittizie.

Ecco allora che la folla mangia, è sazia, ora è tranquilla: il Pastore si è rivelato tale e non si è scandalizzato della fame delle sue pecore, ma le ha rifocillate. Il Pastore, dal cuore universale, ha pensato anche alle altre folle che hanno fame, ma che non lo hanno ancora visto e conosciuto: la moltiplicazione del pane e del pesce trasborda la quantità necessaria, ci sono degli avanzi. Dodici ceste che sono l’effetto della globalizzazione della salvezza che Dio vuole fare arrivare a tutti, che è già arrivata a tutti!

Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli - Biella Chiavazza

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