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17/07/2021 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 18 luglio 2021 - "Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto e riposatevi un po'" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella

Video Omelia di Don Cristiano Marcucci -





IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 18 luglio 2021 - "Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto e riposatevi un po'" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella

Dal Libro del Profeta Geremia, Cap. 23, 1 - 6

Dice il Signore:

"Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Oracolo del Signore.

Perciò dice il Signore, Dio d'Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io vi punirò per la malvagità delle vostre opere. Oracolo del Signore.

Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho scacciate e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; non ne mancherà neppure una. Oracolo del Signore.

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –
nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto,
che regnerà da vero re e sarà saggio
ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra.

Nei suoi giorni Giuda sarà salvato
e Israele vivrà tranquillo,
e lo chiameranno con questo nome:
Signore-nostra-giustizia".

Dal Salmo 22

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

Dalla Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini, Cap. 2,  13 - 18

Fratelli, ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.
Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l'inimicizia, per mezzo della sua carne.

Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l'inimicizia.

Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini.

Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.

Dal Vangelo secondo San Marco, Cap. 6, 30 - 34


In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro:

"Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'".

Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.

Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose

***

UN PENSIERO DALLE SUORE DEL MONASTERO MATER CARMELI DI BIELLA

XVI Domenica del Tempo Ordinario

Si riunirono entusiasti attorno a Gesù

(Ger 23,1-6; Sl 22(23); Ef 2,13-18; Mc 6,30-34)

 

Nel Vangelo di questa domenica troviamo gli apostoli che, terminata la loro prima missione, tornano dal Maestro e si riuniscono entusiasti e stanchi morti attorno a lui, punto di partenza e di arrivo della missione dei credenti.

Gesù ci invita ad avere un cuore missionario, ad essere Chiesa in uscita, ci chiama e ci abilita ad essere suoi collaboratori, promuovendo la nostra autonomia.

Dopo aver condiviso le fatiche e i successi della missione, il Signore invita ancora i suoi, questa volta a una pausa di silenzio, li chiama a restare con lui, soli, in un luogo deserto, in disparte, egli guarda la loro stanchezza, quel ritmo così intenso da non lasciare più neppure il tempo di mangiare.

“Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte”.

Probabilmente Gesù e i discepoli partono da Cafarnao verso una località nei pressi di Bethsaida (cf Lc 9,10), immaginiamo questa traversata: il rumore dell’acqua sul lago di Galilea sostituisce le voci di quanti gli apostoli hanno incontrato nella loro missione; qualcuno si addormenta sulla barca o ancora ripensa a quanto detto e fatto; Gesù tace, il silenzio ha un potere rigenerante!

Forse questo urta contro le regole di utilità e programmazione che in genere guidano le nostre scelte.

Stare con Gesù, pregare, possono essere intesi come una perdita di tempo.

Ci si domanda: a cosa serve?

Eppure Gesù mostra e insegna il valore e la necessità della preghiera (Mc 11,17; Mc 1,35; Lc 18,1-8). 

“Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero”.

La pausa apostolica è di breve durata, Gesù e i suoi sono tenuti sottocchio e una marea umana si sposta velocemente verso di loro e li precede allo sbarco.

Siamo di fronte a un chiaro esempio di programma andato a monte! “Sceso dalla barca, egli vide una grande folla”.

Gesù vede la folla mentre il suo programma va in frantumi; c’era motivo per perdere la pazienza, ma Lui si mette dalla loro parte e invece di rabbia prova compassione.

“Ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore”.

Gesù non si scherma davanti alla sofferenza e al bisogno degli altri, ma guarda, comprende e si coinvolge. C’è una presenza che supplisce a un’assenza: erano come pecore che non hanno pastore.

“E si mise a insegnare loro molte cose”.

L’evangelista Marco attribuisce una grande importanza all’insegnamento di Gesù, senza specificarne il contenuto, perché il contenuto è la persona stessa di Gesù. Quello che colpisce è la sua autorità che appare nelle parole e nei gesti. In lui dire e fare coincidono.

Dalla lettura e meditazione del Vangelo sgorga la nostra preghiera: “Signore che io non smetta mai di imparare la condivisione e la compassione, che possa scoprire e sperimentare il potere rigenerante del silenzio, che guardando Te, cerchi ad ogni nuova alba il senso e l’entusiasmo della vita. Amen”.

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli - Biella Chiavazza 

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