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11/09/2021 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 12 settembre 2021 - "Ma voi, chi dite che io sia?" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella - VIDEO OMELIA DI MONS. MARIO RUSSOTTO

Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: "Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi", ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: "Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere



IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 12 settembre 2021 - "Ma voi, chi dite che io sia?" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella - VIDEO OMELIA DI MONS. MARIO RUSSOTTO

Dal Libro del Profeta Isaia, Cap. 50, 5 - 9


Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.

È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.

Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?

Dal Salmo 114

Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l'orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
Allora ho invocato il nome del Signore:
"Ti prego, liberami, Signore".

Pietoso e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge i piccoli:
ero misero ed egli mi ha salvato.

Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei occhi dalle lacrime,
i miei piedi dalla caduta.
Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi.

                                Dalla Lettera di  San Giacomo Apostolo, Cap. 2, 14 - 18

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha opere? Quella fede può forse salvarlo?

Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: "Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi", ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.

Al contrario uno potrebbe dire: "Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede".

Dal Vangelo secondo San Marco, Cap. 8, 27 - 35

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: "La gente, chi dice che io sia?". Ed essi gli risposero: "Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti".

Ed egli domandava loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". Pietro gli rispose: "Tu sei il Cristo". E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.

E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.

Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: "Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini".

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà".

***

UN PENSIERO DALLA SUORE CARMELITANE

DEL MONASTERO MATER CARMELI DI BIELLA

Chi è per noi Gesù?

(Is 50,5-9a; Sal 114; Gc 2,14-18; Mc 8,27-35)

Il testo del Vangelo di questa domenica contiene il primo annuncio della passione e morte di Gesù ai suoi discepoli, la reazione di Pietro di voler eliminare la croce dal percorso del Maestro e l’insegnamento di Gesù nell’invitare i suoi ad abbracciare la croce, per essere suoi discepoli.

Pietro non capisce la proposta di Gesù riguardo alla croce e alla sofferenza, era condizionato forse dalla propaganda del governo dell’epoca che parlava del Messia solo in termini di re glorioso, sembra essere cieco, non intravvede nulla al di là della sofferenza per lui inutile, voleva che Gesù diventasse un re come lui immaginava.

Gesù ha guarito molti ciechi: Gesù ha guarito anche la cecità dei suoi discepoli dando loro una lunga spiegazione riguardo al significato della croce, per aiutarli a vedere la realtà della risurrezione al di là della croce.

Ma chi è Gesù per me? Che senso ha per me la croce?

Forse questa domenica possiamo perdere un po’ della nostra “cecità”, aprendo gli occhi del cuore possiamo vedere ciò che concretamente non si vede, ma nella fede sappiamo già presente.

Prendere la propria croce e seguire Gesù non significa percorrere una via di sofferenza e tristezza, ma scoprire la realtà della risurrezione in atto già da ora nel mondo, nell’universo, nella mia piccola/grande vita.

Gesù non è solo morto, ma è anche risorto. Questo mistero di amore viene celebrato in ogni Eucarestia. Non ci riuniamo per un semplice “ricordo”, ma per scoprire che siamo con-risorti con lui. Quando ci invita a seguirlo è perché ci vuole indicare la via maestra che ci fa entrare in questa dimensione cosmica di risurrezione, cioè di vita nuova.

La croce è il passaggio dal corporeo all’incorporeo. Sappiamo qualcosa di come sarà la vita da risorti? Sì, perché Gesù dopo la sua morte è tornato fra noi. I discepoli non lo hanno riconosciuto, però sono riusciti a toccare i suoi piedi, a vedere le ferite del suo costato.

Noi non siamo i discepoli di un fantasma! Noi seguiamo le impronte del Maestro che in carne e ossa ha vissuto tra noi e ora in “carne e ossa risorte” vive ancora tra noi!

Non perdiamoci nel chiacchiericcio di chi è o non è Gesù: le dicerie sono sempre tante.

Ognuno di noi può capire il senso della sua vita se si ferma a contemplare la croce: possibile che tutto finisca lì? Possibile che anche gli uomini e le donne più forti, più importanti vedano finire la loro vita nel nulla?

Prendi la tua croce e seguimi: la tua vita non terminerà, il fallimento umano è porta di entrata per una pienezza di realizzazione eterna.

Certo però se “prendiamo la croce” e non seguiamo la strada del Maestro, allora tutto si riduce a frustrazione. Perché solo lui risorto può fare luce e dare senso al cammino delle nostre fatiche!

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli - Biella Chiavazza 

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